L’assunzione di alte dosi di sucralosio per una settimana, da parte di volontari sani, non modifica la risposta glicemica o insulinemica, né la composizione del microbiota intestinale

Thomson P, Santibañez R, Aguirre C, Galgani JE, Garrido D.
Br J Nutr. 2019 Oct 28;122(8):856-862

22-11-2019

Il sucralosio è un derivato acalorico del saccarosio, con un potere dolcificante 600 volte superiore. Molto stabile alle variazioni di temperatura, altamente solubile e poco costoso, è uno dei principali sostituti dello zucchero in cibi e bevande. La dose quotidiana di sucralosio ritenuta priva di rischi, anche in consumo cronico (ADI, acceptable daily intake) è di 15 mg per chilo di peso corporeo (per un uomo di 70 chili, poco più di 1 grammo): ma si è calcolato che il consumo medio di sucralosio nella popolazione generale non supera il 15% della ADI, quindi 2,25 mg per chilo di peso.
La sicurezza d‘uso del sucralosio, così come quella di tutti i dolcificanti, è comunque oggetto di continua revisione. Nel caso specifico, alcuni autori hanno ipotizzato che l’assunzione regolare di sucralosio con cibi e bevande possa alterare la composizione del microbiota intestinale, con ricadute negative sul controllo ponderale e sul metabolismo degli zuccheri ed aumento del rischio di diabete di tipo 2.
Questo studio, condotto su volontari sani tra i 18 e i 50 anni, ha confrontato gli effetti dell’assunzione, per 7 giorni, di tre capsule contenenti sucralosio (780 mg/die in totale, pari in media a circa 10 mg/Kg/die: e quindi al di sotto del valore dell’ADI, ma nettamente oltre i livelli di consumo spontaneo medio nella popolazione), oppure placebo (tre capsule contenenti soltanto carbonato di calcio). In entrambi i gruppi erano presenti soggetti sia normopeso (BMI 20-25 kg/m2) e sia sovrappeso o obesi (BMI 26-30 kg/m2), con glicemia nella norma.
Al termine dello studio, nessuno dei partecipanti aveva subito evidenti modificazioni del peso. Anche il confronto della glicemia a digiuno o della risposta insulinemica dopo carico di glucosio non ha fatto rilevare differenze di rilievo tra chi aveva assunto sucralosio e chi aveva assunto invece il placebo.
L’esame della composizione del microbiota intestinale, effettuata in tutti i soggetti prima dello studio, aveva rilevato la prevalenza di batteri Firmicutes e Bacteroidetes, con una relativa maggiore presenza di Firmicutes nei soggetti sovrappeso/obesi, rispetto ai normopeso. Anche questo quadro non si è modificato durante il periodo di studio.
La conclusione è risultata chiara: in soggetti sani, l’assunzione di sucralosio a dosi relativamente elevate (circa 2/3 dell’ADI) per 7 giorni, confrontata con un placebo, non influisce negativamente sul controllo della glicemia a digiuno o dopo carico di glucosio. Anche la composizione del microbiota intestinale non subisce modifiche dopo il trattamento, rispetto alla situazione di base.
L’uso del sucralosio, nel breve periodo, non sembra quindi influenzare i parametri esaminati in questo studio, e quindi il rischio di sviluppare, nel tempo, la malattia diabetica. 

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

Short-term impact of sucralose consumption on the metabolic response and gut microbiome of healthy adults

Sucralose is an artificial non-nutritive sweetener used in foods aimed to reduce sugar and energy intake. While thought to be inert, the impact of sucralose on metabolic control has shown to be the opposite. The gut microbiome has emerged as a factor shaping metabolic responses after sweetener consumption.
We examined the short-term effect of sucralose consumption on glucose homeostasis and gut microbiome of healthy male volunteers. We performed a randomised, double-blind study in thirty-four subjects divided into two groups, one that was administered sucralose capsules (780 mg/d for 7 d; n 17) and a control group receiving placebo (n 17). Before and after the intervention, glycaemic and insulinaemic responses were assessed with a standard oral glucose load (75 g). Insulin resistance was determined using homeostasis model assessment of insulin resistance and Matsuda indexes. The gut microbiome was evaluated before and after the intervention by 16S rRNA sequencing.
During the study, body weight remained constant in both groups. Glycaemic control and insulin resistance were not affected during the 7-d period. At the phylum level, gut microbiome was not modified in any group. We classified subjects according to their change in insulinaemia after the intervention, to compare the microbiome of responders and non-responders.
Independent of consuming sucralose or placebo, individuals with a higher insulinaemic response after the intervention had lower Bacteroidetes and higher Firmicutes abundances.
In conclusion, consumption of high doses of sucralose for 7 d does not alter glycaemic control, insulin resistance, or gut microbiome in healthy individuals. However, it highlights the need to address individual responses to sucralose.

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