Consumi di cereali raffinati, malattie cardiovascolari e mortalità per tutte le cause nello studio PURE

Swaminathan S, Dehghan M, Raj JM, Thomas T, Rangarajan S, Jenkins D, Mony P, Mohan V, Lear SA, Avezum A, Lopez-Jaramillo P, Rosengren A, Lanas F, AlHabib KF, Dans A, Keskinler MV, Puoane T, Soman B, Wei L, Zatonska K, Diaz R, Ismail N, Chifamba J, Kelishadi R, Yusufali A, Khatib R, Xiaoyun L, Bo H, Iqbal R, Yusuf R, Yeates K, Teo K, Yusuf S.
BMJ. 2021 Feb 3;372:m4948. doi: 10.1136/bmj.m4948.

10-03-2021

Numerosi studi di coorte associano un maggiore consumo di cereali integrali ad un minor rischio di mortalità per tutte le cause, attribuendo l’effetto protettivo principalmente all’elevato contenuto in fibra alimentare, nonché di vitamine, minerali e specifici fitocomposti. Controverse, e ancora poco conclusive, risultano invece le informazioni sull’associazione tra i livelli di assunzione di cereali raffinati e il rischio di mortalità totale e di malattie cardiovascolari, che sono state oggetto dell’indagine di questa recente analisi condotta nell’ambito dello studio PURE (Prospective Urban and Rural Epidemiology).

I risultati ottenuti si basano sui dati relativi a 137.000 soggetti sani, residenti in 21 paesi nel mondo (con una larga rappresentanza della Cina rurale), di età compresa tra 35 e 70 anni, che hanno fornito informazioni generali sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari. I ricercatori hanno considerato lo stato di salute in relazione ai livelli di consumo di cereali raffinati, cereali integrali e riso bianco (circa il 60% dei partecipanti allo studio proveniva dall’Asia, dove il riso, come è noto, è tra i principali componenti della dieta). Dopo un follow-up medio di 9,5 anni è emerso che il rischio di mortalità totale era superiore del 27% tra coloro che assumevano quotidianamente 350 grammi o più di cereali raffinati al giorno (essenzialmente pane bianco, ma anche cereali da colazione, crackers, alcuni tipi di pasta e prodotti da forno) rispetto a chi ne consumava meno di 50 g al giorno. Il rischio di malattie cardiovascolari e di ictus aumentava, rispettivamente, del 33% e del 47%. Nessuna associazione significativa, invece, è stata rilevata per consumi fino a 350 g, o tra il consumo di cereali integrali o di riso bianco e il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari o mortalità totale.

Le conclusioni supportano dunque l’importanza di raccomandazioni mirate a ridurre l’apporto giornaliero di cereali raffinati, laddove sia molto elevato, sostituendoli per esempio con cereali integrali. Si può osservare come questi dati sono probabilmente di rilevanza limitata per il nostro Paese, che si distingue sia per un consumo medio di pane di poco superiore ai 110 g/die, e sia per il contributo della pasta di grano duro (che si differenzia in modo sensibile dal pane, per esempio per il più basso indice glicemico), che non è stato analizzato in dettaglio nello studio PURE, non essendo tipico dei paesi studiati.

 

Glossario

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Indice glicemico

    L'Indice Glicemico (Glycemic Index, o GI della letteratura anglosassone) è un indice della risposta glicemica indotta, nello stesso soggetto, da una quantità specifica di carboidrati in rapporto a un’equivalente quantità di carboidrati proveniente da un alimento standard.

Associations of cereal grains intake with cardiovascular disease and mortality across 21 countries in Prospective Urban and Rural Epidemiology study: prospective cohort study.

OBJECTIVE: To evaluate the association between intakes of refined grains, whole grains, and white rice with cardiovascular disease, total mortality, blood lipids, and blood pressure in the Prospective Urban and Rural Epidemiology (PURE) study.
DESIGN: Prospective cohort study.
SETTING: PURE study in 21 countries.
PARTICIPANTs: 148 858 participants with median follow-up of 9.5 years.
EXPOSURES: Country specific validated food frequency questionnaires were used to assess intakes of refined grains, whole grains, and white rice.
Main outcome measure: Composite of mortality or major cardiovascular events (defined as death from cardiovascular causes, non-fatal myocardial infarction, stroke, or heart failure). Hazard ratios were estimated for associations of grain intakes with mortality, major cardiovascular events, and their composite by using multivariable Cox frailty models with random intercepts to account for clustering by centre.
RESULTS: Analyses were based on 137 130 participants after exclusion of those with baseline cardiovascular disease. During follow-up, 9.2% (n=12 668) of these participants had a composite outcome event. The highest category of intake of refined grains (≥350 g/day or about 7 servings/day) was associated with higher risk of total mortality (hazard ratio 1.27, 95% confidence interval 1.11 to 1.46; P for trend=0.004), major cardiovascular disease events (1.33, 1.16 to 1.52; P for trend<0.001), and their composite (1.28, 1.15 to 1.42; P for trend<0.001) compared with the lowest category of intake (<50 g/day). Higher intakes of refined grains were associated with higher systolic blood pressure. No significant associations were found between intakes of whole grains or white rice and health outcomes.
CONCLUSION: High intake of refined grains was associated with higher risk of mortality and major cardiovascular disease events. Globally, lower consumption of refined grains should be considered.

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