Seguire un dieta ad alto indice infiammatorio, incide negativamente sulla funzionalità mnemonica di uomini e donne dai 60 anni in poi

Frith E, Shivappa N, Mann JR, Hébert JR, Wirth MD, Loprinzi PD.
Br J Nutr. 2018 Jan 24:1-7. doi: 10.1017/S0007114517003804. [Epub ahead of print]

16-02-2018

L’Indice Infiammatorio della Dieta (DII) è un parametro riconosciuto a livello internazionale per definire in che misura uno schema alimentare sia in grado di promuovere la sintesi di molecole pro-infiammatorie (proteina C reattiva, interleuchine e TNF-alfa). L’associazione tra un’alimentazione ad alto indice infiammatorio e un maggior rischio di malattie degenerative e metaboliche (aterosclerosi, diabete di tipo 2, cardiovasculopatie, sindrome metabolica) è già stata dimostrata in soggetti di entrambi i sessi e diverse fasce d’età.
Dall’analisi dei dati raccolti nell’ambito della survey nazionale statunitense NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey) in un campione di uomini e donne tra i 60 e gli 85 anni, rappresentativo della popolazione generale americana, emerge una conferma agli studi preliminari che hanno associato la cattiva qualità nutrizionale della dieta al rischio di deficit cognitivo e mnemonico.  Dopo essere stati sottoposti a test specifici di valutazione della memoria episodica, operativa e semantica, i soggetti allo studio sono stati suddivisi in 4 gruppi in base all’indice infiammatorio della dieta.  Nel quartile con valore DII più elevato è risultata maggiore la percentuale di uomini, di fumatori, di soggetti con un BMI più alto e più sedentari.
L’analisi statistica dei dati ha messo in luce una chiara associazione inversa tra punteggio di DII e performance mnemoniche. Infatti, al gruppo con valori di DII più elevati corrispondeva la peggiore valutazione delle diverse tipologie di memoria e soprattutto della memoria esecutiva.
Gli Autori ricordano che altri studi condotti in modelli animali hanno dimostrato come un’alimentazione ricca di energia, ma povera di nutrienti possa modulare negativamente in tempi piuttosto rapidi (nell’arco di 3 giorni) le capacità cognitive. In uomini e donne anziani, è invece stato dimostrato che un’alimentazione a prevalente apporto di vegetali, frutta, pesce, prodotti a base di soia favorisce il mantenimento della cognitività.
In conclusione i risultati di questa ricerca confermano i benefici della promozione di uno stile alimentare a basso indice infiammatorio a ogni età, anche per la memoria. Data la complessità dei meccanismi neurobiologici alla base dei processi mnemonici, sono necessari studi mirati per valutare gli effetti della dieta pro-infiammatoria sui possibili mediatori molecolari in essi coinvolti.

Glossario

  • Aterosclerosi

    Patologia delle arterie caratterizzata da depositi di grassi, infiammazione, fibrosi e calcificazione nella parete vascolare. Le placche aterosclerotiche sono le tipiche lesioni di questa patologia.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Sindrome metabolica

    La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.

Dietary inflammatory index and memory function: population-based national sample of elderly Americans.

The objective of this study was to examine the association between dietary inflammatory potential and memory and cognitive functioning among a representative sample of the US older adult population.
Cross-sectional data from the 2011-2012 and 2013-2014 National Health and Nutrition Examination Survey were utilised to identify an aggregate sample of adults 60-85 years of age (n 1723). Dietary inflammatory index (DII®) scores were calculated using 24-h dietary recall interviews. Three memory-related assessments were employed, including the Consortium to Establish a Registry for Alzheimer's disease (CERAD) Word Learning subset, the Animal Fluency test and the Digit Symbol Substitution Test (DSST).
Inverse associations were observed between DII scores and the different memory parameters. Episodic memory (CERAD) (b adjusted=-0·39; 95 % CI -0·79, 0·00), semantic-based memory (Animal Fluency Test) (b adjusted=-1·18; 95 % CI -2·17, -0·20) and executive function and working-memory (DSST) (b adjusted=-2·80; 95 % CI -5·58, -0·02) performances were lowest among those with the highest mean DII score.
Though inverse relationships were observed between DII scores and memory and cognitive functioning, future work is needed to further explore the neurobiological mechanisms underlying the complex relationship between inflammation-related dietary behaviour and memory and cognition.

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