Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Vai al contenuto

Nutrition foundation of italy

Ricerca

Compila i campi

Lingua

English

Ti trovi in: Home /Tutte le news

Un consumo regolare di polinsaturi omega-6 induce, nel tempo, maggiori livelli nel tessuto adiposo, associati ad una minore mortalità totale

02-09-2016

Iggman D, Ärnlöv J, Cederholm T, Risérus U.
JAMA Cardiol. 2016 Aug 17. doi: 10.1001/jamacardio.2016.2259. [Epub ahead of print]

L’acido linoleico è il principale acido grasso della serie omega-6, di origine vegetale e contenuto in grandi quantità soprattutto negli oli di mais, girasole e soia. E’ un acido grasso essenziale, la cui presenza nell’organismo umano (essenziale appunto per la salute) dipende esclusivamente dall’apporto con la dieta e quindi dal consumo di alimenti che lo contengono, come confermano i risultati di questo studio prospettico condotto in una popolazione di uomini di 70 anni della città svedese di Uppsala.
Nel corso del periodo di osservazione, la mortalità per tutte le cause è risultata inversamente associata ai livelli di linoleico misurati nel grasso sottocutaneo non addominale: il tasso di sopravvivenza a 15 anni era maggiore tra coloro che presentavano concentrazioni più alte di omega-6 nel tessuto adiposo e che quindi assumevano regolarmente alimenti che ne sono ricchi, in confronto ai soggetti con bassi livelli tissutali e quindi con un basso apporto.
Questi dati confermano almeno in parte evidenze ormai riccamente presenti in letteratura. Sono infatti diversi gli studi, condotti su popolazioni di vari paesi, a mettere in luce un ruolo protettivo, associato all’assunzione adeguata di questi acidi grassi polinsaturi. In Italia i LARN indicano nel 4-8% l’apporto dietetico di riferimento dei polinsaturi omega-6, presenti non solo negli oli vegetali già citati, ma anche nella frutta a guscio e nei cereali, nei legumi e nei vegetali in generale.
La ricerca svedese, anche se limitata al solo campione maschile, sembra confermare questa indicazione: infatti, nel gruppo di uomini in cui la composizione del grasso sottocutaneo rifletteva un consumo di omega-6 inferiore al 4% dell’energia assunta quotidianamente, la mortalità totale a 15 anni era aumentata. Gli Autori tengono a sottolineare che non si possono estrapolare i dati a consumi superiori al 10% delle calorie e che, per avere un quadro completo, occorrerebbero studi condotti anche su gruppi paragonabili di soggetti femminili.

Association of Adipose Tissue Fatty Acids With Cardiovascular and All-Cause Mortality in Elderly Men.

IMPORTANCE: The major polyunsaturated fatty acids in adipose tissue objectively reflect long-term dietary intake, and may provide more reliable information than would self-reported intake. Whether adipose tissue fatty acids predict cardiovascular and all-cause mortality needs investigation.
OBJECTIVE: To investigate associations between adipose tissue fatty acids and cardiovascular and overall mortality in a cohort of elderly men.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: We hypothesized that polyunsaturated fatty acids reflecting dietary intake, are inversely associated with cardiovascular and all-cause mortality. In the Swedish cohort study Uppsala Longitudinal Cohort of Adult Men, buttock fatty acid composition was analyzed by gas-liquid chromatography in 1992 to 1993 and 2008. The study participants were followed during 11?311 person-years, between 1991 and 2011 (median follow-up, 14.8 years). In this community-based study that took place from 1970 to 1973, all men born in 1920 to 1924 in Uppsala, Sweden, were invited and 2322 (82%) were included (at age 50 years). At the reinvestigation at age 71 years, 1221 (73%) of the 1681 invited men participated. Adipose tissue biopsy specimens were taken in a subsample of 853 men. There was no loss to follow-up.
EXPOSURES: Adipose tissue proportions of 4 polyunsaturated fatty acids that were considered to mainly reflect dietary intake (linoleic acid, 18:2n-6; α-linolenic acid, 18:3n-3; eicosapentaenoic acid, 20:5n-3; and docosahexaenoic acid, 22:6n-3) comprised primary analyses, and all other available fatty acids were secondary analyses.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: Hazard ratios (HRs) for cardiovascular and all-cause mortality using Cox proportional hazards regression analyses, performed in 2015.
RESULTS: Among the 853 Swedish men, there were 605 deaths, of which 251 were cardiovascular deaths. After adjusting for risk factors, none of the 4 primary fatty acids were associated with cardiovascular mortality (HR, 0.92-1.05 for each standard deviation increase; P ≥ .27). Linoleic acid was inversely associated with all-cause mortality (HR, 0.90; 95% CI, 0.82-0.98; P = .02) and directly associated with intake (P < .001). In secondary analyses, palmitoleic acid, 16:1n-7 (HR, 1.11; 95% CI, 1.02-1.21; P = .02) was associated with higher all-cause mortality, whereas heptadecanoic acid, 17:0, tended to be associated with lower all-cause mortality (HR, 0.89; 95% CI, 0.79-1.00; P = .05). Arachidonic:linoleic acid ratio was associated with both cardiovascular (HR, 1.15; 95% CI, 1.05-1.31; P = .04) and all-cause (HR, 1.13; 95% CI, 1.04-1.23; P = .005) mortality.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: Adipose tissue linoleic acid was inversely associated with all-cause mortality in elderly men, although not significantly with cardiovascular mortality.

Condividi

NFI - Nutrition Foundation of Italy
Viale Tunisia 38, 20124 Milano - info@nutrition-foundation.it
C.F./P.IVA 04062430154 - r.e.a 1510419