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Un’alimentazione ad alto contenuto di magnesio si associa al minor rischio di fratture da osteoporosi, soprattutto nelle donne

21-07-2017

Veronese N, Stubbs B, Solmi M, Noale M, Vaona A, Demurtas J, Maggi S.
Br J Nutr. 2017 Jun 20:1-7. doi: 10.1017/S0007114517001350. [Epub ahead of print]

Il magnesio è un minerale ben rappresentato in gran parte dei cibi cardine della corretta alimentazione e della Dieta Mediterranea: verdure verdi, frutta secca a guscio, cereali, latte e latticini. La Dieta Mediterranea, d’altra parte, è stata riconosciuta come uno dei presidi in grado di salvaguardare anche la solidità strutturale dello scheletro; ecco perché questa ricerca focalizza l’attenzione sul ruolo che il magnesio riveste nel sostenere questo effetto positivo. Il 60% del magnesio presente nell’organismo è immagazzinato nelle ossa, anche se il suo ruolo nel modulare il metabolismo di questo tessuto è ancora poco chiaro. È invece ben nota l’associazione tra bassi livelli di magnesio e aumento del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, diabete incluso; senza dimenticare che il magnesio è indispensabile per oltre 300 reazioni biochimiche fondamentali.
I dati attuali scaturiscono dagli otto anni di osservazione dello Osteoarthritis Initiative, studio prospettico che ha coinvolto 1577 uomini e 2071 donne, con un’età media di 60 anni all’avvio, che sono stati suddivisi in cinque categorie con crescenti livelli di assunzione di magnesio, da 144 mg/die a 454 mg/die in media. Nel corso degli anni si è visto che, tra gli uomini e le donne nel quintile più alto di apporto del minerale, il tasso di fratture era stato decisamente inferiore rispetto a quanto registrato tra i consumatori di bassi livelli di magnesio: - 53% negli uomini e -63% nelle donne.
Un’analisi più approfondita dei dati ha però permesso di precisare che la protezione dalle fratture risultava significativa soltanto nelle donne che assumevano una quantità di magnesio pari almeno alla quota giornaliera raccomandata o RDA (in Italia, i livelli di assunzione di riferimento per il magnesio, secondo i LARN 2014, sono pari a 240 mg/die a partire dagli 11 anni sia per gli uomini che per le donne).
I meccanismi secondo cui il magnesio potrebbe svolgere un ruolo protettivo sull’osso sono molteplici: dalla regolazione degli ormoni che modulano l’omeostasi calcica (calcitriolo e ormone paratiroideo), al rallentamento della trasformazione del calcio fosfato in idrossiapatite, contribuendo così alla solidità del tessuto osseo. Inoltre il magnesio ha un effetto antinfiammatorio, favorevole anche alla salute delle ossa, e sostiene la forza muscolare, riducendo così il rischio di cadute e fratture.

Glossario

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Omeostasi

    Tendenza alla stabilità dei processi interni dell'organismo (temperatura corporea, pH, circolazione sanguigna, ventilazione polmonare, ecc.) in equilibrio con le variazioni delle condizioni esterne mediante il funzionamento di sistemi corporei di controllo.

Dietary magnesium intake and fracture risk: data from a large prospective study.

Research considering the relationship between dietary Mg and osteoporosis as well as fractures are sparse and conflicting. We therefore aimed to investigate Mg intake and the onset of fractures in a large cohort of American men and women involved in the Osteoarthritis Initiative over a follow-up period of 8 years.
Dietary Mg intake (including that derived from supplementation) was evaluated through a FFQ at baseline and categorised using sex-specific quintiles (Q); osteoporotic fractures were evaluated through self-reported history. Overall, 3765 participants (1577 men; 2071 women) with a mean age of 60·6 (sd 9·1) years were included. During follow-up, 560 individuals (198 men and 368 women) developed a new fracture.
After adjusting for fourteen potential confounders at baseline and taking those with lower Mg intake as reference (Q1), men (hazard ratio (HR) 0·47; 95 % CI 0·21, 1·00, P=0·05) and women (HR 0·38; 95 % CI 0·17, 0·82, P=0·01) in the highest quintile reported a significantly lower risk for fracture. Women meeting the recommended Mg intake were at a 27 % decreased risk for future fractures.
In conclusion, higher dietary Mg intake has a protective effect on future osteoporotic fractures, especially in women with a high risk for knee osteoarthritis. Those women meeting the recommended Mg intake appear to be at a lower risk for fractures.

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