In uno studio francese, il consumo di alimenti bio, se decisamente elevato, si associa ad una riduzione del rischio di alcune neoplasie

Baudry J, Assmann KE, Touvier M, Allès B, Seconda L, Latino-Martel P, Ezzedine K, Galan P, Hercberg S, Lairon D, Kesse-Guyot E.
JAMA Intern Med. 2018 Oct 22. [Epub ahead of print]

26-10-2018

Nell’ambito dello studio francese NutriNet-Santé, 68.946 adulti sono stati seguiti per circa 5 anni, approfondendo nello specifico la possibile correlazione tra le preferenze per gli alimenti bio ed il rischio oncologico.
Il campione di popolazione era in netta maggioranza costituito da donne (78%), con un’età media all’avvio dello studio di 44,2 anni. Analizzando le caratteristiche dei soggetti che, nel corso della ricerca, hanno dichiarato di preferire gli alimenti coltivati con metodi bio, è emerso un profilo preciso, a prevalenza femminile, con un livello socioeconomico elevato, alta scolarità, costante attività fisica e senza abitudine al fumo. Queste caratteristiche andavano di pari passo con un’alimentazione più ricca di fibre, proteine vegetali e micronutrienti, e con un minor apporto di carni e latte.
Al termine del periodo di osservazione, l’analisi ha messo in luce che le persone con maggiore frequenza di consumo di alimenti bio beneficiavano di una significativa riduzione del rischio di alcuni tumori, come i linfomi (non-Hodgkin e altri linfomi) e il carcinoma mammario in post-menopausa. Analizzando ulteriormente i dati per sottogruppi, la protezione è risultata più marcata nelle donne, nei soggetti più anziani, nelle persone con storia familiare di tumori, nei soggetti con una qualità alimentare complessiva non ottimale, nelle persone obese e negli ex-fumatori.
I ricercatori sottolineano che questi risultati mostrano una tendenza verso un effetto protettivo degli alimenti bio nei riguardi del rischio di tumori (a differenza di uno studio inglese di alcuni anni addietro, che non osservò effetti protettivi significativi), anche se per ora non è possibile trarre conclusioni valide per tutti e in ogni contesto. Sarebbe infatti opportuno condurre studi più lunghi, su popolazioni più ampie e meglio rappresentative della realtà. In particolare, è difficile escludere che il consumo preferenziale di alimenti bio, sia semplicemente il marcatore dello stile di vita protettivo tipico delle consumatrici (che erano, come si ricordava, soprattutto donne appartenenti agli stati socioeconomici più favoriti, e con una elevata scolarità), e non la vera causa della riduzione di rischio osservata.
Infine, è necessario ricordare che la strategia preventiva nei confronti dei tumori è complessa e poggia anche su altri elementi, tra cui il complesso delle abitudini di vita, l’area di residenza, l’attività fisica.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk - Findings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study

IMPORTANCE: Although organic foods are less likely to contain pesticide residues than conventional foods, few studies have examined the association of organic food consumption with cancer risk.
OBJECTIVE: To prospectively investigate the association between organic food consumption and the risk of cancer in a large cohort of French adults.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: In this population-based prospective cohort study among French adult volunteers, data were included from participants with available information on organic food consumption frequency and dietary intake. For 16 products, participants reported their consumption frequency of labeled organic foods (never, occasionally, or most of the time). An organic food score was then computed (range, 0-32 points). The follow-up dates were May 10, 2009, to November 30, 2016.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: This study estimated the risk of cancer in association with the organic food score (modeled as quartiles) using Cox proportional hazards regression models adjusted for potential cancer risk factors.
RESULTS: Among 68 946 participants (78.0% female; mean [SD] age at baseline, 44.2 [14.5] years), 1340 first incident cancer cases were identified during follow-up, with the most prevalent being 459 breast cancers, 180 prostate cancers, 135 skin cancers, 99 colorectal cancers, 47 non-Hodgkin lymphomas, and 15 other lymphomas. High organic food scores were inversely associated with the overall risk of cancer (hazard ratio for quartile 4 vs quartile 1, 0.75; 95%CI, 0.63-0.88; P for trend = .001; absolute risk reduction, 0.6%; hazard ratio for a 5-point increase, 0.92; 95%CI, 0.88-0.96).
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: A higher frequency of organic food consumption was associated with a reduced risk of cancer. Although the study findings need to be confirmed, promoting organic food consumption in the general population could be a promising preventive strategy against cancer.

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