Il consumo frequente di soia e di alimenti a base di soia si associa, nel tempo, a una minore probabilità di soffrire di disturbi vasomotori

Dunneram Y, Chung HF, Cade JE, Greenwood DC, Dobson AJ, Mitchell ES, Woods NF, Brunner EJ, Yoshizawa T, Anderson D, Mishra GD.
Eur J Clin Nutr. 2019 Feb 4. [Epub ahead of print]

08-03-2019

La soia contiene molecole ad azione simil-estrogenica della famiglia degli isoflavoni (specie la daidzeina e la genisteina), e viene da tempo utilizzata, soprattutto in oriente, per contrastare i disturbi che compaiono, in menopausa, dopo la cessazione della produzione di estrogeni da parte dell’ovaio femminile. Questa ricerca ha affrontato in particolare il rapporto tra il consumo diretto di semi di soia o di alimenti a base di soia, come tempeh, tofu, o altri prodotti ottenuti con farina di soia, e la frequenza di disturbi vasomotori (le cosiddette “vampate”), di cui soffre, dopo la menopausa, il 75% circa delle donne. Il problema è stato affrontato in due modi: stimando la frequenza di questi disturbi nelle donne che dichiaravano di consumare soia e derivati con regolarità (fase “trasversale” dello studio) e valutando la comparsa dei disturbi nelle donne che li avevano utilizzati, sempre con regolarità, nelle fasi precedenti della loro vita (fase prospettica). L’analisi è stata condotta combinando i dati di cinque studi osservazionali, condotti in Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone, per un totale di 11.006 donne in pre-menopausa, peri-menopausa e post-menopausa: di queste ultime, il 26% faceva uso di terapia ormonale sostitutiva. 
Il quadro che emerge è complesso: da un lato non si osserva alcun effetto della soia e degli alimenti che la contengono sulla frequenza dei disturbi vasomotori nelle donne che consumavano questi alimenti al momento dell’indagine. Un dato forse spiegabile immaginando che le donne con disturbi importanti assumano una terapia ormonale sostitutiva, che maschererebbe, rendendolo non più riconoscibile, l’effetto degli alimenti a base di soia su questi disturbi.
L’inclusione frequente di soia e di alimenti a base di soia nella dieta abituale (ma non il consumo di bevande a base di soia) si associa invece, nel tempo, a una minore probabilità di soffrire di disturbi vasomotori dopo la menopausa. Secondo i ricercatori, il fatto che non sia stato possibile rilevare un’associazione tra il consumo di bevande a base soia e la riduzione della probabilità di soffrire di disturbi vasomotori in menopausa si può attribuire al basso contenuto di fitoestrogeni di questi prodotti, rispetto agli altri.
In media, infatti, 100 grammi di bevanda a base di soia forniscono 3 milligrammi di isoflavoni (le molecole a effetto fitoestrogenico), a confronto con i 103 milligrammi in 100 grammi di fagioli di soia, 27 milligrammi in 100 grammi di tofu, o 18 milligrammi in 100 grammi di tempeh.

Soy intake and vasomotor menopausal symptoms among midlife women: a pooled analysis of five studies from the InterLACE consortium.

BACKGROUND/OBJECTIVES: Phytoestrogen rich-foods such as soy may be associated with less frequent/severe vasomotor menopausal symptoms (VMS), although evidence is limited. We thus investigated the associations between the consumption of soy products and soy milk and the frequency/severity of VMS.
SUBJECTS/METHODS: We pooled data from 19,351 middle-aged women from five observational studies in Australia, UK, USA, and Japan that contribute to the International Collaboration for a Life course Approach to reproductive health and Chronic disease Events (InterLACE). Information on soy consumption, VMS and covariates were collected by self-report. We included 11,006 women who had complete data on soy consumption, VMS and covariates at baseline for the cross-sectional analysis. For the prospective analysis, 4522 women who were free of VMS at baseline and had complete data on VMS at follow-up were considered. Multinomial logistic regression and binary logistic regression models were used.
RESULTS: No statistically significant evidence of an association was found between soy products (relative risk ratio (RRR): 0.92, 95% CI: 0.76-1.11) or soy milk (RRR: 1.24, 95% CI: 0.93-1.65) and the likelihood of reporting frequent or severe VMS cross-sectionally. Prospective results indicated that frequent consumption of soy products (odds ratio (OR): 0.63, 95% CI: 0.45-0.89) but not soy milk (OR: 1.11, 95% CI: 0.85-1.45) was associated with lower likelihood of reporting subsequent VMS, after adjustment for socio-demographic and reproductive factors.
CONCLUSIONS: These are the first ever findings from pooled observational data of association between consumption of soy products and VMS.

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