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Rispettare le linee-guida sull’apporto di grassi annulla l’eccesso di rischio di obesità associato a una specifica variante genetica

29-07-2016

Labayen I, Ruiz JR, Huybrechts I, Ortega FB, Arenaza L, González-Gross M, Widhalm K, Molnar D, Manios Y, DeHenauw S, Meirhaegue A, Moreno LA.
Nutr Metab Cardiov Dis 2016; DOI: 10.1016/j.numecd.2016.07.010 [e-pub ahead of print]

Si chiama HELENA (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence) lo studio che ha coinvolto, tra il 2006 e il 2007, 649 adolescenti di dieci città europee (tra cui Roma) e che, come tutti i maggiori studi di popolazione, continua a produrre nuovi dati.
L’analisi attuale, la prima condotta su questo specifico aspetto, dimostra che il rispetto delle linee-guida per quanto riguarda l’apporto di grassi con l’alimentazione (30% dell’introito calorico totale), in presenza di un adeguato stile di vita (attività fisica costante e commisurata all’età) è in grado di fatto di azzerare l’eccesso di rischio di obesità dovuto ad una specifica predisposizione genetica (un polimorfismo del gene FTO).
Gli autori hanno osservato che la presenza di una variante di questo gene, che favorisce l’obesità, non si associa infatti a un eccesso ponderale in quei soggetti la cui dieta è caratterizzata da una quota di grassi inferiore al 30% delle calorie totali, mentre si associa a un peso corporeo crescente in presenza, rispettivamente, di un apporto calorico da grassi compreso tra il 30 ed il 35% o superiore al 35% stesso.
Nonostante questi dati non siano generalizzabili (le forme di obesità su base genetica riguardano solamente una percentuale minima della popolazione, e non è detto che un eccesso ponderale di altra causa risponda allo stesso modo alla composizione della dieta), questa analisi suggerisce che la predisposizione genetica all’obesità non vada considerata un destino ineluttabile, ma possa essere invece controllata adottando un’alimentazione variata e corretta, nel caso specifico con un limitato apporto di calorie da grassi.

Dietary fat intake modifies the influence of the FTO rs9939609 polymorphism on adiposity in adolescents; the HELENA cross-sectional study

Background and aims: The fat mass and obesity associated gene (FTO) has been associated with obesity and dietary intake. The aims were: (i) To assess whether energy and macronutrient intakes were different across the FTO rs9939609 genotypes in adolescents, and (ii) to explore whether dietary fat intake modified the association of the rs9939609 polymorphism with adiposity.
Methods and Results: The FTO rs9939609 polymorphism was genotyped in 652 adolescents (53% females, 14.8±1.2 years, TT=246, TA=296, AA=110). Energy and
macronutrient intake were assessed by two non-consecutive 24h-recalls. Weight, height, waist circumference and skinfold thicknesses were measured and body fat percent was calculated. Energy and macronutrient intake were similar across the FTOrs9939609 genotypes (P>0.2). There were significant interactions between the FTO polymorphism and fat intake on adiposity estimates (P<0.05). In adolescents whose fat intake was below 30% (N=203), the A allele of rs9939609 was not associated with adiposity indices. In contrast, in adolescents whose fat intake was between 30% and 35% of energy (N=190), the rs9939609 polymorphism was associated with a 1.9 % higher body fat per risk allele (95%CI: 0.39, 3.33; P<0.05), and in those whose fat intake was higher than 35% (N=259), it was associated with a 2.8 % higher body fat per risk allele (95%CI: 1.27, 4.43; P<0.001).
Conclusions: These findings support the concept that the deleterious effect of the FTO rs9939609 polymorphism on adiposity is exacerbated in adolescents consuming high fat diets. In contrast, the consumption of low fat diets (<30% of energy) may attenuate the genetic predisposition to obesity in risk allele carriers.

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