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Uno stile di vita sano dimezza il rischio coronarico anche nei soggetti che mostrano un profilo genetico non favorevole

18-11-2016

Khera AV, Emdin CA, Drake I, Natarajan P, Bick AG, Cook NR, Chasman DI, Baber U, Mehran R, Rader DJ, Fuster V, Boerwinkle E, Melander O, Orho-Melander M, Ridker PM, Kathiresan S.
New Engl. J. of Med. 2016 Nov 13; DOI: 10.1056/NEJMoa1605086

Uno stile di vita sano può ridurre drasticamente il rischio coronarico correlato a un profilo genetico sfavorevole. È questo il risultato della ricerca nella quale sono stati coinvolti uomini e donne partecipanti al BioImage Study e a tre grandi studi prospettici: lo svedese MDCS (Malmö Diet and Cancer Study), iniziato nel 1991 e gli statunitensi WGHS (Women’s Genome Health Study, derivato dal più ampio Women’s Health Study) e ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities). In totale, 55.685 soggetti, che sono stati suddivisi in gruppi in base al profilo di rischio genetico di sviluppare coronaropatia e alla qualità dello stile di vita, definito dai quattro pilastri indicati dall’AHA: l’astensione dal fumo, il mantenimento del peso, una regolare attività fisica e un’alimentazione corretta.
Da questa analisi è emerso il dato, senz’altro confortante, che assegna allo stile di vita una valenza positiva ben più solida rispetto a quanto venga ritenuto dall’opinione pubblica: infatti, anche tra gli uomini e le donne a maggior rischio genetico di coronaropatia, l’adesione ad almeno tre dei quattro principi era in grado di dimezzare il rischio a 10 anni di soffrire di malattia coronarica.  Allo stesso modo, nel gruppo a rischio genetico inferiore, la mancata adesione a uno stile di vita sano si associava al raddoppio della probabilità a 10 anni di sviluppare una coronaropatia.
Dal BioImage Study è emersa poi la conferma di un’associazione diretta tra stile di vita favorevole e minore calcificazione coronarica, indipendentemente dalla categoria di rischio genetico considerata.
Queste osservazioni dimostrano che anche il rischio di coronaropatia determinato da un profilo genetico non favorevole può essere quindi contrastato, in modo significativo, adottando precocemente buone abitudini alimentari e di stile di vita.

A Genetic Risk, Adherence to a Healthy Lifestyle, and Coronary Disease

BACKGROUND - Both genetic and lifestyle factors contribute to individual-level risk of coronary artery disease. The extent to which increased genetic risk can be offset by a healthy lifestyle is unknown.
METHODS - Using a polygenic score of DNA sequence polymorphisms, we quantified genetic risk for coronary artery disease in three prospective cohorts — 7814 participants in the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study, 21,222 in the Women’s Genome Health Study (WGHS), and 22,389 in the Malmö Diet and Cancer Study (MDCS) — and in 4260 participants in the cross-sectional BioImage Study for whom genotype and covariate data were available. We also determined adherence to a healthy lifestyle among the participants using a scoring system consisting of four factors: no current smoking, no obesity, regular physical activity, and a healthy diet.
RESULTS - The relative risk of incident coronary events was 91% higher among participants at high genetic risk (top quintile of polygenic scores) than among those at low genetic risk (bottom quintile of polygenic scores) (hazard ratio, 1.91; 95% confidence interval [CI], 1.75 to 2.09). A favorable lifestyle (defined as at least three of the four healthy lifestyle factors) was associated with a substantially lower risk of coronary events than an unfavorable lifestyle (defined as no or only one healthy lifestyle factor), regardless of the genetic risk category. Among participants at high genetic risk, a favorable lifestyle was associated with a 46% lower relative risk of coronary events than an unfavorable lifestyle (hazard ratio, 0.54; 95% CI, 0.47 to 0.63). This finding corresponded to a reduction in the standardized 10-year incidence of coronary events from 10.7% for an unfavorable lifestyle to 5.1% for a favorable lifestyle in ARIC, from 4.6% to 2.0% in WGHS, and from 8.2% to 5.3% in MDCS. In the BioImage Study, a favorable lifestyle was associated with significantly less coronary-artery calcification within each genetic risk category.
CONCLUSIONS - Across four studies involving 55,685 participants, genetic and lifestyle factors were independently associated with susceptibility to coronary artery disease. Among participants at high genetic risk, a favorable lifestyle was associated with a nearly 50% lower relative risk of coronary artery disease than was an unfavorable lifestyle.

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