Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Vai al contenuto

Nutrition foundation of italy

Ricerca

Compila i campi

Lingua

English

Ti trovi in: Home /Tutte le news

Un circolo virtuoso correlerebbe consumo abituale di pesce, qualità del riposo notturno e capacità verbali a 12 anni

12-01-2018

Liu J, Cui Y, Li L, Wu L, Hanlon A, Pinto-Martin J, Raine A, Hibbeln JR.
Sci Rep. 2017 Dec 21;7(1):17961. doi: 10.1038/s41598-017-17520-w

La relazione tra consumo di pesce e funzione cognitiva viene attribuita agli omega-3 a lunga catena contenuti nel pesce, fondamentali per un corretto sviluppo delle strutture cerebrali e per il mantenimento della loro funzionalità a lungo termine. Alcune ricerche hanno inoltre messo in luce che un adeguato e costante apporto di omega-3 influisce positivamente anche sulla qualità del riposo notturno.
Ora, un nuovo approfondimento sembra dimostrare che questi elementi, in età scolare, sono strettamente associati: gli omega-3 favorirebbero lo sviluppo e il mantenimento di una migliore cognitività migliorando l’attività cerebrale delle ore di riposo notturno, destinata, com’è noto, a fissare e a memorizzare le informazioni, a riorganizzare le attività cerebrali e a favorire la plasticità neuronale, in vista della nuova giornata. In presenza di un’ottimale qualità del sonno, quindi, i processi cognitivi delle ore notturne migliorerebbero.
Lo studio ha coinvolto 541 ragazzini cinesi (maschi e femmine) tra i 9 e gli 11 anni ed è il primo ad aver esaminato in parallelo le abitudini alimentari, con specifica attenzione al consumo di pesce, le informazioni relative alla qualità del riposo notturno e i test di valutazione del QI misurati a distanza di tempo.
Da tutta questa messe di dati, è emerso chiaramente che il consumo regolare di pesce, (almeno una volta alla settimana), rispetto a un consumo sporadico o assente, era associato a punteggi più alti (4,8 punti in più) nei test di QI relativi alla verbalizzazione.
Parzialmente avvantaggiati rispetto ai non consumatori (3,3 punti in più) risultavano anche coloro che consumavano pesce solo qualche volta.
L’analisi ha dimostrato infine che il QI maggiore era stato ottenuto da ragazzini e ragazzine che dormivano meglio, suggerendo una correlazione tra questi due fattori.
Gli approfondimenti futuri, secondo i ricercatori, potranno definire l’eventuale ruolo del tipo di pesce consumato; nel frattempo, le evidenze attuali sono già più che sufficienti per incoraggiare i genitori a includere nel menu settimanale almeno una porzione di pesce (fresco, surgelato o in scatola) e, per chi già lo gradisce, ad aumentarne ulteriormente le occasioni di consumo (le nostre Linee Guida nazionali suggeriscono, al proposito, almeno due porzioni settimanali).

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

The mediating role of sleep in the fish consumption - cognitive functioning relationship: a cohort study.

Greater fish consumption is associated with improved cognition among children, but the mediating pathways have not been well delineated. Improved sleep could be a candidate mediator of the fish-cognition relationship. This study assesses whether 1) more frequent fish consumption is associated with less sleep disturbances and higher IQ scores in schoolchildren, 2) such relationships are not accounted for by social and economic confounds, and 3) sleep quality mediates the fish-IQ relationship. In this cohort study of 541 Chinese schoolchildren, fish consumption and sleep quality were assessed at age 9-11 years, while IQ was assessed at age 12. Frequent fish consumption was related to both fewer sleep problems and higher IQ scores. A dose-response relationship indicated higher IQ scores in children who always (4.80 points) or sometimes (3.31 points) consumed fish, compared to those who rarely ate fish (all p < 0.05). Sleep quality partially mediated the relationship between fish consumption and verbal, but not performance, IQ. Findings were robust after controlling for multiple sociodemographic covariates. To our knowledge, this is the first study to indicate that frequent fish consumption may help reduce sleep problems (better sleep quality), which may in turn benefit long-term cognitive functioning in children.

Condividi

NFI - Nutrition Foundation of Italy
Viale Tunisia 38, 20124 Milano - info@nutrition-foundation.it
C.F./P.IVA 04062430154 - r.e.a 1510419