Il consumo regolare di miele, a confronto con saccarosio, si associa a un minore apporto spontaneo di energia totale, carboidrati e zuccheri e non influenza la lipidemia

Al-Tamimi AMB, Petrisko M, Young Hong M, Rezende L, Clayton ZS, Kern M.
Nut. Res. 2019 Nov.30; [Epub ahead of print]

18-12-2019

Il miele è spesso proposto come alternativa al saccarosio (il comune zucchero da tavola), perché il suo potere dolcificante è, a parità di peso, lievemente superiore. Inoltre, il miele non apporta soltanto glucosio e fruttosio (in proporzioni variabili secondo l’origine floreale), ma anche minerali, vitamine, enzimi e piccole quantità di altre molecole bioattive.
La ricerca su questo alimento ne ha di volta in volta proposto le potenzialità antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche; pochi studi nell’uomo hanno però confrontato, nel breve o nel medio periodo, gli effetti sul profilo lipidemico del consumo di miele, rispetto a quello di saccarosio.
Per questo studio uomini e donne di età compresa tra 24 e 57 anni hanno assunto in due fasi diverse, tutti i giorni per 1 settimana o per 1 mese, una bevanda a base di miele, o una bevanda a base di saccarosio, che fornivano una pari quantità di carboidrati (1,2 g/kg di peso corporeo), secondo un disegno sperimentale di tipo cross-over. Entrambe le bevande erano assunte in aggiunta a alimenti e bevande normalmente consumati nel corso della giornata; ai soggetti coinvolti era stato inoltre richiesto di mantenere costanti i livelli di attività fisica per tutta la durata della ricerca.
Confrontando i consumi riportati nei diversi periodi sperimentali si è osservato che sia l’apporto totale di carboidrati e sia l’apporto medio di energia erano aumentati sia durante la fase “miele” che durante la fase “saccarosio”; tuttavia, tali aumenti risultavano significativamente superiori in corrispondenza dell’assunzione di saccarosio rispetto al periodo di consumo di miele; in questa fase si era ridotto nelle 4 settimane anche l’apporto di grassi saturi.
Per quanto concerne l’effetto dei due alimenti sulla lipidemia, si è osservato che, nella prima settimana dello studio, la trigliceridemia era aumentata durante l'assunzione di entrambe le bevande; il suo valore si manteneva stabilmente elevato rispetto ai valori basali anche dopo un mese di assunzione di saccarosio (in media + 18 ± 9,0 mg/dL), mentre era tornato a livelli quasi basali dopo un mese di assunzione di miele. La colesterolemia totale, LDL o HDL e l’insulinemia a digiuno non erano state invece influenzate dall’assunzione di miele o di saccarosio.
Gli Autori ipotizzano che il minor apporto di energia, grassi, altri carboidrati e zuccheri registrati nella fase di assunzione di bevanda al miele possa essere alla base dell’assenza di effetti sulla trigliceridemia nel corso delle 4 settimane dello studio; anche gli oligosaccaridi caratteristici del miele, in grado di modificare produzione ed eliminazione dei trigliceridi, potrebbero tuttavia aver giocato un ruolo al proposito.

Glossario

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

Honey does not adversely impact blood lipids of adult men and women: A randomized cross-over trial

Consumption of added sugars in the US is estimated to be approximately 1.5 times recommended levels and has been linked to increased risk for developing chronic diseases.
We hypothesized that relative to sugar, honey would reduce energy intake and improve serum lipid profiles.
To test this, we assessed the short-term (1-week) and relatively long-term (1-month) effects of honey versus sucrose on changes in dietary intake and serum lipid concentrations. Thirty-seven apparently healthy subjects (21 males; 16 females) aged 24–57 years (BMI = 17.6–37.2 kg/m2) completed two 4-week trials in a randomized, cross-over design separated by ≥4-week washout. During each trial, subjects consumed either clover honey or sucrose providing 1.2 g/kg/day of carbohydrate under free-living conditions, with instructions to avoid changing their habitual food intake.
Serum triglyceride (TG) concentrations were elevated (P < .05) after one week for both trials but only remained elevated (P < .05) at the 4-week time-point during sucrose consumption. The elevation after 1 week during the honey trial was concurrent with a transient increase (P < .05) in body weight.
No effects on serum concentrations of insulin, total cholesterol, low density lipoprotein-cholesterol, or high density lipoprotein-cholesterol were detected for either trial. Subjects consumed significantly less energy (P < .05), carbohydrate (P < .005), sugars (P < .05), and saturated fat (P < .05) during the honey trial.
These data suggest that honey may serve as a favorable substitute for sucrose with regard to reduced energy intake, carbohydrate and sugars, without negatively influencing serum lipid concentrations.

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