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Secondo i dati dello studio Moli-sani, il consumo regolare di caffè espresso contribuisce, negli ultra 50enni, a dimezzare il rischio di carcinoma prostatico

05-05-2017

Pounis G, Tabolacci C, Costanzo S, Cordella M, Bonaccio M, Rago L, D'Arcangelo D, Filippo Di Castelnuovo A, de Gaetano G, Donati MB, Iacoviello L, Facchiano F; Moli-sani study investigators.
Int J Cancer. 2017 Apr 24. doi: 10.1002/ijc.30720. [Epub ahead of print]

Il caffè all’italiana (espresso o moka), con caffeina, contribuisce a ridurre il rischio di carcinoma prostatico. La sola caffeina, in studi in vitro, ha inoltre dimostrato di ridurre in modo significativo non solo la proliferazione delle cellule tumorali, ma anche la loro capacità di sviluppare metastasi. Sono questi i risultati più recenti della ricerca di popolazione Moli-sani che ha coinvolto in questa indagine 6.989 maschi ultra 50enni (nel 90,5% dei casi consumatori di caffè) e li ha seguiti per una media di 4,24 ± 1,35 anni. Al termine dello studio, il confronto tra i soggetti senza e con diagnosi di carcinoma prostatico (100 casi, 14 dei quali con metastasi già in atto), ha permesso di rilevare livelli di assunzione, sia di caffè totale, sia di espresso, inferiori negli uomini con diagnosi positiva, rispetto a chi era negativo. In particolare, il 28% degli uomini senza carcinoma prostatico era regolare consumatore di oltre tre tazzine di caffè, espresso o moka, per un totale di 90 g/die, contro il 14% degli uomini con diagnosi positiva. Anche la quantità di caffeina assunta era superiore nei maschi senza carcinoma, rispetto a quelli con tumore prostatico: 163 ±110 mg/die nei primi, 133 ± 95 mg/die nei secondi. L’analisi statistica ha dimostrato che la riduzione del rischio di carcinoma prostatico raggiungeva il 53% tra i soggetti che assumevano più di tre tazzine al giorno di caffè con caffeina, rispetto a chi non ne consumava affatto o ne assumeva 1-2 tazzine.
La ricerca ha approfondito anche il possibile ruolo della caffeina nel determinare questi risultati. Le indagini, condotte in laboratorio, hanno valutato l’effetto su due linee di cellule tumorali prostatiche di un estratto decaffeinato e di tre estratti con concentrazioni crescenti di caffeina, dimostrando con la caffeina un’inibizione fino al 40% della moltiplicazione delle due linee cellulari e una diminuzione della capacità delle cellule tumorali di migrare e di aderire ad altri tessuti, di fatto interferendo con le fasi iniziali della metastasi.
In conclusione, gli Autori ricordano che il consumo regolare di caffè ha già dimostrato di ridurre il rischio di leucemie e di tumori solidi, a carico di orofaringe, esofago, colon e retto, fegato, pancreas, vescica, mammella, endometrio. Nel caso specifico del caffè italiano, consumato a dosi >90 g/die, gli Autori aggiungono che le preparazioni espresso e moka, ad alta temperatura e senza filtro, preservano meglio i composti bioattivi ben noti del caffè: caffeina, diterpeni, acido clorogenico. Per questo, la dimostrazione di un’azione sul rischio prostatico, corroborata da ulteriori dimostrazioni in vitro, aggiunge un tassello non secondario alla strategia preventiva antitumorale.

Glossario

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

Reduction by coffee consumption of prostate cancer risk: Evidence from the Moli-sani cohort and cellular models.

Meta-analytic data on the effect of coffee in prostate cancer risk are controversial. Caffeine as a bioactive compound of coffee has not yet been studied in deep in vitro. Our study aimed at evaluating in a population cohort the effect of Italian-style coffee consumption on prostate cancer risk and at investigating in vitro the potential antiproliferative and antimetastatic activity of caffeine on prostate cancer cell lines. 6,989 men of the Moli-sani cohort aged ≥50 years were followed for a mean of 4.24 ± 1.35 years and 100 new prostate cancer cases were identified. The European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Food Frequency Questionnaire was used for the dietary assessment and the evaluation of Italian-style coffee consumption. Two human prostate cancer cell lines, PC-3 and DU145, were tested with increasing concentrations of caffeine, and their proliferative/metastatic features were evaluated. The newly diagnosed prostate cancer participants presented lower coffee consumption (60.1 ± 51.3 g/day) compared to the disease-free population (74.0 ± 51.7 g/day) (p < 0.05). Multiadjusted analysis showed that the subjects at highest consumption (>3 cups/day) had 53% lower prostate cancer risk as compared to participants at the lowest consumption (0-2 cups/day) (p = 0.02). Both human prostate cancer cell lines treated with caffeine showed a significant reduction in their proliferative and metastatic behaviors (p < 0.05). In conclusion, reduction by Italian-style coffee consumption of prostate cancer risk (>3 cups/day) was observed in epidemiological level. Caffeine appeared to exert both antiproliferative and antimetastatic activity on two prostate cancer cell lines, thus providing a cellular confirmation for the cohort study results.

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