Il rischio di tumore mammario in post-menopausa aumenta in parallelo con l’assunzione di alcool, mentre l’apporto di fibre della frutta si conferma protettivo

Key TJ, Balkwill A, Bradbury KE, Reeves GK, Seon Kuan A, Simpson RF, Green J, Beral V
Int J Epidemiol. 2018 Nov 8. [Epub ahead of print]

21-12-2018

Una nuova conferma del rapporto tra alimentazione e rischio di tumore mammario in post-menopausa viene da una ricerca britannica prospettica, che ha coinvolto 691.571 donne britanniche dai 59 anni in poi, facenti parte del Million Women Study, avviato alla fine degli anni Novanta su 1 milione 300mila donne.
Nel gruppo di donne in questo studio sono stati rilevati gli apporti di alimenti quali carni, latte, formaggi, yogurt, uova, frutta, verdura e alcol, nonché la composizione dietetica complessiva in macronutrienti (proteine totali, proteine da latticini, grassi totali, grassi saturi, carboidrati totali, zuccheri liberi e fibre alimentari) e calorie totali.
Dopo 12 anni di monitoraggio, 29.005 donne su 691.571 avevano sviluppato un tumore mammario. Il consumo quotidiano di alcool si è confermato il fattore alimentare di maggior rischio per lo sviluppo della malattia. L’aumento si osservava a partire dalla dose di 10 g al giorno, che non risultava associata ad un aumento rispetto al rischio “base”; successivamente il rischio stesso aumentava dell’8% per ogni 10 g ulteriori di alcool quotidiano. Purtroppo gli autori dello studio non hanno rilevato le modalità di consumo dell’alcool e non è quindi possibile valutare, in questa coorte, il contributo degli episodi di binge drinking (che in altre coorti statunitensi si è rivelato determinante) al rischio di cancro della mammella.
Una seconda conferma, corroborata su questo ampio campione di popolazione, è il ruolo della frutta, il cui ruolo protettivo risulta pari al 6% ogni 100 grammi quotidiani assunti. Valutando il ruolo dei macronutrienti, emerge l’efficacia delle fibre, con una riduzione del rischio pari al 9% per ogni 5 g al giorno di assunzione. Nel caso del tumore mammario, quindi, soltanto le fibre fornite dalla frutta sarebbero in grado di esercitare un effetto protettivo.
Nessun effetto significativo, invece, svolgerebbe il consumo di latte, uova, formaggi, carne, pesce.

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Foods, macronutrients and breast cancer risk in postmenopausal women: a large UK cohort.

BACKGROUND: The role of diet in breast cancer aetiology is unclear; recent studies have suggested associations may differ by estrogen receptor status.
METHODS: Baseline diet was assessed in 2000-04 using a validated questionnaire in 691 571 postmenopausal UK women without previous cancer, who had not changed their diet recently. They were followed by record linkage to national cancer and death databases. Cox regression yielded adjusted relative risks for breast cancer for 10 food items and eight macronutrients, subdivided mostly into five categories of baseline intake. Trends in risk across the baseline categories were calculated, assigning re-measured intakes to allow for measurement error and changes in intake over time; P-values allowed for multiple testing.
RESULTS: Women aged 59.9 (standard deviation (SD 4.9)) years at baseline were followed for 12 (SD 3) years; 29 005 were diagnosed with invasive breast cancer. Alcohol intake had the strongest association with breast cancer incidence: relative risk (RR) 1.08 [99% confidence interval (CI) 1.05-1.11] per 10 g/day higher intake, P = 5.8 × 10-14. There were inverse associations with fruit: RR 0.94 (99% CI 0.92-0.97) per 100 g/day higher intake, P = 1.1 × 10-6, and dietary fibre: RR 0.91 (99% CI 0.87-0.96) per 5 g/day increase, P = 1.1 × 10-4. Fruit and fibre intakes were correlated (ρ = 0.62) and were greater among women who were not overweight, so residual confounding cannot be excluded. There was no heterogeneity for any association by estrogen receptor status.
CONCLUSIONS: By far the strongest association was between alcohol intake and an increased risk of breast cancer. Of the other 17 intakes examined, higher intakes of fruit and fibre were associated with lower risks of breast cancer, but it is unclear whether or not these associations are causal.

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