I risultati di una ricerca statunitense confermano la correlazione tra apporto di carotenoidi e protezione cerebrale

Yuan C, Chen H, Wang Y, Schneider JA, Willett WC, Morris MC.
Am J Clin Nutr. 2020 Nov 12:nqaa303. doi: 10.1093/ajcn/nqaa303. Epub ahead of print.

23-12-2020

Numerosi studi, specie di natura osservazionale, suggeriscono che l’adozione di modelli alimentari ricchi di vegetali, come la dieta mediterranea, possa rappresentare una strategia efficace per prevenire il declino cognitivo senile. Non è tuttavia chiaro quali componenti degli alimenti vegetali siano responsabili di questo effetto protettivo. In questo studio statunitense, condotto su quasi 1.000 persone dell’età media di 81 anni all’inizio dello studio, seguite per circa 7 anni, l'apporto di carotenoidi totali con la dieta è risultato correlato alla minore comparsa dei più gravi quadri di demenza, come la malattia di Alzheimer. La riduzione del rischio, che sfiorava il 50%, era rilevante specialmente nel quintile con maggior apporto dietetico di carotenoidi. Dall’analisi dei singoli composti è emerso che il ruolo protettivo maggiore era associato all’apporto di luteina e zeaxantina, di cui sono ricchi soprattutto i vegetali di colore verde scuro o giallo, come il cavolo verde, gli spinaci, i peperoni, il mais (ma che sono contenuti in buona quantità anche nel tuorlo d’uovo). Anche il beta-carotene contribuiva all’effetto protettivo, sebbene in misura minore. I risultati ottenuti sono in buon accordo con quelli di uno studio precedente, condotto nella stessa coorte, che aveva evidenziato un rallentamento del declino cognitivo associato all'apporto alimentare delle stesse sostanze.
Al riscontro autoptico, ottenuto su circa 500 soggetti deceduti durante il periodo di osservazione, si è avuta conferma che un elevato apporto dietetico di carotenoidi, e soprattutto di luteina e zeaxantina, si associava a minori alterazioni neurodegenerative cerebrali, e specificamente ad una minore presenza delle placche e delle fibrille tipiche della malattia di Alzheimer.
Come osservano gli autori stessi, è naturalmente possibile che i carotenoidi siano soltanto dei marcatori di un’alimentazione ricca in vegetali colorati; tuttavia, alcune evidenze sperimentali preliminari, che attribuiscono un ruolo protettivo alla somministrazione di queste sostanze (e specificamente di beta-carotene, luteina e zeaxantina), anche in forma purificata, consentono di ipotizzare un loro coinvolgimento diretto nella protezione cerebrale. Sul piano fisiopatologico, tale effetto protettivo è probabilmente attribuibile all'azione antiossidante ed antinfiammatoria.

Glossario

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

Dietary carotenoids related to risk of incident Alzheimer dementia (AD) and brain AD neuropathology: a community-based cohort of older adults.

BACKGROUND: Studies have reported a protective relation to cognitive decline with long-term intake of total and individual dietary carotenoids. However, the underlying mechanisms have not yet been clearly established in humans.
OBJECTIVES: To evaluate the prospective association between intakes of total and individual carotenoids and risk of incident Alzheimer dementia (AD) and explore the underlying neuropathological basis.
METHODS: Among 927 participants from the Rush Memory and Aging Project who were free from AD at baseline and were followed up for a mean of 7 y, we estimated HRs for AD using Cox proportional hazards models by intakes of energy-adjusted carotenoids. Brain AD neuropathology was assessed in postmortem brain autopsies among 508 deceased participants. We used linear regression to assess the association of carotenoid intake with AD-related neuropathology.
RESULTS: Higher intake of total carotenoids was associated with substantially lower hazard of AD after controlling for age, sex, education, ApoE-ε4, participation in cognitively stimulating activities, and physical activity level. Comparing the top and bottom quintiles (median intake: 24.8 compared with 6.7 mg/d) of total carotenoids, the multivariate HR (95% CI) was 0.52 (0.33, 0.81), P-trend < 0.01. A similar association was observed for lutein-zeaxanthin, a weaker linear inverse association was observed for β-carotene, and a marginally significant linear inverse association was found for β-cryptoxanthin. Among the deceased participants, consumers of higher total carotenoids (top compared with bottom tertile, 18.2 compared with 8.2 mg/d) had less global AD pathology (b: -0.10; SE = 0.04; P-trend = 0.01). For individual carotenoids, lutein-zeaxanthin and lycopene were inversely associated with brain global pathology, whereas lutein-zeaxanthin showed additional inverse associations with AD diagnostic score, neuritic plaque severity, and neurofibrillary tangle density and severity.
CONCLUSIONS: Our findings support a beneficial role of total carotenoid consumption, in particular lutein/zeaxanthin, on AD incidence that may be related to the inhibition of brain β-amyloid deposition and fibril formation.

 

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