La predisposizione a obesità e sovrappeso è minore nei bambini che assumono latte intero anziché parzialmente scremato

Vanderhout SM, Aglipay M, Torabi N, Jüni P, da Costa BR, Birken CS, O'Connor DL, Thorpe KE, Maguire JL.
Am J Clin Nutr. 2019 Dec 18; [Epub ahead of print]

09-01-2020

Gli effetti della scrematura del latte vaccino sulla salute dei consumatori non sono del tutto chiari. Nonostante la scrematura stessa elimini più o meno completamente la frazione lipidica del latte, ricca di grassi saturi ad azione ipercolesterlemizzante, e riduca il contenuto calorico del latte stesso, gli studi più recenti non hanno infatti osservato alcun beneficio associato al consumo preferenziale di latte scremato rispetto al latte intero, in particolare per quanto concerne il rischio cardiovascolare.
Gli autori di questo lavoro hanno focalizzato la loro attenzione sulla relazione tra consumo di latte a differente contenuto lipidico e peso corporeo, o altri indicatori di sovrappeso ed obesità, effettuando una metanalisi dei risultati di 28 studi osservazionali (20 trasversali e 8 prospettici) che hanno confrontato gli effetti del consumo di latte intero con quello di latte parzialmente scremato o scremato in più 20.000 bambini di 7 Paesi, compresa l’Italia (insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Brasile, Svezia e Nuova Zelanda).
I dati raccolti non evidenziano alcun effetto negativo del consumo di latte intero sul peso o sulla composizione corporea in età pediatrica, mettendo invece in luce una relazione favorevole tra il contenuto di lipidi nel latte regolarmente consumato e la riduzione del rischio di eccesso ponderale nei bambini. La riduzione del rischio di sovrappeso e obesità associata al consumo di latte intero, rispetto a quello di latte a ridotto tenore lipidico, risulta del 25% negli studi prospettici e 40% negli studi trasversali. Dai dati ricavati da un sottogruppo di 7 studi, per un totale di 14.582 bambini di 2-11 anni, emerge inoltre una associazione lineare inversa altamente significativa tra tenore di grasso del latte vaccino assunto quotidianamente e adiposità infantile.
Alla base dell’effetto favorevole del latte intero sul controllo del peso, rispetto al latte scremato, vi sono probabilmente meccanismi differenti: tra cui la maggiore sazietà indotta dal latte con un più elevato tenore lipidico, o i benefici che gli acidi grassi tipici dei prodotti lattiero-caseari eserciterebbero a livello cardiometabolico.
Gli Autori ribadiscono che il dato che emerge dalla metanalisi è di tipo osservazionale e che sono necessari studi clinici prospettici mirati per una conferma definitiva; sottolineano tuttavia che l’assenza di una correlazione sfavorevole tra consumo di latte intero e peso è comune a tutti gli studi considerati, nonostante la grande eterogeneità delle popolazioni in esame: cosa che ne rafforza in modo evidente la credibilità. I risultati di questa metanalisi si contrappongono alla raccomandazione, condivisa da decenni dalle linee guida nutrizionali statunitensi ed europee, a sostituire il latte intero con latte parzialmente scremato a partire dai 2 anni di età per limitare l’apporto di grassi con la dieta e ridurre il rischio di obesità. 

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Whole milk compared with reduced-fat milk and childhood overweight: a systematic review and meta-analysis

BACKGROUND: The majority of children in North America consume cow-milk daily. Children aged >2 y are recommended to consume reduced-fat (0.1-2%) cow-milk to lower the risk of obesity.
OBJECTIVES: To evaluate the relation between cow-milk fat consumption and adiposity in children aged 1-18 y.
METHODS: Embase (Excerpta Medica Database), CINAHL (Cumulative Index to Nursing and Allied Health Literature), MEDLINE, Scopus, and Cochrane Library databases from inception to August 2019 were used. The search included observational and interventional studies of healthy children aged 1-18 y that described the association between cow-milk fat consumption and adiposity. Two reviewers extracted data, using the Newcastle-Ottawa Scale to assess risk of bias. Meta-analysis was conducted using random effects to evaluate the relation between cow-milk fat and risk of overweight or obesity. Adiposity was assessed using BMI z-score (zBMI).
RESULTS: Of 5862 reports identified by the search, 28 met the inclusion criteria: 20 were cross-sectional and 8 were prospective cohort. No clinical trials were identified. In 18 studies, higher cow-milk fat consumption was associated with lower child adiposity, and 10 studies did not identify an association. Meta-analysis included 14 of the 28 studies (n = 20,897) that measured the proportion of children who consumed whole milk compared with reduced-fat milk and direct measures of overweight or obesity. Among children who consumed whole (3.25% fat) compared with reduced-fat (0.1-2%) milk, the OR of overweight or obesity was 0.61 (95% CI: 0.52, 0.72; P < 0.0001), but heterogeneity between studies was high (I2 = 73.8%).
CONCLUSIONS: Observational research suggests that higher cow-milk fat intake is associated with lower childhood adiposity. International guidelines that recommend reduced-fat milk for children might not lower the risk of childhood obesity. Randomized trials are needed to determine which cow-milk fat minimizes risk of excess adiposity.

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