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Un buon apporto di calcio, ma anche di magnesio, dall’acqua potabile rappresenta un fattore protettivo nei confronti della fragilità femorale in uomini e donne adulti e anziani

11-07-2013

Dahl C, Søgaard AJ, Tell GS, Flaten TP, Hongve D, Omsland TK, Holvik K, Meyer HE, Aamodt G.
Bone. 2013 Jul 2. pii: S8756-3282(13)00235-4.

Un apporto regolare di calcio e magnesio è indispensabile per mantenere nel tempo la salute delle ossa e ridurre quindi il rischio di fratture da fragilità, soprattutto a carico del femore. Questa indagine è stata condotta in Norvegia, su una popolazione di età compresa tra 50 e 85 anni. Nei paesi del Nord l’intake di calcio è in genere assicurato dall’alto consumo di latte e prodotti lattiero-caseari, mentre per quanto riguarda il magnesio non c’è certezza di un’assunzione regolare dei livelli raccomandati, soprattutto nella popolazione anziana. Un’analoga incertezza si osserva in quasi tutti gli altri paesi europei. Ecco perché i ricercatori norvegesi suggeriscono che l’acqua, anche di rubinetto, potrebbe rappresentare una fonte di magnesio (e di calcio se necessario) continua, facilmente utilizzabile e a basso costo: quindi ottimale nel caso di una popolazione anziana, anche perché la biodisponibilità di questi ioni è maggiore se assunti appunto con l’acqua, vale a dire a piccole dosi continue e in una forma chimica più facilmente assorbita. Questa risorsa appare anche più utile nella popolazione urbanizzata, in cui il tasso di fratture si è dimostrato più alto rispetto alla popolazione rurale. In questa ricerca, è stata effettivamente rilevata una significativa associazione inversa tra consumo di acqua con una buona concentrazione di magnesio e rischio di fratture di femore in entrambi i sessi, nella fascia d’età compresa tra 50 e 85 anni. La riduzione del rischio sfiora il 20%, ed è quindi praticamente rilevante.

Nationwide data on municipal drinking water and hip fracture: Could calcium and magnesium be protective? A NOREPOS study.

Norway has a high incidence of hip fractures, and the incidence varies by degree of urbanization. This variation may reflect a difference in underlying environmental factors, perhaps variations in the concentration of calcium and magnesium in municipal drinking water. A trace metals survey (1986-1991) in 556 waterworks (supplying 64% of the Norwegian population) was linked geographically to hip fractures from hospitals throughout the country (1994-2000). In all, 5,472 men and 13,604 women aged 50-85 years suffered a hip fracture. Poisson regression models were fitted, adjusting for age, urbanization degree, region of residence, type of water source, and pH. The concentrations of calcium and magnesium in drinking water were generally low. An inverse association was found between concentration of magnesium and risk of hip fracture in both genders (IRR men highest vs. lowest tertile= 0.80, 95% CI: 0.74, 0.87; IRR women highest vs. lowest tertile= 0.90, 95% CI: 0.85, 0.95), but no consistent association between calcium and hip fracture risk was observed. The highest tertile of urbanization degree (city), compared to the lowest (rural), was related to a 23 and 24 percent increase in hip fracture risk in men and women, respectively. The association between magnesium and hip fracture did not explain the variation in hip fracture risk between city and rural areas. Magnesium in drinking water may have a protective role against hip fractures; however this association should be further investigated.

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