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Tempo davanti alla TV e malattie croniche

15-06-2011

Grøntved A, Hu FB.
JAMA 2011; 3058(23):2448-2455

Escludendo l’impegno lavorativo e il sonno, guardare la televisione è l’attività più comune in molti Paesi industrializzati. Oltre ad alterare l’equilibrio energetico, sottraendo tempo all’esercizio fisico, guardare la tv per tempi prolungati è stato in molti casi associato ad un\'alimentazione scorretta sia negli adulti che nei bambini. Pertanto vi è un interesse crescente per le modalità con le quali questo comportamento può influenzare la salute.
In questa metanalisi sono stati elaborati i dati ottenuti da studi prospettici di coorte sull\'associazione tra tempo trascorso davanti alla tv, diabete, malattie cardiovascolari (fatali e non) e morte per tutte le cause, pubblicati tra il 1970 e il 2011. 8 ricerche rispondevano ai criteri per l\'inclusione dell\'analisi: 4 lavori (per un totale di 175.938 persone coinvolte, seguite per oltre otto anni e mezzo) ìvalutavano il rischio di diabete di tipo 2, 4 erano focalizzati sul rischio di malattie cardiovascolari (34.253 soggetti seguiti per oltre 10 anni e mezzo) e 3 sulla mortalità per diverse cause (26.509 soggetti seguiti per quasi sette anni).
2 ore al giorno davanti alla TV sono risultate associate all’aumento del rischio di diabete di tipo 2 (+20%), di sviluppare malattie cardiovascolari (+15%) e di mortalità per tutte le cause (+13%). La correlazione tra tempo trascorso davanti alla televisione e diabete e malattie cardiovascolari è di tipo lineare, mentre il rischio di mortalità per tutte le cause sembra aumentare se si superano le 3 ore al giorno davanti alla TV.
I risultati di questa metanalisi mostrano chiaramente che il rischio di sviluppare diabete, malattie cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause è maggiore per chi guarda la televisione per troppo tempo. Sono necessari però ulteriori studi per valutare se ridurre il tempo passato davanti alla TV possa rappresentare una strategia utile per ridurre la morbidità e la mortalità per malattie croniche.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Television Viewing and Risk of Type 2 Diabetes, Cardiovascular Disease and Al—Cause- Mortality

Context: Prolonged television (TV) viewing is the most prevalent and pervasive sedentary behavior in industrialized countries and has been associated with morbidity and mortality. However, a systematic and quantitative assessment of published studies is not available.
Objective: To perform a meta-analysis of all prospective cohort studies to determine the association between TV viewing and risk of type 2 diabetes, fatal or nonfatal cardiovascular disease, and all-cause mortality.
Data Sources and Study Selection: Relevant studies were identified by searches of the MEDLINE database from 1970 to March 2011 and the EMBASE database from 1974 to March 2011 without restrictions and by reviewing reference lists from retrieved articles. Cohort studies that reported relative risk estimates with 95% confidence intervals (CIs) for the associations of interest were included.
Data Extraction: Data were extracted independently by each author and summary estimates of association were obtained using a random-effects model.
Data Synthesis: Of the 8 studies included, 4 reported results on type 2 diabetes (175 938 individuals; 6428 incident cases during 1.1 million person-years of followup), 4 reported on fatal or nonfatal cardiovascular disease (34 253 individuals; 1052 incident cases), and 3 reported on all-cause mortality (26 509 individuals; 1879 deaths during 202 353 person-years of follow-up). The pooled relative risks per 2 hours of TV viewing per day were 1.20 (95% CI, 1.14-1.27) for type 2 diabetes, 1.15 (95% CI, 1.06-1.23) for fatal or nonfatal cardiovascular disease, and 1.13 (95% CI, 1.07-1.18) for all-cause mortality. While the associations between time spent viewing TV and risk of type 2 diabetes and cardiovascular disease were linear, the risk of all-cause mortality appeared to increase with TV viewing duration of greater than 3 hours per day. The estimated absolute risk differences per every 2 hours of TV viewing per day were 176 cases of type 2 diabetes per 100 000 individuals per year, 38 cases of fatal cardiovascular disease per 100 000 individuals per year, and 104 deaths for all-cause mortality per 100 000 individuals per year.
Conclusion: Prolonged TV viewing was associated with increased risk of type 2 diabetes, cardiovascular disease, and all-cause mortality.
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