Catechine del tè verde efficaci nel controllo della colesterolemia: i risultati di una recente metanalisi

Xu R, Yang K, Li S, Dai M, Chen G.
Nutr J 2020;19:48.

26-05-2020

Nel mercato in crescita delle bevande considerate salutari, il tè verde mantiene una buona posizione, come confermano i risultati di una recente indagine Nielsen su un campione di consumatori italiani.
Prodotto come il tè nero dalle foglie di Camellia sinensis, il tè verde ha acquisito negli ultimi anni popolarità, sulla base di studi prevalentemente di carattere osservazionale, che hanno evidenziato come tra i consumatori abituali della bevanda sia minore la prevalenza di malattie cardiometaboliche e ipertensione.  Tali osservazioni sono state completate dall’identificazione dei componenti del tè verde e dallo studio delle loro proprietà; infatti, alle catechine, e cioè ai flavonoidi contenuti in concentrazioni elevate nelle foglie di Camellia sinensis, e soprattutto all’epigallocatechina gallato (che rappresenta circa il 50-60% delle catechine totali nel tè verde) sono stati riconosciuti effetti antinfiammatori, antitumorali, antiossidanti. Per quanto riguarda invece l’effetto ipocolesterolemizzante, i risultati positivi degli studi sperimentali non hanno trovato fino ad oggi adeguato riscontro negli studi clinici di intervento.
Un dato in tal senso viene invece da questa metanalisi, nella quale sono stati inclusi i trial disponibili randomizzati e controllati, condotti allo scopo di valutare gli effetti del consumo di tè verde o di estratti di tè verde, per periodi di due settimane o più, in gruppi composti da almeno 10 soggetti adulti, sulla colesterolemia totale, LDL e HDL e sulla trigliceridemia.
Dall’esame dei risultati dei 31 studi selezionati tra oltre 100, per un totale di 3216 soggetti, è emerso che un’assunzione giornaliera di catechine da tè verde compresa tra 80 a 2488,7 mg si associa (in modo non lineare) ad una riduzione statisticamente significativa della colesterolemia totale: -4,66 mg/dL in media, pari a circa il 2,3% dei valori basali, con eterogeneità bassa. Significativa sul piano statistico è risultata anche la riduzione dei livelli di colesterolo LDL (-4,55 mg/dL), seppur con eterogeneità significativa, mentre non è stato osservato nessun effetto rilevante sul colesterolo HDL.  Per quanto riguarda infine la trigliceridemia, è stata registrata una tendenza alla riduzione, per quanto non significativa, in rapporto al consumo di tè verde o dei relativi estratti.
Gli Autori sottolineano come la dimensione della riduzione, apparentemente modesta dal punto di vista numerico, sia invece potenzialmente rilevante nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari. Sono infatti relativamente solide le evidenze a supporto della correlazione tra livelli di colesterolo e rischio cardiovascolare, che si ridurrebbe dell’1% per ogni punto percentuale di riduzione della colesterolemia LDL. Gli stessi Autori, tuttavia, ribadiscono la necessità di studi prospettici su campioni di popolazione numerosi per confermare l’impatto favorevole del consumo regolare di tè verde come bevanda sul mantenimento dello stato di salute nella popolazione generale.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Effect of green tea consumption on blood lipids: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials.

Background
Strong epidemiologic evidence indicates that green tea intake is protective against hyperlipidemia; however, randomized controlled studies have presented varying results. In the present study, we aimed to conduct a literature review and meta-analysis to assess the effect of green tea on blood lipids.
Methods
PubMed, Embase, and the Cochrane Library were electronically explored from inception to September 2019 for all relevant studies. Random effect models were used to estimate blood lipid changes between green tea supplementation and control groups by evaluating the weighted mean differences (WMD) with 95% confidence intervals (CIs). The risk of bias for study was assessed using the Cochrane tool. Publication bias was evaluated using funnel plots and Egger’s tests.
Results
Thirty-one trials with a total of 3321 subjects were included in the meta-analysis. In general, green tea intake significantly lowered the total cholesterol (TC); WMD: − 4.66 mg/dL; 95% CI: − 6.36, − 2.96 mg/dL; P < 0.0001) and low-density lipoprotein (LDL) cholesterol (WMD:− 4.55 mg/dL; 95% CI: − 6.31, − 2.80 mg/dL; P < 0.0001) levels compared with those in the control. Green tea consumption did not affect high-density lipoprotein (HDL) cholesterol; however, it reduced the triglycerides compared with that in the control (WMD: − 3.77 mg/dL; 95% CI: − 8.90, 1.37 mg/dL; P = 0.15). In addition, significant publication bias from funnel plots or Egger’s tests was not evident.
Conclusions
Collectively, consumption of green tea lowers LDL cholesterol and TC, but not HDL cholesterol or triglycerides in both normal weight subjects and those who were overweight/obese; however, additional well-designed studies that include more diverse populations and longer duration are warranted.

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