In Europa, un quinto delle morti cardiovascolari premature potrebbe essere prevenuto seguendo i principi-cardine dell’alimentazione equilibrata

Meier T, Gräfe K, Senn F, Sur P, Stangl GI, Dawczynski C, März W, Kleber ME, Lorkowski S
Eur J Epidemiol. 2019 Jan;34(1):37-55.

18-01-2019

È noto da tempo che la mortalità cardiovascolare potrebbe essere arginata, tra l’altro, seguendo un’alimentazione corretta ed equilibrata. Lo confermano i dati relativi ad un periodo di ben 26 anni (1990-2016) raccolti nella Regione europea dal Global Burden of Disease Study, che mostrano tuttavia come sia decisamente più importante consumare quantità appropriate degli alimenti dotati di effetti protettivi sul rischio cardiovascolare piuttosto che ridurre o eliminare gli alimenti ad effetto non favorevole.
I ricercatori prendono le mosse dai dati di mortalità, rilevati in quasi tre decenni in 51 Paesi. Nell’arco dei 26 anni considerati la mortalità complessiva è diminuita, mentre il numero dei decessi cardiovascolari prematuri (prima dei 70 anni) attribuibili a una scorretta alimentazione è invece aumentato fino al 28,6% della mortalità totale in questa classe di età.
Ma è soprattutto la definizione dell'importanza relativa dei più frequenti errori alimentari considerati a fornire interessanti elementi di riflessione. Quasi il 50% della mortalità in eccesso è infatti attribuibile al consumo insufficiente di cereali integrali, frutta secca, semi, frutta, ed un ulteriore 37% circa correla con lo scarso apporto di legumi, fibra, polinsaturi della serie omega 3 ed omega 6. Solamente il 15% residuo dipende invece da alimenti o nutrienti consumati in eccesso, tra i quali domina l’elevato apporto di sodio. I dati relativi all’Italia sono in buona sintonia con quelli europei: solo l’eccesso di sodio, nel nostro Paese, mantiene un peso significativo, mentre l’eccesso di carni processate, di acidi grassi trans e di bevande zuccherate ricopre un ruolo assolutamente marginale.
L’analisi sembra quindi confermare l’idea di fondo della cosiddetta “positive nutrition”, che sottolinea soprattutto la necessità di integrare il modello alimentare con componenti, presenti soprattutto nel mondo vegetale, dotati di comprovata azione protettiva sul rischio cardiovascolare. La scarsa rilevanza, al proposito, dell’eccesso di alcune categorie di alimenti frequentemente demonizzate è rilevante anche per orientare correttamente gli interventi di salute pubblica mirati alla prevenzione degli eventi cardiovascolari.

Glossario

  • Acidi grassi Trans

    Vengono prodotti quando un grasso liquido (olio) viene trasformato in un grasso solido attraverso un processo chimico detto idrogenazione. Assumere una grande quantità di acidi grassi trans fa aumentare il colesterolo e il rischio di malattie cardiovascolari.

Cardiovascular mortality attributable to dietary risk factors in 51 countries in the WHO European Region from 1990 to 2016: a systematic analysis of the Global Burden of Disease Study.

This study was performed to highlight the relationship between single dietary risk factors and cardiovascular diseases (CVDs) in the WHO European Region. We used the comparative risk assessment framework of the Global Burden of Disease Study to estimate CVD mortality attributable to diet; comprising eleven forms of CVDs, twelve food and nutrient groups and 27 risk-outcome pairs in four GBD regions including 51 countries by age and sex between 1990 and 2016.
In 2016, dietary risks were associated with 2.1 million cardiovascular deaths (95% uncertainty interval (UI), 1.7-2.5 million) in the WHO European Region, accounting for 22.4% of all deaths and 49.2% of CVD deaths. In terms of single dietary risks, a diet low in whole grains accounted for approximately 429,000 deaths, followed by a diet low in nuts and seeds (341,000 deaths), a diet low in fruits (262,000 deaths), a diet high in sodium (251,000 deaths), and a diet low in omega-3 fatty acids (227,000 deaths).
Thus, with an optimized, i.e. balanced diet, roughly one in every five premature deaths could be prevented. Although age-standardized death rates decreased over the last 26 years, the absolute number of diet-related cardiovascular deaths increased between 2010 and 2016 by 25,600 deaths in Western Europe and by 4300 deaths in Central Asia. In 2016, approximately 601,000 deaths (28.6% of all diet-related CVD deaths) occurred among adults younger than 70 years.
Compared to other behavioural risk factors, a balanced diet is a potential key lever to avoid premature deaths.

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