Il consumo per 12 settimane di aspartame, fino a dosi di 1.050 mg al giorno, non influisce su appetito, glicemia e peso in adulti sani e con BMI nella norma

Higgins KA, Considine RV, Mattes RD.
J Nutr. 2018 Apr 1;148(4):650-657. doi: 10.1093/jn/nxy021.

16-05-2018

L’aspartame è un dolcificante tra i più utilizzatati, per l’elevato potere dolcificante (circa 200 volte quello del saccarosio, o zucchero da cucina), quindi con apporto calorico trascurabile, la provata assenza di stimoli al rilascio di insulina e, ultimo ma non per importanza, la sua struttura molto semplice (dipeptide), che viene scissa rapidamente (idrolisi) nell’intestino tenue ed è priva di impatto sul microbiota.
Questo studio conferma che l’assunzione quotidiana di aspartame, a dosi riferibili al consumo medio della popolazione generale adulta e sana, non influisce in alcun modo sui principali parametri biochimici (glicemia, lipidemia, funzionalità epatica), sull’appetito, sul peso e sulla composizione corporea.
La ricerca ha coinvolto 100 uomini e donne adulti (di età compresa tra 18 e 60 anni) sani, con un BMI nella norma (18-25), che sono stati suddivisi in tre gruppi: il primo ha assunto tutti i giorni 4 capsule placebo (gruppo di controllo); al secondo sono stati assegnati 500 ml al giorno di una bevanda al gusto di frutta, dolcificata con 350 mg di aspartame, più due capsule placebo; il terzo, oltre alla bevanda dolcificata con 350 mg di aspartame, assumeva anche 2 capsule contenenti ciascuna 350 mg di aspartame più 2 capsule placebo, in modo da raggiungere la quota totale giornaliera di 1.050 mg di dolcificante (livelli di assunzione corrispondenti al 95imo percentile di consumo dell’aspartame stesso nella popolazione generale). Poiché l’apporto energetico complessivo di bevande e capsule era trascurabile, ai partecipanti non sono state fornite indicazioni alimentari specifiche.
Al termine delle 12 settimane, non è stata rilevata alcuna differenza nella risposta glicemica nei due gruppi che hanno assunto aspartame, rispetto al gruppo di controllo: il risultato è in linea con quanto già osservato per altri dolcificanti a basso tenore calorico, che non hanno dimostrato di alterare la risposta glicemica neppure in persone obese o diabetiche (di tipo 1 o di tipo 2).
Ancora: non è stata registrata alcuna differenza tra i due gruppi che hanno assunto aspartame rispetto al gruppo di controllo nemmeno per quanto riguarda il senso di sazietà, il senso di fame, l’appetito. Infine, l’assunzione quotidiana di aspartame non ha modificato il BMI né la composizione corporea.
Gli Autori sottolineano che, sebbene questo studio non intendesse valutare l’efficacia dell’aspartame come componente di diete per il controllo ponderale, dai risultati non emergono indicazioni che ne sconsiglino l’uso.

Aspartame Consumption for 12 Weeks Does Not Affect Glycemia, Appetite, or Body Weight of Healthy, Lean Adults in a Randomized Controlled Trial.

BACKGROUND: Low-calorie sweeteners are often used to moderate energy intake and postprandial glycemia, but some evidence indicates that they may exacerbate these aims.
OBJECTIVE: The trial's primary aim was to assess the effect of daily aspartame ingestion for 12 wk on glycemia. Effects on appetite and body weight were secondary aims.
METHODS: One hundred lean [body mass index (kg/m2): 18-25] adults aged 18-60 y were randomly assigned to consume 0, 350, or 1050 mg aspartame/d (ASP groups) in a beverage for 12 wk in a parallel-arm design. At baseline, body weight and composition were determined, a 240-min oral-glucose-tolerance test (OGTT) was administered, and measurements were made of appetite and selected hormones. Participants also collected a 24-h urine sample. During the intervention, the 0-mg/d ASP group consumed capsules containing 680 mg dextrose and 80 mg para-amino benzoic acid. For the 350-mg/d ASP group, the beverage contained 350 mg aspartame and the 1050-mg/d ASP group consumed the same beverage plus capsules containing 680 mg dextrose and 700 mg aspartame. Body weight, blood pressure, heart rate, and waist circumference were measured weekly. At weeks 4, 8, and 12, participants collected 24-h urine samples and kept appetite logs. Baseline measurements were repeated at week 12.
RESULTS: With the exception of the baseline OGTT glucose concentration at 60 min (and resulting area under the curve value), there were no group differences for glucose, insulin, resting leptin, glucagon-like peptide 1, or gastric inhibitory peptide at baseline or week 12. There also were no effects of aspartame ingestion on appetite, body weight, or body composition. Compliance with the beverage intervention was ∼95%.
CONCLUSIONS: Aspartame ingested at 2 doses for 12 wk had no effect on glycemia, appetite, or body weight among healthy, lean adults. These data do not support the view that aspartame is problematic for the management of glycemia, appetite, or body weight.

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