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Ruolo della vitamina D nella prevenzione delle fratture

11-07-2012

Bischoff-Ferrari HA, Willett WC, Orav EJ, Lips P, Meunier PJ, Lyons RA, Flicker L, Wark J, Jackson RD, Cauley JA, Meyer HE, Pfeifer M, Sanders KM, Stähelin HB, Theiler R, Dawson-Hughes B.
N Engl J Med. 2012 Jul 5;367(1):40-9.

L’importanza di un adeguato apporto di vitamina D per la salute dello scheletro è universalmente riconosciuta; le metanalisi che hanno valutato l’effetto della supplementazione di questa vitamina sul rischio di fratture, tuttavia, hanno sinora fornito risultati contrastanti.
In questo lavoro sono stati combinati i risultati di 11 studi randomizzati e controllati che avevano valutato l’effetto della supplementazione di vitamina D, in associazione o meno con il calcio, sul rischio di fratture dell’anca e non-vertebrali in 31.022 anziani con oltre 65 anni.
Comparando i soggetti che avevano effettuato una supplementazione con vitamina D, indipendentemente dalla dose, con i corrispondenti controlli non supplementati, è emerso tra i primi un ridotto rischio sia di fratture all’anca che non-vertebrali (Hazard Ratio, o HR, rispettivamente di 0,90 e 0,93). Considerando anche le dose previste nel trattamento, invece, risultava significativa solo l’associazione tra supplementazioni di >10 μg/die di vitamina D ed il rischio di fratture non-vertebrali (HR=0,89).
Considerando che numerosi studi inclusi nello studio consentivano supplementazioni aggiuntive a quelle previste dalla sperimentazione, è stato valutato anche l’effetto degli apporti di vitamina D reali (aggiustati in funzione dell’aderenza agli studi): in questo caso si osserva una riduzione del rischio di entrambe le tipologie di fratture (HR= 0,70 e 0,86) tra i soli soggetti con un apporto totale ≥20 μg/die.
I risultati di questo lavoro dimostrano pertanto che solo apporti relativamente elevati di vitamina D riducono significativamente il rischio di fratture nella popolazione con più di 65 anni.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

A pooled analysis of vitamin D dose requirements for fracture prevention.

BACKGROUND:
The results of meta-analyses examining the relationship between vitamin D supplementation and fracture reduction have been inconsistent.
METHODS:
We pooled participant-level data from 11 double-blind, randomized, controlled trials of oral vitamin D supplementation (daily, weekly, or every 4 months), with or without calcium, as compared with placebo or calcium alone in persons 65 years of age or older. Primary end points were the incidence of hip and any nonvertebral fractures according to Cox regression analyses, with adjustment for age group, sex, type of dwelling, and study. Our primary aim was to compare data from quartiles of actual intake of vitamin D (including each individual participant\'s adherence to the treatment and supplement use outside the study protocol) in the treatment groups of all trials with data from the control groups.
RESULTS:
We included 31,022 persons (mean age, 76 years; 91% women) with 1111 incident hip fractures and 3770 nonvertebral fractures. Participants who were randomly assigned to receive vitamin D, as compared with those assigned to control groups, had a nonsignificant 10% reduction in the risk of hip fracture (hazard ratio, 0.90; 95% confidence interval [CI], 0.80 to 1.01) and a 7% reduction in the risk of nonvertebral fracture (hazard ratio, 0.93; 95% CI, 0.87 to 0.99). By quartiles of actual intake, reduction in the risk of fracture was shown only at the highest intake level (median, 800 IU daily; range, 792 to 2000), with a 30% reduction in the risk of hip fracture (hazard ratio, 0.70; 95% CI, 0.58 to 0.86) and a 14% reduction in the risk of any nonvertebral fracture (hazard ratio, 0.86; 95% CI, 0.76 to 0.96). Benefits at the highest level of vitamin D intake were fairly consistent across subgroups defined by age group, type of dwelling, baseline 25-hydroxyvitamin D level, and additional calcium intake.
CONCLUSIONS:
High-dose vitamin D supplementation (≥800 IU daily) was somewhat favorable in the prevention of hip fracture and any nonvertebral fracture in persons 65 years of age or older.
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