Associare, a un pasto ad alto indice glicemico, una quota di proteine e grassi riduce il picco glicemico, contribuendo all’equilibrio metabolico

Lilly LN, Heiss CJ, Maragoudakis SF, Braden KL, Smith SE.
J Am Coll Nutr. 2018 Nov 5:1-7. [Epub ahead of print]

30-11-2018

Il consumo di alimenti ad alto indice glicemico ha un effetto metabolico non favorevole, perché accorcia i tempi di comparsa del picco glicemico post-prandiale, inducendo un’ampia risposta insulinemica che condiziona il metabolismo energetico (nonché la sintesi di lipidi di deposito a partire dal glucosio) nelle ore successive.
Una delle contromisure efficaci è rallentare la digestione del pasto, per esempio associando una quota di proteine e grassi, che rallentano a loro volta lo svuotamento dello stomaco, e quindi l’arrivo del cibo nell’area intestinale dove i carboidrati e gli zuccheri sono metabolizzati ed assorbiti.
Questa ricerca preliminare ha voluto porre le basi per capire quale sia l’opzione più adatta per ottenere, sfruttando questo effetto, un più equilibrato impatto glicemico, senza perdere di vista l’equilibrio calorico.
La ricerca, condotta su giovani sani normopeso, è stata condotta negli Stati Uniti, utilizzando, come fonte di proteine e grassi, il burro di arachidi, alimento di corrente consumo nella tradizione anglosassone.
L’equivalente di due cucchiai da tavola di burro di arachidi (32 g, pari a 190 calorie, 16 g di grassi insaturi, 8 g di proteine vegetali, 6 g di carboidrati e 2 g di fibre) è stato aggiunto a una prima colazione composta da due fette di pane bianco e 250 mL di succo di mela (per un totale di 60 g di carboidrati, 4 g di proteine e meno di 2 g di fibre, pari a 256 calorie). Il confronto è stato fatto con una prima colazione senza aggiunta di burro di arachidi. I ricercatori hanno quindi seguito l’andamento della glicemia nelle due ore successive al consumo della colazione.
Il risultato ha confermato le attese: l’aggiunta del burro di arachidi ha rallentato lo svuotamento gastrico; il picco glicemico osservato dopo questa prima colazione, di conseguenza, è risultato significativamente inferiore rispetto a quello successivo alla prima colazione di controllo (senza burro di arachidi).
L’aggiunta ad un pasto ricco di alimenti ad alto indice glicemico (per esempio patate o pane) di proteine e lipidi, quindi, svolge un effetto favorevole sul picco glicemico; l’aggiunta va fatta però con buon senso, rimodulando l’apporto energetico dell’intero pasto.

Glossario

  • Indice glicemico

    L'Indice Glicemico (Glycemic Index, o GI della letteratura anglosassone) è un indice della risposta glicemica indotta, nello stesso soggetto, da una quantità specifica di carboidrati in rapporto a un’equivalente quantità di carboidrati proveniente da un alimento standard.

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

  • Grassi insaturi

    Grassi liquidi a temperatura ambiente. Gli oli vegetali sono grassi insaturi. Possono essere monoinsaturi o polinsaturi. Si trovano nelle olive, nel mais, negli oli di semi di girasole e nelle noci. Consumare cibi ad elevato contenuto di grassi monoinsaturi può aiutare ad abbassare il colesterolo. Tuttavia l’apporto calorico resta lo stesso, pertanto un consumo eccessivo può contribuire all’aumento di peso.

The Effect of Added Peanut Butter on the Glycemic Response to a High-Glycemic Index Meal: A Pilot Study.

OBJECTIVE: The purpose of this pilot study was to determine whether supplementation of a high-glycemic index breakfast meal with peanut butter attenuates the glycemic response.
METHODS: Sixteen healthy adults, aged 24.1 ± 3.5 years, reported in the morning to a nutrition assessment laboratory for two days of data collection, having fasted 8 to 12 hours. On day 1 (control), fasting blood glucose (BG) was measured using glucometers, then participants consumed two slices of white bread and 250 mL apple juice (60 g carbohydrate) within 15 minutes. BG was measured again at 15, 30, 60, 90, and 120 minutes after the first bite of the meal. On day 2, the protocol was repeated, except 32 g (2 tbsp) of peanut butter was added to the meal (treatment).
RESULTS: The spike in BG was significantly lower on the treatment versus control day (35.8 ± 16.4 vs. 51.0 ± 20.8 mg/dL, respectively; p < 0.01), and BG was significantly lower on the treatment day at 15, 30, and 60 minutes post-meal consumption (p < 0.05).
CONCLUSIONS: This study indicates that supplementation with 32 g (2 tbsp) peanut butter attenuates the magnitude of BG spike and overall glycemic response to high-glycemic index meal and may be a practical, beneficial strategy to prevent undesirable elevations in BG.

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