Apporto dietetico di carboidrati e salute: la sopravvivenza è massima per livelli di assunzione quotidiani attorno al 50-55% delle calorie totali

Seidelmann SB, Claggett B, Cheng S, Henglin M, Shah A, Steffen LM, Folsom AR, Rimm EB, Willett WC, Solomon SD.
Lancet Public Health. 2018 Aug 16. [Epub ahead of print]

07-09-2018

I dati dello studio statunitense ARIC (The Atherosclerosis Risk in Communities), che ha seguito per 25 anni 15.428 adulti (45-64 anni) di estrazione socioeconomica diversa, sono stati analizzati sia separatamente e sia insieme a quelli di altri studi di popolazione condotti in Europa e Asia, per un totale di 432.179 tra uomini e donne.
A essere approfondito è stato il rapporto tra livello abituale di assunzione di carboidrati (calcolato come percentuale dell’energia totale giornaliera) e rischio di mortalità per qualunque causa.  Dallo studio ARIC è emerso che l’associazione tra apporto energetico da carboidrati e rischio di mortalità totale seguirebbe un andamento a “U”: vale a dire che la maggiore aspettativa di vita si rapporta a un apporto energetico da carboidrati compreso tra il 50 e il 55% del totale quotidiano.
Secondo questi dati, l’aspettativa di vita di una persona sana di 50 anni che assume il 50-55% dell’energia quotidiana come carboidrati, ad esempio, è maggiore di 4 anni circa rispetto a quella di un coetaneo sano che ne consumi invece meno del 30%. La stessa aspettativa di vita si ridurrebbe di 1 anno circa, qualora la stessa persona assumesse una quota di carboidrati superiore al 65% delle calorie giornaliere. I risultati non cambiano analizzando insieme i dati dell’ARIC con quelli di altri studi, tra cui il PURE, condotto su popolazioni rurali, e lo studio europeo EPIC.
Gli autori della ricerca hanno considerato anche i casi in cui la restrizione dell’apporto di carboidrati è prescritta in regimi mirati al calo ponderale, o alla riduzione del rischio cardiometabolico. I risultati indicano chiaramente che, in queste situazioni, la riduzione dei carboidrati deve essere accompagnata da una sostituzione con una quota isocalorica di grassi (insaturi) e proteine di origine vegetale, che hanno dimostrato di sostenere il benessere a lungo termine.

Glossario

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Dietary carbohydrate intake and mortality: a prospective cohort study and meta-analysis.

BACKGROUND: Low carbohydrate diets, which restrict carbohydrate in favour of increased protein or fat intake, or both, are a popular weight-loss strategy. However, the long-term effect of carbohydrate restriction on mortality is controversial and could depend on whether dietary carbohydrate is replaced by plant-based or animal-based fat and protein. We aimed to investigate the association between carbohydrate intake and mortality.
METHODS: We studied 15.428 adults aged 45-64 years, in four US communities, who completed a dietary questionnaire at enrolment in the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study (between 1987 and 1989), and who did not report extreme caloric intake (<600 kcal or >4200 kcal per day for men and <500 kcal or >3600 kcal per day for women). The primary outcome was all-cause mortality. We investigated the association between the percentage of energy from carbohydrate intake and all-cause mortality, accounting for possible non-linear relationships in this cohort. We further examined this association, combining ARIC data with data for carbohydrate intake reported from seven multinational prospective studies in a meta-analysis. Finally, we assessed whether the substitution of animal or plant sources of fat and protein for carbohydrate affected mortality.
FINDINGS: During a median follow-up of 25 years there were 6283 deaths in the ARIC cohort, and there were 40.181 deaths across all cohort studies. In the ARIC cohort, after multivariable adjustment, there was a U-shaped association between the percentage of energy consumed from carbohydrate (mean 48·9%, SD 9·4) and mortality: a percentage of 50-55% energy from carbohydrate was associated with the lowest risk of mortality. In the meta-analysis of all cohorts (432.179 participants), both low carbohydrate consumption (<40%) and high carbohydrate consumption (>70%) conferred greater mortality risk than did moderate intake, which was consistent with a U-shaped association (pooled hazard ratio 1·20, 95% CI 1·09-1·32 for low carbohydrate consumption; 1·23, 1·11-1·36 for high carbohydrate consumption). However, results varied by the source of macronutrients: mortality increased when carbohydrates were exchanged for animal-derived fat or protein (1·18, 1·08-1·29) and mortality decreased when the substitutions were plant-based (0·82, 0·78-0·87).
INTERPRETATION: Both high and low percentages of carbohydrate diets were associated with increased mortality, with minimal risk observed at 50-55% carbohydrate intake. Low carbohydrate dietary patterns favouring animal-derived protein and fat sources, from sources such as lamb, beef, pork, and chicken, were associated with higher mortality, whereas those that favoured plant-derived protein and fat intake, from sources such as vegetables, nuts, peanut butter, and whole-grain breads, were associated with lower mortality, suggesting that the source of food notably modifies the association between carbohydrate intake and mortality.

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