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Un alto apporto alimentare di colesterolo si associa ad un rischio elevato di incorrere nel diabete di tipo 2 – i risultati di una metanalisi

09-04-2014

Tajima R, Kodama S, Hirata M, Horikawa C, Fujihara K, Yachi Y, Yoshizawa S, Iida KT, Sone H.
Clin Nutr. 2014 Mar 13. pii: S0261-5614(14)00074-0. doi: 10.1016/j.clnu.2014.03.001.

Gli effetti sulla salute umana del consumo di colesterolo con gli alimenti (ne sono ricche, per esempio, le uova, le frattaglie, le cervella) sono oggetto, da tempo, di un dibattito piuttosto intenso.
I dati degli studi di carattere nutrizionale mostrano, in particolare, che l’apporto alimentare di colesterolo non correla in modo marcato con la colesterolemia, e in particolare con i livelli plasmatici della frazione più aterogena (le LDL), probabilmente per la netta prevalenza della sintesi epatica del colesterolo stesso rispetto all’assorbimento dal tratto intestinale. Alcuni studi suggeriscono tuttavia che, pur senza influenzare la colesterolemia totale o LDL, un eccesso alimentare di colesterolo correlerebbe con il rischio di sviluppare placche ateromasiche in alcune arterie campione, come le carotidi. Anche per questo motivo, le raccomandazioni nazionali ed internazionali sul tema suggeriscono di non eccedere il consumo di 300 mg/die di questa sostanza, e di limitare l’apporto di uova (una comune fonte alimentare ricca di colesterolo) a non più di 3-4 la settimana.
Una decisione probabilmente ragionevole, confermata dalla recente metanalisi di autori giapponesi, che mostra come un elevato consumo alimentare di colesterolo si associ ad un rischio aumentato di sviluppare la malattia diabetica. L’aumento sarebbe dose-dipendente (ogni incremento dell’apporto di 100 mg al giorno aumenterebbe il rischio dell’11%), e, secondo gli autori, potrebbe essere spiegata dall’effetto sfavorevole del colesterolo alimentare stesso sulla sensibilità insulinica, verificata in studi sull’animale.

Glossario

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

High cholesterol intake is associated with elevated risk of type 2 diabetes mellitus - A meta-analysis.

BACKGROUND & AIMS: Some foods rich in cholesterol are associated with high risk of type 2 diabetes (T2D). To confirm the association between dietary cholesterol intake and T2D risk, we performed a meta-analysis of observational studies.
METHODS: We searched for longitudinal studies that provided data on the relative risk (RR) for T2D in relation to the cholesterol intake level using MEDLINE (from 1950 for July 10, 2013) and EMBASE (from 1974 to July 10, 2013). The RR for the highest vs. lowest cholesterol intake category or for an increment of 100 mg/day in cholesterol consumption was pooled with an inverse-variance method.
RESULTS: Five studies met the inclusion criteria. Compared with the lowest category, the highest category had a significantly higher association with T2D risk (RR [95% confidence interval (CI)], 1.25 [1.16-1.36]). The pooled RR for a 100-mg/day increment was also significant (RR [95% CI], 1.11 [1.06-1.15]).
CONCLUSION:Current meta-analysis suggested that high intake of cholesterol was positively associated with future T2D risk.

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