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Soprattutto se arricchita con olio di oliva extravergine, la Dieta Mediterranea migliora la funzionalità delle HDL in soggetti ad alto rischio cardiovascolare

03-03-2017

Hernáez Á, Castañer O, Elosua , Pintó , Estruch R, Salas-Salvadó J, Corella D, Arós F, Serra-Majem L, Fiol M, Ortega-Calvo M, Ros E, Martínez-González MÁ, de la Torre R, López-Sabater MC, Fitó M.
Circulation. 2017 Feb 14;135(7):633-643. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.116.023712.

Lo Studio PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterránea) ha coinvolto uomini e donne che presentavano almeno tre fattori di rischio cardiovascolare, ma che non soffrivano ancora di patologie cardiovascolari conclamate. In questa popolazione sono stati confrontati gli effetti di tre regimi alimentari: una Dieta Mediterranea arricchita con olio di oliva extravergine, una Dieta Mediterranea con l’aggiunta di 28 g di frutta secca a guscio (noci, mandorle, nocciole) ogni giorno e infine un’alimentazione a basso tenore di grassi (ipolipidica).
In questa analisi, condotta su un piccolo sottocampione dei soggetti coinvolti nello studio principale, sono stati valutati gli effetti dei tre regimi alimentari sul colesterolo HDL, più noto come colesterolo “buono”, ed in particolare sulla funzionalità delle lipoproteine HDL. Infatti sempre più si mette in luce che non è sufficiente avere buoni livelli circolanti di HDL, ma che è soprattutto importante valutare quanto le HDL stesse siano in grado di esercitare le loro funzioni fondamentali: promuovere l’eliminazione del colesterolo dalle pareti arteriose (il cosiddetto “trasporto inverso”), esercitare effetti antiossidanti e antinfiammatori, agire come vasoprotettori.
E’ emerso che, dopo un anno di adesione controllata ai tre tipi di alimentazione, le HDL esercitavano i loro effetti in modo più incisivo nei soggetti che seguivano la Dieta Mediterranea, rispetto ai soggetti a dieta a basso tenore di grassi, ma che il risultato ottenuto era più netto nel gruppo a Dieta Mediterranea più olio d’oliva extravergine.
Secondo gli Autori questi risultati aprono la strada a nuovi approfondimenti necessari sia per comprendere il meccanismo d’azione della dieta, sia per valutare quanto la migliorata capacità protettiva delle HDL si traduca in prevenzione delle malattie e degli eventi cardiovascolari.

Glossario

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Mediterranean Diet Improves High-Density Lipoprotein Function in High-Cardiovascular-Risk Individuals: A Randomized Controlled Trial.

BACKGROUND: The biological functions of high-density lipoproteins (HDLs) contribute to explaining the cardioprotective role of the lipoprotein beyond quantitative HDL cholesterol levels. A few small-scale interventions with a single antioxidant have improved some HDL functions. However, to date, no long-term, large-scale, randomized controlled trial has been conducted to assess the effects of an antioxidant-rich dietary pattern (such as a traditional Mediterranean diet [TMD]) on HDL function in humans.
METHODS: This study was performed in a random subsample of volunteers from the PREDIMED Study (Prevención con Dieta Mediterránea; n=296) after a 1-year intervention. We compared the effects of 2 TMDs, one enriched with virgin olive oil (TMD-VOO; n=100) and the other enriched with nuts (TMD-Nuts; n=100), with respect to a low-fat control diet (n=96). We assessed the effects of both TMDs on the role of HDL particles on reverse cholesterol transport (cholesterol efflux capacity, HDL ability to esterify cholesterol, and cholesteryl ester transfer protein activity), HDL antioxidant properties (paraoxonase-1 arylesterase activity and total HDL antioxidant capacity on low-density lipoproteins), and HDL vasodilatory capacity (HDL ability to induce the release of nitric oxide in endothelial cells). We also studied the effects of a TMD on several HDL quality-related characteristics (HDL particle oxidation, resistance against oxidative modification, main lipid and protein composition, and size distribution).
RESULTS: Both TMDs increased cholesterol efflux capacity relative to baseline (P=0.018 and P=0.013 for TMD-VOO and TMD-Nuts, respectively). The TMD-VOO intervention decreased cholesteryl ester transfer protein activity (relative to baseline, P=0.028) and increased HDL ability to esterify cholesterol, paraoxonase-1 arylesterase activity, and HDL vasodilatory capacity (relative to control, P=0.039, P=0.012, and P=0.026, respectively). Adherence to a TMD induced these beneficial changes by improving HDL oxidative status and composition. The 3 diets increased the percentage of large HDL particles (relative to baseline, P<0.001).
CONCLUSIONS: The TMD, especially when enriched with virgin olive oil, improved HDL atheroprotective functions in humans.

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