A concentrazioni più alte di acido linoleico è minore il rischio cardiovascolare in una popolazione di anziani norvegesi

Chandra A, Røsjø H, Svensson M, Vigen T, Ihle-Hansen H, Orstad EB, Rønning OM, Lyngbakken MN, Nygård S, Berge T, Schmidt EB, Omland T, Tveit A, Eide IA.
Eur J Clin Nutr. 2020 Apr 27. doi: 10.1038/s41430-020-0641-4. [Epub ahead of print]

08-05-2020

Negli ultimi anni si vanno accumulando sempre più evidenze dell’importanza di un apporto adeguato di acidi grassi polinsaturi con gli alimenti nella prevenzione delle malattie cronico degenerative, e in particolare delle malattie cardiovascolari. I livelli di assunzione sono tuttavia ancora inferiori a quelli raccomandati in gran parte della popolazione mondiale, anche per gli acidi grassi della serie omega-6 e specificamente per l’acido linoleico, acido grasso essenziale che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare, che deve quindi essere assunto con la dieta.
In questo studio trasversale condotto in Norvergia su 3706 uomini e donne nati nel 1950 i livelli di acido linoleico determinati nei fosfolipidi del plasma sono stati utilizzati come indicatore diretto e attendibile dell’apporto alimentare dello stesso acido grasso e correlati allo stato di salute cardiovascolare.
Gli Autori hanno rilevato una correlazione inversa statisticamente significativa tra le concentrazioni plasmatiche di linoleico e il rischio cardiovascolare ed alcuni fattori associati. In pratica, dopo aver diviso la popolazione allo studio in quartili in base ai livelli dell’acido grasso, hanno riscontrato che i soggetti nel quartile con i valori più elevati presentavano valori più bassi di alcuni parametri antropometrici (BMI) e biochimici: trigliceridi, glicemia, pressione arteriosa sistolica e diastolica e velocità di filtrazione glomerulare stimata, un indicatore di funzionalità renale. L’associazione con le concentrazioni di acido linoleico è risultata lineare soprattutto per peso, trigliceridi e pressione sistolica. Una correlazione significativa è stata determinata anche tra livelli di linoleico e glicemia a digiuno, ma esclusivamente nei soggetti non diabetici.
Inoltre, complessivamente al quartile con i livelli più elevati di acido linoleico corrispondevano soggetti complessivamente più sani (la prevalenza di ipertensione, ipercolesterolemia, diabete di tipo 2, obesità e malattie cerebrovascolari era sensibilmente più bassa in questo gruppo) e con uno stile di vita più salutare.
Gli Autori sottolineano che la trasversalità dello studio non permette di definire correlazioni di tipo causale, ed evidenziano come queste osservazioni, che dimostrano il ruolo dell’acido linoleico in una popolazione con un apporto dietetico modesto di questo acido grasso, debbano essere confermate in gruppi di popolazione con caratteristiche differenti.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

Plasma linoleic acid levels and cardiovascular risk factors: results from the Norwegian ACE 1950 Study.

BACKGROUND: A high intake of linoleic acid (LA), the major dietary polyunsaturated fatty acid (PUFA), has previously been associated with reduced cardiovascular (CV) morbidity and mortality in observational studies. However, recent secondary analyses from clinical trials of LA-rich diet suggest harmful effects of LA on CV health.
METHODS: A total of 3706 participants, all born in 1950, were included in this cross-sectional study. We investigated associations between plasma phospholipid levels of LA and CV risk factors in a Norwegian general population, characterized by a relative low LA and high marine n-3 PUFA intake. The main statistical approach was multivariable linear regression.
RESULTS: Plasma phospholipid LA levels ranged from 11.4 to 32.0 wt%, with a median level of 20.8 wt% (interquartile range 16.8-24.8 wt%). High plasma LA levels were associated with lower serum low-density lipoprotein cholesterol levels (standardized regression coefficient [Std. β-coeff.] -0.04, p = 0.02), serum triglycerides (Std. β-coeff. -0.10, p < 0.001), fasting plasma glucose (Std. β-coeff. -0.10, p < 0.001), body mass index (Std. β-coeff. -0.13, p < 0.001), systolic and diastolic blood pressure (Std. β-coeff. -0.04, p = 0.03 and Std. β-coeff. -0.02, p = 0.02, respectively) and estimated glomerular filtration rate (Std. β-coeff. -0.09, p < 0.001). We found no association between plasma LA levels and high-density lipoprotein cholesterol levels, glycated hemoglobin, carotid intima-media thickness, or C-reactive protein.
CONCLUSION: High plasma LA levels were favorably associated with several CV risk factors in this study of a Norwegian general population.

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