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Utilizzare i sostituti del sale per ridurre l’assunzione di sodio è una misura efficace nel controllo dell’ipertensione

31-10-2014

Peng YG, Li W, Wien XX, Li Y, Hu JH, Zhao LC.
Am J Clin Nutr 2014, October 15, 2014. doi:10.3945/ajcn.114.089235 [Epub ahead of print]

Il ruolo dell’apporto di sodio (sale da cucina) nell’ipertensione è noto. Le campagne di controllo dell’assunzione di sale nella popolazione, come parte dell’intervento sia nei soggetti già ipertesi, sia nei sani per un’efficace prevenzione della comparsa di questo fattore di rischio nel lungo periodo, non hanno però mai avuto molto successo. Questa metanalisi, condotta esaminando i risultati dei trial di popolazione randomizzati e controllati, che hanno incluso soggetti ipertesi e normotesi, conferma invece che una misura semplice, come la sostituzione del sale da cucina con preparati a ridotto contenuto di sodio, può portare a risultati significativi. I sostituti del sale utilizzati nei trial inclusi nella metanalisi erano composti da sale da cucina per il 40-65%, mentre il resto era costituito da sali di potassio, magnesio e calcio. E’ emerso che, utilizzando di routine e per almeno 6 mesi un sostituto a ridotto contenuto di sodio, si riduce in modo significativo, nei soggetti ipertesi, sia la pressione sistolica (-5,7 mmHg in media) sia la diastolica (-2,4 mmHg). Nei normotesi la riduzione registrata non è invece apparsa significativa. Gli Autori sottolineano il valore di queste osservazioni in tutto il mondo, ma soprattutto nei paesi in via di sviluppo, in cui altri metodi di controllo dell’assunzione di sale non riescono a ottenere risultati significativi.

Glossario

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

Effects of salt substitutes on blood pressure: a meta-analysis of randomized controlled trials

Background: Clinical trials assessing the effects of salt substitutes on blood pressure (BP) have reported mixed results.
Objectives: A meta-analysis of randomized controlled trials was conducted to evaluate the effect of salt substitutes on BP, including systolic BP (SBP) and diastolic BP (DBP).
Design: Studies were identified via systematic searches of the PubMed, Embase, Cochrane Library, Wanfang Data, and the China National Knowledge Infrastructure databases through December 2013. Random-effects models were used to estimate pooled mean differences in SBP and DBP.
Results: Six cohorts from 5 articles (1 trial enrolled 2 cohorts for independent intervention) consisting of 1974 participants were included. Pooled results showed that salt substitutes had a significant effect on SBP (mean difference: - 4.9 mm Hg; 95% CI: -7.3, -2.5; P< 0.001) and DBP (mean difference: -1.5 mm Hg; 95% CI: -2.7, -0.3; P = 0.013). Significant heterogeneity was found for both SBP and DBP. The sensitivity analysis indicated that the pooled effects of salt substitutes on SBP and DBP were robust to systematically dropping each trial. Furthermore, no evidence of significant publication bias from funnel plots or Egger’s tests (P = 0.17 and 0.22 for SBP and DBP, respectively) was found.
Conclusion: This meta-analysis showed that salt-substitution strategies are effective at lowering SBP and DBP, which supports a nutritional approach to preventing hypertension.

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