Relazione tra frequenza di consumo dei pasti e adiposità

Ritchie LD.
Am J Clin Nutr. 2012 Jan 4. [Epub ahead of print]

11-01-2012

Il rapporto tra una maggiore o minore frequenza di consumo di alimenti e l’insorgenza di obesità è tuttora oggetto di un intenso dibattito tra gli esperti. Tra i fattori più rilevanti che rendono difficile l’interpretazione delle evidenze sull’argomento presenti in letteratura, vi è senza dubbio la disomogenea definizione dei cosiddetti “fuoripasto”, che spesso influenza i risultati dei diversi studi.
Il presente lavoro è stato realizzato al fine di valutare l’associazione tra la frequenza di consumo di pasti e l’adiposità in un gruppo di 2.372 bambine e adolescenti, residenti negli Stati Uniti, con età compresa tra 9 e 20 anni, che, oltre ad essere sottoposte a numerose misurazioni antropometriche, fornivano annualmente informazioni legate allo stile di vita e alle abitudini alimentari.
Dall’analisi statistica dei risultati emerge che le ragazze più grandi e di colore consumano mediamente più pasti rispetto alle ragazze bianche e più giovani. Inoltre, si rileva che un minor consumo di snack ed una minor frequenza di consumo di pasti al reclutamento si associa ad un maggior aumento di BMI e circonferenza vita (WC), in 10 anni, sia tra le ragazze bianche (P rispettivamente 0,023 e 0,012 per il BMI e 0,030 e 0,015 per la WC ) che in quelle di colore (P=0,004 e 0,022 per il BMI e 0,052 e 0,005 per la WC). Anche dopo l’aggiustamento statistico per fattori quali l’adiposità al reclutamento, la razza, l’attività fisica, il tempo speso davanti alla TV e l’ apporto energetico totale, una minor frequenza di consumo di pasti iniziale rimane associata ad un maggiore aumento di BMI (P=0,013) e WC (P=0,036) nell’arco di 10 anni.
Concludendo, i risultati di questo lavoro dimostrano che una minor frequenza di consumo di alimenti è predittiva di un maggiore sviluppo di adiposità nelle adolescenti.

Glossario

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

Less frequent eating predicts greater BMI and waist circumference in female adolescents.

BACKGROUND: Little is known about the effect of eating frequency on adiposity.
OBJECTIVE: The study aim was to assess the prospective relation of an objective measure of eating frequency with adiposity in girls from ages 9-10 to 19-20 y.
DESIGN: By using data from 3-d diet records collected from 2372 girls in the National Heart, Lung, and Blood Institute Growth and Health Study, meal, snack, and total eating frequencies aggregated over the first 2 study years were examined in relation to 10-y change in BMI and waist circumference (WC).
RESULTS: Eating frequency was lower in black and older girls than in white and younger girls (P < 0.0001). In whites, lower initial snack and total eating frequencies were related to greater 10-y increases in BMI (P = 0.023 and 0.012, respectively) and WC (P = 0.030 and 0.015, respectively). In blacks, lower initial meal and snack frequencies were related to greater increases in BMI (P = 0.004 and 0.022, respectively) and WC (P = 0.052 and 0.005, respectively). Also, in blacks, lower initial total eating frequency was related to greater increases in WC (P = 0.010). After adjustment for baseline adiposity measure, race, parental education, physical activity, television and video viewing, total energy intake, and dieting for weight loss, lower initial total eating frequency remained related to greater 10-y increases in BMI (P = 0.013) and WC (P = 0.036).
CONCLUSIONS: A lower eating frequency predicts a greater gain in adiposity in adolescent females. Intervention trials are needed to test if changing the frequency of eating can affect obesity risk.

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