L’assunzione di flavonoidi da tè e mele con la dieta si associa a un minor rischio di mortalità totale nell’anziano

Bondonno NP, Lewis JR, Blekkenhorst LC, Bondonno CP, Shin JH, Croft KD, Woodman RJ, Wong G, Lim WH8, Gopinath B, Flood VM, Russell J, Mitchell P, Hodgson JM.
Clin Nutr. 2019 Jan 17. pii: S0261-5614(19)30006-8. [Epub ahead of print]

22-02-2019

Lo studio di popolazione Blue Mountains Eye Study, condotto su una popolazione australiana adulta e anziana (di età 64,7 ± 9,2 anni all’arruolamento), seguita per 14 anni, ha esaminato la relazione tra l’assunzione di flavonoidi con gli alimenti e il rischio di mortalità per tutte le cause. Il consumo alimentare di alimenti ricchi di questi composti si è dimostrato associato ad una riduzione significativa della mortalità totale; l’effetto più marcato si è osservato per apporti moderati di flavonoidi (-30% nel terzile di apporto intermedio, rispetto al terzile di minore apporto) e in presenza di almeno uno dei principali fattori di rischio di mortalità precoce: abitudine al fumo, alcol-dipendenza, obesità, sedentarietà.
È stato valutato anche l’effetto differenziale delle sottoclassi di flavonoidi maggiormente assunte con gli alimenti, vale a dire i flavan-3-oli e le proantocianidine, rispettivamente associate al consumo di tè (tradizionale in Australia, come retaggio della cultura britannica d’origine) e di mele. Tra i soggetti con elevati livelli di assunzione di queste due classi di flavonoidi, che presentavano uno dei già citati fattori di rischio di mortalità precoce, è stato registrato un rischio di mortalità per tutte le cause significativamente ridotto L’effetto protettivo, anche in questo caso, si manifestava già in corrispondenza del terzile intermedio di consumo, e non aumentava nel terzile di maggiore apporto dietetico. Nei soggetti senza fattori di rischio di mortalità precoce, invece, soltanto l’apporto di antocianidine, presenti nel vino rosso, ma anche nelle mele e nelle pere, risultava associato alla riduzione del rischio di mortalità totale.

Association of flavonoids and flavonoid-rich foods with all-cause mortality: The Blue Mountains Eye Study.

BACKGROUND: Higher intakes of flavonoids provide health benefits, however, the importance of each flavonoid class and which population groups may receive the greatest protection from higher flavonoid intake warrants further investigation.
OBJECTIVE: To explore the associations of flavonoid and flavonoid-rich wholefood intakes with all-cause mortality and the moderating effects of early mortality risk factors.
DESIGN: The study included 2349 participants of The Blue Mountains Eye Study, with a mean ± SD age at baseline of 64.7 ± 9.2 years. Flavonoid intake was calculated from baseline food frequency questionnaires using US Department of Agriculture food composition databases. Associations were examined using adjusted Cox proportional hazards models.
RESULTS: After 14 years of follow-up, 677 participants died. There was a flavonoid threshold effect with the greatest risk reduction seen between low and moderate intakes of total flavonoids, flavonoid classes and flavonoid-rich foods. Amongst the whole cohort, participants in the highest tertile of anthocyanidin intake had a significantly lower risk of all-cause mortality [multivariable adjusted HR (95%CI): 0.76 (0.61, 0.94)] when compared to those in the lowest tertile. Amongst participants with at least one early mortality risk factor (smoking, high alcohol consumption, no regular exercise or obesity), risk of all-cause mortality was lower in those in the highest intake tertile for total flavonoids [adjusted HR: 0.77 (0.59, 1.00)], flavan-3-ols [0.75 (0.58, 0.98)], anthocyanidins [0.70 (0.54, 0.92)], and proanthocyanidins [0.69 (0.52, 0.92)], compared to those in the lowest tertile. No similar associations were observed among those without any risk factors. Similarly, consumption of apples, tea and the individual flavonoid compounds, quercetin and epicatechin, were associated with a lower risk of all-cause mortality among participants with at least one risk factor, but not amongst other participants.
CONCLUSION: Moderate to high intakes of flavonoids and certain flavonoid subclasses may provide health benefits, particularly for individuals with at least one early mortality risk factor.

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