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Una dieta sana riveste un ruolo di primo piano tra i fattori che riducono il rischio di sviluppare demenza di tipo Alzheimer

23-12-2015

Xu W, Tan L, Wang HF, Jiang T, Tan MS, Tan L, Zhao QF, Li JQ, Wang J, Yu JT.
J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2015 Dec; 86(12):1299-306. doi: 10.1136/jnnp-2015-310548.

L’alimentazione costituisce uno dei fattori modificabili in grado d influire sul rischio di sviluppo di molte patologie cronico-degenerative. Questa metanalisi ha valutato, tra l’altro, anche il ruolo della dieta nel modificare il rischio di demenza di tipo Alzheimer. Sono stati inclusi 323 articoli pubblicati sulla letteratura scientifica internazionale, dai quali sono emersi più fattori di varia natura in grado di influire in modo statisticamente significativo sul rischio di demenza di tipo Alzheimer (DA), come l’assunzione di alcuni farmaci, alcune malattie pregresse o intercorrenti, fattori sociali, abitudini di vita e, ultima ma non per importanza, l’alimentazione.
Focalizzando l’attenzione su questo parametro, emerge che una maggiore assunzione di folati riduce il rischio di DA del 49% circa. Poiché è sempre più dimostrato che lo stress ossidativo è negativo per la salute cerebrale, si sono esaminati gli introiti di specifici antiossidanti quali la vitamina C e la vitamina E. Sia l’una, sia l’altra vitamina (ma non la loro combinazione) riducono il rischio del 26% circa. Anche l’assunzione regolare di caffeina abbassa il rischio attorno al 46%.
Sorprendentemente, non è tanto il consumo di omega-3 (DHA ed EPA) o di grassi saturi ad apparire correlato al rischio di DA, quanto l’assunzione di pesce a risultare protettiva, con un 31% di rischio in meno, che raggiunge il 36% per i forti consumatori. Un buon livello di protezione lo offre anche la Dieta Mediterranea, che taglierebbe il rischio di DA di oltre la metà (-57%).
Infine, da questa metanalisi non emerge un’associazione significativa tra alcuni contaminanti dietetici (alluminio o silicone) e rischio di demenza di tipo Alzheimer.
Gli Autori concludono ricordando che questa è la prima revisione sistematica a vasto raggio su tutti i possibili fattori di rischio di DA e che la complessità eziologica della malattia impone ulteriori e più dettagliate indagini. Resta il fatto che l’intervento sull’alimentazione emerge tra quelli in grado di esercitare il maggiore effetto protettivo.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

Meta-analysis of modifiable risk factors for Alzheimer's disease.

BACKGROUND: The aetiology of Alzheimer's disease (AD) is believed to involve environmental exposure and genetic susceptibility. The aim of our present systematic review and meta-analysis was to roundly evaluate the association between AD and its modifiable risk factors.
METHODS: We systematically searched PubMed and the Cochrane Database of Systematic Reviews from inception to July 2014, and the references of retrieved relevant articles. We included prospective cohort studies and retrospective case-control studies.
RESULTS: 16.906 articles were identified of which 323 with 93 factors met the inclusion criteria for meta-analysis. Among factors with relatively strong evidence (pooled population >5000) in our meta-analysis, we found grade I evidence for 4 medical exposures (oestrogen, statin, antihypertensive medications and non-steroidal anti-inflammatory drugs therapy) as well as 4 dietary exposures (folate, vitamin E/C and coffee) as protective factors of AD. We found grade I evidence showing that one biochemical exposure (hyperhomocysteine) and one psychological condition (depression) significantly increase risk of developing AD. We also found grade I evidence indicative of complex roles of pre-existing disease (frailty, carotid atherosclerosis, hypertension, low diastolic blood pressure, type 2 diabetes mellitus (Asian population) increasing risk whereas history of arthritis, heart disease, metabolic syndrome and cancer decreasing risk) and lifestyle (low education, high body mass index (BMI) in mid-life and low BMI increasing the risk whereas cognitive activity, current smoking (Western population), light-to-moderate drinking, stress, high BMI in late-life decreasing the risk) in influencing AD risk. We identified no evidence suggestive of significant association with occupational exposures.
CONCLUSIONS: Effective interventions in diet, medications, biochemical exposures, psychological condition, pre-existing disease and lifestyle may decrease new incidence of AD.

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