Il consumo di frutta e verdura influenza la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2

Zheng JS, Sharp JS, Imamura F, Chowdhury R, Gundersen TE et al.
BMJ. 2020;370:m2194. Published 2020 Jul 8. doi:10.1136/bmj.m2194

10-07-2020

La relazione tra le abitudini alimentari ed il rischio di diabete è tuttora caratterizzata da elementi di incertezza. Uno studio caso controllo, recentemente pubblicato, aggiunge alcuni interessanti informazioni al proposito.
I ricercatori hanno utilizzato i livelli plasmatici di alcuni marcatori del consumo di frutta e verdura (la vitamina C ed i carotenoidi totali), ed uno score basato sulla valutazione combinata della vitamina C stessa e di alcuni carotenoidi specifici (tra cui il licopene), ed hanno stimato prospetticamente, con un follow-up medio di 10 anni, il ruolo di questi parametri nel comportare la comparsa della malattia in una popolazione di circa 8000 soggetti con diabete di tipo 2 rispetto a un gruppo di controllo, senza malattia, di analoghe dimensioni.
Lo score risultava in buon accordo con i consumi riportati dai soggetti di frutta e verdura: con livelli medi che andavano da 274 a 508 grammi al giorno (e quindi in pratica si raddoppiavano) passando dal primo all’ultimo quintile dello score stesso.
Il rischio di malattia diabetica si riduceva con continuità al crescere dello score, fino a mostrare una riduzione del 50% confrontando i quintili estremi (il quinto con il primo). Gli autori sottolineano anche che aumenti di modesta entità del consumo di frutta e verdura (dell’ordine di 66 g/die, pari quindi a meno della metà della porzione di questi alimenti definita dai LARN italiani) si associa ad una riduzione dl rischio non trascurabile, e pari al 25% circa.
I risultati consentono del tutto collateralmente, di effettuare anche alcune valutazioni relative alle concentrazioni dei differenti biomarcatori utilizzati nei vari Paesi europei nei quali lo studio ha avuto luogo. Colpisce il fatto che i livelli plasmatici di vitamina C rilevati in Italia siano i più bassi (confrontati con quelli di Francia, Spagna, Danimarca, UK, Paesi Bassi e Germania); sono invece i più elevati quelli di licopene (che si può facilmente correlare ad un maggiore consumo di pomodori nel nostro Paese). La protezione associata a livelli elevati di vitamina C, d’altra parte, risultava esattamente doppia (-42 vs -21%) rispetto a quella associata invece ad alti livelli di licopene.
Lo studio, in conclusione, conferma il ruolo protettivo degli alimenti vegetali nei riguardi dello sviluppo di diabete di tipo 2, sostenendo questa ipotesi sulla base di marcatori obiettivi dei livelli di consumo, probabilmente più affidabili dei riscontri dei questionari di frequenza e dei diari alimentari. La situazione nazionale italiana appare, da questo punto di vista, potenzialmente migliorabile aumentando il consumo delle fonti di vitamina C.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Quintili

    Gruppi pari ad un quinto della popolazione in esame, ottenuti disponendo i soggetti in ordine crescente secondo un certo parametro (ad es. l'altezza, o il consumo di un alimento, e cosi via), e separando poi il 20% dei soggetti con i valori più bassi del parametro in esame (I quintile), il 20% successivo (II quintile) e cosi via fino al 20% con valori più elevati (V quintile). Analoghe operazioni possono portare a suddividere la popolazione in terzili (tre gruppi) quartili (quattro gruppi) o percentili (cento gruppi).

Association of plasma biomarkers of fruit and vegetable intake with incident type 2 diabetes: EPIC-InterAct case-cohort study in eight European countries

OBJECTIVE: To investigate the association of plasma vitamin C and carotenoids, as indicators of fruit and vegetable intake, with the risk of type 2 diabetes.
DESIGN: Prospective case-cohort study.
SETTING: Populations from eight European countries.
PARTICIPANTS: 9754 participants with incident type 2 diabetes, and a subcohort of 13 662 individuals from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) cohort of 340 234 participants: EPIC-InterAct case-cohort study.
Main outcome measure: Incident type 2 diabetes.
RESULTS: In a multivariable adjusted model, higher plasma vitamin C was associated with a lower risk of developing type 2 diabetes (hazard ratio per standard deviation 0.82, 95% confidence interval 0.76 to 0.89). A similar inverse association was shown for total carotenoids (hazard ratio per standard deviation 0.75, 0.68 to 0.82). A composite biomarker score (split into five equal groups), comprising vitamin C and individual carotenoids, was inversely associated with type 2 diabetes with hazard ratios 0.77, 0.66, 0.59, and 0.50 for groups 2-5 compared with group 1 (the lowest group). Self-reported median fruit and vegetable intake was 274 g/day, 396 g/day, and 508 g/day for participants in categories defined by groups 1, 3, and 5 of the composite biomarker score, respectively. One standard deviation difference in the composite biomarker score, equivalent to a 66 (95% confidence interval 61 to 71) g/day difference in total fruit and vegetable intake, was associated with a hazard ratio of 0.75 (0.67 to 0.83). This would be equivalent to an absolute risk reduction of 0.95 per 1000 person years of follow up if achieved across an entire population with the characteristics of the eight European countries included in this analysis.
CONCLUSION: These findings indicate an inverse association between plasma vitamin C, carotenoids, and their composite biomarker score, and incident type 2 diabetes in different European countries. These biomarkers are objective indicators of fruit and vegetable consumption, and suggest that diets rich in even modestly higher fruit and vegetable consumption could help to prevent development of type 2 diabetes.

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