Vitamine del gruppo B e sindrome premestruale

Chocano-Bedoya PO, Manson JE, Hankinson SE, Willett WC, Johnson SR, Chasan-Taber L, Ronnenberg AG, Bigelow C, Bertone-Johnson ER.
Am J Clin Nutr. 2011 Feb 23. [Epub ahead of print]

09-03-2011

La sindrome premestruale (PMS) è un disturbo caratterizzato da una sintomatologia piuttosto variabile, che si manifesta durante la fase luteale del ciclo mestruale e che interessa una buona parte della popolazione femminile.
Tra i componenti della dieta che è stato ipotizzato possano influire sulla manifestazione della PMS ci sono le vitamine del gruppo B, che sono fondamentali per la sintesi di neurotrasmettitori potenzialmente coinvolti nella patofisiologia di questo disturbo.
I livelli di assunzione di vitamine del gruppo B con gli alimenti o con integratori sono stati stimati, grazie all’utilizzo di appositi questionari, in 3000 donne americane che sono state seguite per 10 anni. Al termine del periodo di osservazione è stata osservata una significativa riduzione del rischio di PMS per le donne che dichiaravano un elevato apporto di tiamina e riboflavina con la dieta, ma non per coloro che assumevano vitamine del gruppo B con gli integratori.. Nessuna associazione è stata invece riscontrata tra l’incidenza di PMS e il consumo di diete ricche di niacina, vitamina B6, folati e vitamina B12.
I risultati di questo studio, il primo di tipo prospettico a valutare le relazioni tra vitamine del gruppo B e PMS, suggeriscono un possibile beneficio dei livelli di assunzione elevati di riboflavina e tiamina con gli alimenti sull’incidenza di PMS. Tuttavia saranno necessari studi più mirati, oltre a trial clinici randomizzati, per comprendere meglio il ruolo delle vitamine del gruppo B nello sviluppo della PMS.

Glossario

  • Sindrome

    Insieme di sintomi che, manifestandosi contemporaneamente, caratterizzano una malattia.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Dietary B vitamin intake and incident premenstrual syndrome.

BACKGROUND: Thiamine, riboflavin, niacin, vitamin B-6, folate, and vitamin B-12 are required to synthesize neurotransmitters that are potentially involved in the pathophysiology of premenstrual syndrome (PMS).
OBJECTIVE: The objective was to evaluate whether B vitamin intake from food sources and supplements is associated with the initial development of PMS.
DESIGN: We conducted a case-control study nested within the Nurses\' Health Study II cohort. Participants were free of PMS at baseline (1991). After 10 y of follow up, 1057 women were confirmed as cases and 1968 were confirmed as controls. Dietary information was collected in 1991, 1995, and 1999 by using food-frequency questionnaires.
RESULTS: Intakes of thiamine and riboflavin from food sources were each inversely associated with incident PMS. For example, women in the highest quintile of riboflavin intake 2-4 y before the diagnosis year had a 35% lower risk of developing PMS than did those in the lowest quintile (relative risk: 0.65; 95% CI: 0.45, 0.92; P for trend = 0.02). No significant associations between incident PMS and dietary intakes of niacin, vitamin B-6, folate, and vitamin B-12 were observed. Intake of B vitamins from supplements was not associated with a lower risk of PMS.
CONCLUSIONS: We observed a significantly lower risk of PMS in women with high intakes of thiamine and riboflavin from food sources only. Further research is needed to evaluate the effects of B vitamins in the development of premenstrual syndrome.

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