In uomini e donne caucasici, l’assunzione regolare di pesce e di omega-3 a lunga catena attenua nel tempo l’aumento di peso associato all’assetto genetico

Huang T, Wang T, Heianza Y, Zheng Y, Sun D, Kang JH, Pasquale LR, Rimm E, Manson JE, Hu FB, Qi L.
Am J Clin Nutr. 2019 Mar 1;109(3):665-673.

16-04-2019

Gli omega-3 a lunga catena, assunti con il pesce, sono in grado di attenuare, nel tempo, l’aumento ponderale associato all’assetto genetico di uomini e donne caucasici. Questo studio approfondisce in modo mirato quanto già emerso da ricerche precedenti, e cioè che l’assunzione totale degli omega-3 a lunga catena EPA e DHA (derivati sia dal consumo di pesce e sia dall’assunzione di integratori) sia in grado di modulare l’associazione tra assetto genetico e variazioni ponderali nel tempo.
Rispetto alle precedenti, che si erano concentrate perlopiù su singole varianti genetiche, questa analisi, invece, ha considerato la predisposizione genetica all’aumento di peso nel suo complesso, in relazione sia all’apporto complessivo di omega-3 a lunga catena e sia al consumo di pesce, analizzando i dati relativi a donne e uomini caucasici adulti coinvolti in tre ampi studi di popolazione: 11.330 donne del Nurses’ Health Study, 6.254 partecipanti del Women’s Health Initiative e 6.773 uomini dello Health Professionals Follow-Up Study.
I dati sono stati raccolti nel corso di monitoraggi ripetuti periodicamente per un lungo periodo di osservazione e i partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi, secondo la frequenza di assunzione sia di pesce (incluso quello in scatola) e sia specificamente di EPA + DHA: meno di una volta alla settimana, 1-4 volte a settimana, 4-6 volte a settimana e 1 o più volte al giorno.
I ricercatori hanno osservato in entrambi i sessi che l’effetto della predisposizione genetica all’aumento di peso negli anni si attenuava all’aumentare dei livelli di consumo di pesce e di omega-3 a lunga catena. Un rapporto positivo che si manteneva anche considerando i possibili fattori confondenti: sedentarietà e abitudine al fumo, consumo di cibi fritti, bevande zuccherate e alcolici.
Questi risultati suggeriscono come lo studio della relazione tra consumo di pesce e di omega-3 e riduzione del peso non possa prescindere dal patrimonio genetico individuale e più in generale sostengono l’opportunità di approfondire le interazioni tra genetica e ambiente, quando si affronta la gestione dei cambiamenti ponderali.

Habitual consumption of long-chain n-3 PUFAs and fish attenuates genetically associated long-term weight gain.

BACKGROUND: A growing amount of data suggests that n-3 (ω-3) polyunsaturated fatty acid (PUFA) intake may modify the genetic association with weight change.
OBJECTIVES: We aimed to prospectively test interactions of habitual consumption of n-3 PUFAs or fish, the major food source, with overall genetic susceptibility on long-term weight change.
DESIGN: Gene-diet interactions were examined in 11,330 women from the Nurses' Health Study (NHS), 6773 men from the Health Professionals Follow-Up Study (HPFS), and 6254 women from the Women's Health Initiative (WHI).
RESULTS: In the NHS and HPFS cohorts, food-sourced long-chain n-3 PUFA intake showed directionally consistent interactions with genetic risk score on long-term changes in BMI (P-interaction = 0.01 in the HPFS, 0.15 in the NHS, and 0.01 in both cohorts combined). Such interactions were successfully replicated in the WHI, an independent cohort (P-interaction = 0.02 in the WHI and 0.01 in the combined 3 cohorts). The genetic associations with changes in BMI (in kg/m2) consistently decreased (0.15, 0.10, 0.07, and -0.14 per 10 BMI-increasing alleles) across the quartiles of long-chain n-3 PUFAs in the combined cohorts. In addition, high fish intake also attenuated the genetic associations with long-term changes in BMI in the HPFS (P-interaction = 0.01), NHS (P-interaction = 0.03), WHI (P-interaction = 0.10), and the combined cohorts (P-interaction = 0.01); and the differences in BMI changes per 10 BMI-increasing alleles were 0.16, 0.06, -0.08, and -0.18, respectively, across the categories (≤1, 1∼4, 4∼6, and ≥7 servings/wk) of total fish intake. Similar interactions on body weight were observed for fish intake (P-interaction = 0.003) and long-chain n-3 PUFA intake (P-interaction = 0.12).
CONCLUSION: Our study provides replicable evidence to show that high intakes of fish and long-chain n-3 PUFAs are associated with an attenuation of the genetic association with long-term weight gain based on results from 3 prospective cohorts of Caucasians.

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