Consumo di avocado e profilo lipidico in soggetti sovrappeso e obesi: il ruolo delle variabili genetiche

Hannon BA, Edwards CG, Thompson SV, Reeser GE, Burd NA, Holscher HD1, Teran-Garcia M, Khan NA.
J Nutr. 2020 Mar 20. doi: 10.1093/jn/nxaa054. [Epub ahead of print]

21-04-2020

Ricco in fibra e con un elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi (13 g per 140 g di prodotto), l’avocado è considerato da alcuni un frutto ad effetto potenzialmente ipolipemizzante. Recenti studi clinici, tuttavia, suggeriscono che il suo contributo al miglioramento della lipidemia possa essere influenzato dal profilo genetico individuale e in particolare da specifici polimorfismi (alterazioni di una singola “lettera” del DNA) presenti in alcune regioni del genoma umano.
In questo studio, condotto da autori statunitensi, sono stati coinvolti 115 soggetti (37% uomini), di età compresa tra 25 e 45 anni, con diagnosi di sovrappeso e obesità, che sono stati randomizzati a consumare quotidianamente, per 12 settimane, una di due diete isocaloriche: una che comprendeva una quantità standardizzata di avocado (175 g i maschi e 140 g le femmine) o una di controllo, senza avocado.
Dal confronto tra i valori rilevati al basale e quelli post-intervento è emerso che il consumo di avocado non ha influenzato significativamente, nell’intero gruppo dei soggetti studiati, i livelli medi plasmatici dei trigliceridi, delle lipoproteine ad alta densità (HDL) e della colesterolemia totale. Quando i dati sono stati invece analizzati considerando la presenza o l’assenza di specifici polimorfismi, sono invece emerse differenze significative per i valori della colesterolemia totale, dopo 12 settimane, confrontando i portatori con i non portatori di varianti genetiche di alcune proteine coinvolte nel metabolismo delle lipoproteine (ANGPTL3, ANGPTL4 e CD36).
Per quanto concerne una proteina con effetto regolatorio sulla glucochinasi, la GKRP, i portatori in omozigosi di una specifica variante (GCKR-rs1260326) che assumevano avocado risultavano avere livelli di colesterolemia totale, al termine dello studio, significativamente inferiori rispetto agli omozigoti del gruppo di controllo (l’avocado, in altre parole, svolgeva un effetto ipocolesterolemizzante in queste persone). Tra coloro che non erano portatori in omozigosi della stessa variante la colesterolemia, nel gruppo che aveva assunto l’avocado, tendeva invece, seppure in modo non significativo, a muoversi in direzione opposta, e cioè ad aumentare.
Gli Autori osservano che si tratta del primo studio che ha dimostrato come l’effetto del consumo di avocado sui livelli plasmatici di lipidi dipenda strettamente dai polimorfismi individuali e che i risultati, come suggerisce la più recente branca della scienza dell’alimentazione, la nutrigenetica, mostrano come la predisposizione individuale, oltre allo stile di vita e ai fattori ambientali, possa giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie.
Questi risultati possono anche contribuire a comprendere l’apparente assenza di effetti di alimenti o nutrienti su specifici fattori di rischio (e, quindi, eventi clinici): che potrebbe in realtà derivare da effetti opposti nei soggetti portatori o non portatori di specifici polimorfismi, che si annullano, sommandosi algebricamente, nella popolazione generale.

Glossario

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

Single Nucleotide Polymorphisms Related to Lipoprotein Metabolism Are Associated with Blood Lipid Changes following Regular Avocado Intake in a Randomized Control Trial among Adults with Overweight and Obesity

Background: Avocados are rich in unsaturated fat and fiber; clinical trials have investigated their effects on metabolic disease. There is high variability in individual changes following avocado consumption, which may be in part due to individual genetic differences.
Objective: Secondary analyses of the Persea americana for Total Health (PATH) Study were used to examine how single nucleotide polymorphisms (SNPs) impact blood lipid changes following a daily meal containing avocado compared with control.
Methods: Adults (n = 115, 37% male) aged 25-45 y with overweight and obesity were randomly assigned to receive a daily isocaloric meal with (intervention) or without (control) a standardized amount (males: 175 g; females: 140 g) of avocado for 12 wk. Control meals were higher in saturated fat (17% of energy compared with 7%) and lower in fiber (4 g compared with 16 g) than intervention meals. Whole venous blood was taken at baseline and 12 wk to determine total cholesterol (TC), high-density lipoprotein (HDL) cholesterol, and triglyceride (TG) concentrations. Seventeen SNPs in 10 genes related to lipoprotein metabolism were genotyped. Effects of SNP, diet, and SNP-diet interactions were determined using general linear models.
Results: No group-by-time effects were detected for changes in TC (P = 0.96), HDL cholesterol (P = 0.28), or TG (P = 0.06) over 12 wk. Three SNP-diet interactions were associated with final TC concentrations: ANGPTL3-rs10889337 (P = 0.01), ANGPTL4-rs2278236 (P = 0.02), and CD36-rs10499859 (P = 0.01). SNPs in GCKR and LPL were associated with TC changes (P = 0.01). The interaction between GCKR-rs1260326 and diet was such that C-homozygotes receiving avocado (n = 23) had final TC concentrations that were significantly lower than the C-homozygotes in the control group (n = 20) (P = 0.02).
Conclusions: Results from these exploratory analyses indicate that avocado consumption may help manage dyslipidemia in adults with overweight and obesity; however, effectiveness may differ by genetic profile. Understanding the role of genetic variation in variability following dietary intervention can potentially inform personalized nutrition recommendations.

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