Compiere scelte alimentari più sane può ridurre il rischio di mortalità per tutte le cause indipendentemente dall’indice di massa corporea

Michaëlsson K, Baron JA, Byberg L, Larsson S, Höijer J, Larsson SC, Svennblad B, Melhus H, WolkI A, Warensjö Lemming E.
PLoS Med. 2020;17(9): e1003331. Published 2020 Sep 17. doi:10.1371/journal.pmed.1003331

06-10-2020

Mantenere nel tempo una condizione di normopeso con un indice di massa corporea (BMI) preferibilmente tra 20 e 24,99 kg/m2, evitando condizioni di sovrappeso e obesità, sembrerebbe giocare un ruolo importante nella riduzione del rischio di malattie croniche non trasmissibili come il diabete di tipo 2, alcuni tumori e le malattie cardiovascolari. Rimane tuttavia da chiarire se l’aderenza ad un regime alimentare sano, come può essere quello mediterraneo, possa migliorare il tasso di sopravvivenza degli individui indipendentemente dal loro indice di massa corporea. Per chiarire questo aspetto, i ricercatori che hanno condotto questo studio osservazionale hanno esaminato i dati raccolti in due coorti svedesi per un totale di 79.003 persone (56% uomini e 44% donne), con un’età media di 61 anni, dal 1997 al 2017, per quanto riguarda le loro scelte alimentari e l’aderenza ad un regime dietetico come quello mediterraneo, basato principalmente su un consumo regolare di frutta e verdura, cereali non raffinati, legumi, pesce e olio d’oliva e un‘assunzione contenuta, invece, di carni rosse lavorate e grassi animali. Nello specifico grazie alla somministrazione di questionari per la rilevazione delle frequenze dei consumi alimentari, è stato assegnato un punteggio in base al grado di adesione ai principi della dieta mediterranea, da 0 (bassa aderenza) ad 8 (alta aderenza).
Dalla valutazione combinata dei punteggi di mediterraneità ottenuti e dei valori di BMI dei partecipanti, dopo aver effettuato tutti gli opportuni aggiustamenti statistici, è emerso un dato probabilmente inatteso: che il rischio di mortalità per tutte le cause era più basso tra i soggetti sovrappeso (BMI 25-30, media di 27) rispetto ai soggetti normopeso (BMI medio da 20 a 25) e agli obesi (BMI medio di 33) con analogo livello di aderenza alla dieta mediterranea. In ogni gruppo di BMI il rischio cresceva inoltre tra coloro che registravano punteggi di mediterraneità intermedi (4-6) o bassi (tra 0 e 4) rispetto ai soggetti con elevata aderenza alla dieta mediterranea.
Il pattern complessivo risultava simile a quello rilevato per la mortalità per tutte le cause anche se si esaminava il rischio di mortalità cardiovascolare: l’unica differenza di rilievo era, tra i soggetti con elevata aderenza alla dieta mediterranea, un significativo eccesso di rischio tra i soggetti obesi rispetto ai soggetti normopeso o sovrappeso.
Sebbene la natura osservazionale dello studio non permetta di provare l’esistenza di una reale relazione di tipo causa-effetto, questi dati suggeriscono che, nonostante il sovrappeso non si associ ad un aumentato rischio di mortalità cardiovascolare o per tutte le cause, è comunque molto importante migliorare le proprie scelte alimentari, orientandosi verso un modello mediterraneo. Lo stile alimentare globale sembra in particolare di rilevanza preponderante rispetto al semplice controllo ponderale.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

Combined associations of body mass index and adherence to a Mediterranean-like diet with all-cause and cardiovascular mortality: A cohort study.

Background: It is unclear whether the effect on mortality of a higher body mass index (BMI) can be compensated for by adherence to a healthy diet and whether the effect on mortality by a low adherence to a healthy diet can be compensated for by a normal weight. We aimed to evaluate the associations of BMI combined with adherence to a Mediterranean-like diet on all-cause and cardiovascular disease (CVD) mortality.
Methods and findings: Our longitudinal cohort design included the Swedish Mammography Cohort (SMC) and the Cohort of Swedish Men (COSM) (1997-2017), with a total of 79,003 women (44%) and men (56%) and a mean baseline age of 61 years. BMI was categorized into normal weight (20-24.9 kg/m2), overweight (25-29.9 kg/m2), and obesity (30+ kg/m2). Adherence to a Mediterranean-like diet was assessed by means of the modified Mediterranean-like diet (mMED) score, ranging from 0 to 8; mMED was classified into 3 categories (0 to <4, 4 to <6, and 6-8 score points), forming a total of 9 BMI × mMED combinations. We identified mortality by use of national Swedish registers. Cox proportional hazard models with time-updated information on exposure and covariates were used to calculate the adjusted hazard ratios (HRs) of mortality with their 95% confidence intervals (CIs). Our HRs were adjusted for age, baseline educational level, marital status, leisure time physical exercise, walking/cycling, height, energy intake, smoking habits, baseline Charlson's weighted comorbidity index, and baseline diabetes mellitus. During up to 21 years of follow-up, 30,389 (38%) participants died, corresponding to 22 deaths per 1,000 person-years. We found the lowest HR of all-cause mortality among overweight individuals with high mMED (HR 0.94; 95% CI 0.90, 0.98) compared with those with normal weight and high mMED. Using the same reference, obese individuals with high mMED did not experience significantly higher all-cause mortality (HR 1.03; 95% CI 0.96-1.11). In contrast, compared with those with normal weight and high mMED, individuals with a low mMED had a high mortality despite a normal BMI (HR 1.60; 95% CI 1.48-1.74). We found similar estimates among women and men. For CVD mortality (12,064 deaths) the findings were broadly similar, though obese individuals with high mMED retained a modestly increased risk of CVD death (HR 1.29; 95% CI 1.16-1.44) compared with those with normal weight and high mMED. A main limitation of the present study is the observational design with self-reported lifestyle information with risk of residual or unmeasured confounding (e.g., genetic liability), and no causal inferences can be made based on this study alone.
Conclusions: These findings suggest that diet quality modifies the association between BMI and all-cause mortality in women and men. A healthy diet may, however, not completely counter higher CVD mortality related to obesity.

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