La preferenza per alimenti dal gusto grasso e salato, ma non dolce, è associata ad aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2

Lampuré A, Adriouch S, Castetbon K, Deglaire A, Schlich P, Péneau S, Fezeu L, Hercberg S, Méjean C.
Eur J Nutr. 2019 Feb 5. [Epub ahead of print]

22-02-2019

La preferenza per gli alimenti che soddisfano contemporaneamente il gusto grasso e il gusto salato potrebbe portare ad un’alimentazione scorretta e quindi ad un BMI eccessivo: con la conseguenza, secondo i dati dello studio francese NutriNet Santé, che tra chi apprezza particolarmente la combinazione di questi gusti cresce il rischio di ipertensione, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Lo studio NutriNet Santé, che nel 2009 ha coinvolto su base volontaria 65.683 francesi, ha analizzato, in questa analisi il possibile rapporto tra preferenza per un determinato gusto e rischio di malattie croniche, cardiovascolari e metaboliche. L’indagine ha registrato all’arruolamento le preferenze di ciascuno per il gusto salato, per il dolce (differenziando tra alimenti naturalmente dolci come la frutta disidratata o il miele, alimenti dolcificati come il caffè o lo yogurt e alimenti già dolci), per il gusto grasso e salato (inteso come aggiunta di sale e grassi, o come alimenti già grassi e salati), infine per il gusto grasso e dolce (inteso come aggiunta di sale e zuccheri, o come alimenti già grassi e zuccherini). Questi dati sono stati quindi correlati con la salute cardiometabolica e con gli eventi cardiovascolari osservati durante il follow-up.
È emerso che la preferenza per i gusti grasso e salato combinati si associava nel tempo a un significativo aumento del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche. Questa preferenza era associata anche a una dieta complessivamente meno corretta (povera di nutrienti e ricca di calorie) e a un BMI eccessivo, fattori che in analisi multivariata spiegavano larga parte dell’aumento del rischio.
La preferenza per il gusto salato e per la combinazione di grasso e dolce si è invece associata a un modesto aumento del rischio di diabete di tipo 2, mentre alla preferenza per il solo gusto dolce è risultata associata addirittura una riduzione dello stesso rischio di diabete: forse per la presenza importante, nella dieta di queste persone, di alimenti come la frutta, la verdura e i cereali integrali.
Gli Autori nelle conclusioni ricordano che la preferenza per un determinato gusto è innata, ma non immodificabile; tuttavia, i risultati migliori si ottengono iniziando già nell’infanzia, con un’azione paziente di presentazione ripetuta degli alimenti con caratteristiche positive (sapidità contenuta, dolcezza naturale, ridotto contenuto di grassi saturi) senza scoraggiarsi davanti a prevedibili rifiuti iniziali.

Glossario

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

Relationship between sensory liking for fat, sweet or salt and cardiometabolic diseases: mediating effects of diet and weight status.

PURPOSE: Previous works have been suggested that individual sensory liking is a predictor of dietary intake and weight status and may consequently influence development of cardiometabolic diseases (CMDs). We investigated the association between sensory liking for fat-and-salt, fat-and-sweet, sweet or salt and the onset of hypertension, diabetes and cardiovascular diseases (CVDs) over 6 years in adults, and the mediating effects of dietary intake and body mass index (BMI).
METHODS: We examined the CMDs risk among 41,332 (for CVD and diabetes) and 37,936 (for hypertension) French adults (NutriNet-Santé cohort). Liking scores, individual characteristics, diet and anthropometry were assessed at baseline using questionnaires. Health events were collected during 6 years. Associations between sensory liking and CMDs risk, and the mediating effect of diet and BMI, were assessed using Cox proportional hazards models.
RESULTS: Sensory liking for fat-and-salt was associated with an increased risk of diabetes, hypertension and CVD [hazard ratios (HR) for 1-point increment of the sensory score: HR 1.30 (95% CI 1.18, 1.43), HR 1.08 (1.04, 1.13) and HR 1.10 (1.02, 1.19), respectively]. BMI and dietary intake both explained 93%, 98% and 70%, of the overall variation of liking for fat-and-salt liking in diabetes, hypertension and CVD, respectively. Liking for fat-and-sweet and liking for salt were also associated with an increased risk of diabetes [HR 1.09 (1.01, 1.17) and HR 1.09 (1.01, 1.18), respectively], whereas liking for sweet was associated with a decreased risk [HR 0.76 (0.69, 0.84)].
CONCLUSIONS: Higher liking for fat-and-salt is significantly associated with CMDs risk, largely explained by dietary intake and BMI. Our findings may help to guide effective targeted measures in prevention.

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