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Profilo lipidico nell’adolescenza e pressione arteriosa nell’età adulta

16-05-2012

Kaikkonen JE, Jula A, Mikkilä V, Viikari JS, Moilanen T, Nikkari T, Kähönen M, Lehtimäki T, Raitakari OT.
Am J Clin Nutr. 2012 May 9. [Epub ahead of print]

L’impatto della qualità dei grassi di origine alimentare sulla pressione arteriosa nell’adulto è già stato oggetto di numerose ricerche. Tuttavia ancora poco si sa sugli effetti dell’apporto di grassi con la dieta durante l’infanzia e l’adolescenza sui valori pressori nell’età adulta.
Per questo studio i livelli serici di acidi grassi esterificati al colesterolo (esteri del colesterolo), considerati un marker degli acidi grassi assunti con la dieta, sono stati determinati in 803 bambini e ragazzi (con età compresa tra 3 e 18 anni), che sono stati poi seguiti per 27 anni Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che, negli uomini, i livelli di acidi grassi saturi, monoinsaturi e omega-3 negli esteri del colesterolo erano positivamente correlati alla pressione arteriosa (rispettivamente P<0,001, P=0,001 e P<0,001 per la pressione sistolica e P=0,015, P=0,078 e P=0,015 per la diastolica). Al contrario, i livelli di omega-6, acidi grassi polinsaturi presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale, risultavano associati negativamente, sia con la pressione sistolica che con la diastolica (P<0,001 e P<0,018 rispettivamente). Nelle donne, le stesse relazioni sono risultate invece più deboli e solo quella positiva tra i valori della pressione sistolica e gli acidi grassi monoinsaturi e quella inversa con gli acidi grassi omega-6 si sono confermate statisticamente significative (P= 0,019 e 0,023 rispettivamente).
In conclusione, questi risultati dimostrano che i livelli serici di acidi grassi rilevati nell’infanzia e nell’adolescenza sono indipendentemente associati alla pressione arteriosa nell’età adulta, soprattutto negli uomini, e suggeriscono che l’incremento dei consumi di oli vegetali ricchi di omega-6 piuttosto che di grassi animali nelle prime decadi di vita possa contribuire alla prevenzione dell’ipertensione nell’età adulta.

Glossario

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

Childhood serum cholesterol ester fatty acids are associated with blood pressure 27 y later in the Cardiovascular Risk in Young Finns Study.

BACKGROUND:In adults, dietary fatty acids (FAs) modify blood pressure (BP), but it is not known whether childhood FA quality is associated with adulthood BP.
OBJECTIVE:The purpose of the study was to investigate links between childhood serum cholesterol ester fatty acid (CEFA) proportions and adulthood systolic blood pressure (SBP) and diastolic blood pressure (DBP).
DESIGN:We examined a cohort of 803 boys and girls (aged 3-18 y at baseline in 1980 and followed for 27 y) by using regression models adjusted for the known risk factors of BP. CEFAs were analyzed as markers of dietary FA intake.
RESULTS:In men, serum SFA (B = 2.97, P < 0.001 for SBP; B = 1.48, P = 0.015 for DBP), MUFA (B = 0.61, P = 0.001 for SBP; B = 0.27, P = 0.078 for DBP), and omega-3 (n-3) PUFA (B = 5.50, P < 0.001 for SBP; B = 2.47, P = 0.015 for DBP) proportions, which were derived mainly from animal fats in this population, were positively associated with BP, whereas the omega-6 (n-6) PUFA proportion, which was derived mainly from vegetable oils and margarines, was negatively associated with BP (B = -0.56, P < 0.001 for SBP; B = -0.27, P < 0.018 for DBP). Serum cholesterol ester SFA and PUFA associations were supported by dietary intake data. In women, the associations between CEFA proportions and BP were weaker [for SBP: B = 0.36, P = 0.638 (NS) for SFA; B = 0.44, P = 0.019 for MUFA; B = 1.18, P = 0.376 (NS) for n-3 PUFA; and B = -0.33, P = 0.023 for n-6 PUFA].
CONCLUSION:Our findings suggest that fat quality as reflected in the serum cholesterol ester fraction in childhood is independently associated with adulthood BP particularly in men but also, to some extent, in women.
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