Anche in persone senza problemi di ipertensione, l’adozione di un modello alimentare equilibrato correla inversamente con i valori pressori

Bendinelli B, Masala G, Bruno RM, Caini S, Saieva C, Boninsegni A, Ungar A, Ghiadoni L, Palli D.
Eur J Nutr. 2018 Jun 27 [Epub ahead of print]

06-07-2018

La maggiore adesione a un modello alimentare corretto si associa a valori pressori più bassi anche in soggetti senza problemi di ipertensione, rafforzando l’efficacia preventiva che un miglior controllo pressorio esercita nel tempo sul rischio cardiovascolare generale e, in particolare, sul rischio di ictus.
Lo dimostra questo studio italiano, condotto su 10.163 uomini e donne non ipertesi, residenti nelle province di Firenze e Prato, di età compresa tra 35 e 64 anni, già coinvolti nello studio europeo EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition).
Le abitudini alimentari sono state valutate mediante punteggi, in base all’adesione a 4 modelli alimentari riconosciuti come corretti a livello internazionale: lo statunitense Healthy Eating Index (HEI 2010), il Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH), il Mediterranean Diet Score (MDS), utilizzato in Grecia, adattando i principi della Dieta Mediterranea all’alimentazione greca corrente  e l'Italian Mediterranean Index (IMI), che tiene conto invece della Dieta Mediterranea in versione italiana.
Nel calcolo dell’IMI vengono considerati i livelli di consumo di sei tipici alimenti mediterranei, - pasta, verdura, frutta, legumi, olio d’oliva e pesce - e di quattro cibi che non fanno parte integrante del modello mediterraneo, - e cioè burro, carne rossa, soft drinks e patate-, assegnando un punto al maggior consumo dei primi e un punto al minor consumo dei secondi (che, in base al modello alimentare mediterraneo, devono essere consumati con moderazione). Nel caso dell’alcool viene invece “premiato” con un punto un consumo tra 0,1 e 12 g/die, rispetto all’astensione o a consumi superiori.
L’analisi dei dati ha messo in luce l’associazione inversa tra punteggio HEI, DASH e IMI e i valori pressori, che risultano ridotti, seppur minimamente (dell’ordine di circa 1 mmHg), ma in modo statisticamente significativo, nei soggetti con la più elevata adesione ai 3 modelli. La stessa relazione non raggiunge la significatività statistica nel caso della MDS.
Lo studio conferma quindi i benefici dell’adesione ad un modello alimentare corretto sulla pressione arteriosa, anche in soggetti con un profilo pressorio nella norma; interessante osservare che, il modello mediterraneo italiano può vantare, a tale proposito, un’associazione con la pressione arteriosa comparabile a quella della dieta DASH, specificamente disegnata per il suo effetto sui valori pressori.

Glossario

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

A priori dietary patterns and blood pressure in the EPIC Florence cohort: a cross-sectional study.

PURPOSE: Several foods and nutrients have been independently associated with systolic (SBP) and diastolic (DBP) blood pressure values. This study aimed to evaluate the effects of combined dietary habits on SBP and DBP values in a large cohort of healthy adults, with a cross-sectional design. Adherence of participants to four a priori dietary patterns was considered: the Healthy Eating Index 2010 (HEI-2010); the Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH); the Greek Mediterranean Diet Score (MDS); and the Italian Mediterranean Index (IMI).
METHODS: Overall, 13,597 volunteers (35-64 years) were enrolled in 1993-1998 in the EPIC-Florence cohort. Information on dietary habits, anthropometry, smoking status, education, physical activity habits, previous diagnosis of hypertension and SBP and DBP measurements were collected at baseline. Multivariate regression models were performed on 10,163 individuals (7551 women) after excluding subjects with prevalent hypertension.
RESULTS: IMI, DASH and HEI-2010 were significantly and inversely associated with SBP and DBP values in the total population. The strongest association emerged between IMI and SBP (β - 1.80 excellent adherence vs low adherence, 95% CI - 2.99; - 0.61, p trend 0.001) and DBP (β - 1.12, 95% CI - 1.869; - 0.39, p trend 0.001) values. In sub-group analyses, an inverse association also emerged between IMI and SBP and DBP values among females and between DASH and DBP among males. MDS was not associated with SBP or DBP.
CONCLUSION: Overall, this study, carried out in a large cohort of healthy adults from Tuscany (Central Italy), showed inverse significant associations between specific a priori dietary patterns, identifying general models of health-conscious diet, and blood pressure values.

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