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Un buon apporto di latte e latticini migliora la densità ossea di rachide e femore negli anziani se associato a supplementazione con vitamina D

17-03-2017

Sahni S, Mangano KM, Kiel DP, Tucker KL, Hannan MT.
J Nutr. 2017 Mar 1. pii: jn240390. doi: 10.3945/jn.116.240390. [Epub ahead of print]

Mantenere la solidità del tessuto osseo è un elemento fondamentale di salute, specie con l’aumentare della speranza di vita e dell’età media della popolazione, e non solo nelle donne in post-menopausa, ma anche negli uomini. All’apporto giornaliero di calcio, minerale determinante per la costruzione del tessuto osseo, contribuiscono in gran parte latte e prodotti lattiero-caseari (yogurt, formaggi, panna, gelati a base di crema, budini); l’assorbimento del minerale è però dipendente dalla presenza di adeguati livelli di vitamina D. Infatti fino al 40% del calcio di latte e derivati viene assorbito nel duodeno (il primo tratto dell’intestino), proprio grazie alla vitamina D: ecco perché la prevenzione della perdita di tessuto osseo e la sintesi di nuovo tessuto sono legate sia all’assunzione di calcio, sia alla presenza di vitamina D.
Finora, però, gli studi sugli effetti di calcio e vitamina D nella popolazione anziana sono stati focalizzati alla valutazione dei soggetti ai quali calcio e vitamina venivano somministrati come supplementi.
Questa ricerca, invece, basata sui dati di 628 uomini e donne tra i 67 e i 93 anni appartenenti alla coorte statunitense del Framingham Study, dimostra che seguire le indicazioni delle linee guida nutrizionali per quanto riguarda il consumo di latte e derivati salvaguarda le ossa dell’anziano, a patto però che segua una costante supplementazione con vitamina D.
I soggetti che consumavano latte, yogurt e formaggio, e che erano adeguatamente supplementati con vitamina D, hanno visto aumentare in 4 anni la densità ossea femorale (misurata al trocantere, cioè la parte di osso femorale che si inserisce nel bacino) dello 0,23% per ogni porzione settimanale in più di uno dei tre alimenti (ma non di panna): una percentuale soltanto in apparenza minima, in grado invece di difendere la densità del tessuto osseo, e quindi la sua solidità, in un’area tra le più fragili. Non solo: latte, yogurt e formaggi, sempre in presenza di supplementazione di Vitamina D, si sono dimostrati efficaci nel mantenimento della densità minerale ossea a livello vertebrale. Tra i soggetti non supplementati, l’effetto protettivo del consumo di latte e latticini sulla struttura ossea è ridotto o assente.
Queste le porzioni considerate dallo studio: un bicchiere (237 mL) di latte (scremato, parzialmente scremato o intero); 1 tazza da 237 g di yogurt; 118 g di ricotta o cottage-cheese (formaggio in fiocchi); 1 fetta da 30 g di altro formaggio; 118 g di gelato; 15 g di panna (1 cucchiaio).

Glossario

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Dairy Intake Is Protective against Bone Loss in Older Vitamin D Supplement Users: The Framingham Study.

BACKGROUND: Previous studies showed beneficial effects of specific dairy foods on bone health in middle-aged adults.Objective: We examined the association of milk, yogurt, cheese, cream, fluid dairy (milk + yogurt), and milk + yogurt + cheese intakes with bone mineral density (BMD) and 4-y percentage of change in BMD [D%BMD; femoral neck, trochanter, and lumbar spine (LS)]. We further assessed whether these associations were modified by vitamin D supplement use in this cohort of older adults.
METHODS: Food-frequency questionnaire responses, baseline BMD (hip and spine, n = 862 in 1988-1989), and follow-up BMD (n = 628 in 1992-1993) were measured in the Framingham study, a prospective cohort study of older Caucasian men and women aged 67-93 y. Outcomes included baseline BMD and D%BMD. Dairy-food intakes (servings per week) were converted to energy-adjusted residuals, and linear regression was used, adjusting for covariates. These associations were further examined by vitamin D supplement use.
RESULTS: The mean age of the participants was 75 y. In the full sample, dairy-food items were not associated with BMD (P = 0.11-0.99) or with D%BMD (P = 0.29-0.96). Among vitamin D supplement users, but not among nonusers, higher milk, fluid dairy, and milk + yogurt + cheese intakes were associated with higher LS BMD (P = 0.011-0.009). Among vitamin D supplement users, but not among nonusers, higher milk + yogurt + cheese intakes were protective against trochanter BMD loss (P = 0.009).
CONCLUSIONS: In this population of older adults, higher intakes of milk, fluid dairy, and milk + yogurt + cheese were associated with higher LS BMD, and a higher intake of milk + yogurt + cheese was protective against trochanter BMD loss among vitamin D supplement users but not among nonusers. These findings underscore that the benefits of dairy intake on the skeleton may be dependent on vitamin D intake.

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