Un nuovo studio mette in discussione il rapporto tra eccessiva assunzione di uova e di colesterolo e rischio cardiovascolare e di mortalità per tutte le cause

Zhong VW, Van Horn L, Cornelis MC, Wilkins JT, Ning H, Carnethon MR, Greenland P, Mentz RJ, Tucker KL, Zhao L, Norwood AF, Lloyd-Jones DM, Allen NB.
JAMA. 2019 Mar 19;321(11):1081-1095.

22-03-2019

L’analisi dei dati relativi alle abitudini alimentari di 29.615 statunitensi adulti, seguiti per circa 18 anni, ripropone l’associazione diretta (negata invece in molti studi e metanalisi recenti) tra eccesso di colesterolo alimentare e aumento del rischio di malattie cardiovascolari, oltre che di mortalità per tutte le cause.
La valutazione è stata condotta considerando sia l’assunzione totale di colesterolo (quindi valutando il complesso della dieta) e sia scorporando la sola assunzione di uova che, com’è noto, hanno un ruolo prevalente nell’alimentazione statunitense. I risultati segnalano un aumento del 17% degli eventi cardiovascolari e del 18% della mortalità per un incremento (rispetto ai 300 mg circa rilevati nella popolazione generale) dell’apporto alimentare giornaliero di colesterolo di 300 mg, equivalente alla quantità contenuta in un tuorlo d’uovo. L’effetto sfavorevole associato al consumo di uova scompare dopo aver tenuto conto del loro contenuto in colesterolo: lo studio non supporta quindi l’ipotesi di un danno cardiovascolare attribuibile ad altri composti contenuti nel tuorlo d’uovo, come la colina (che per intervento del microbiota intestinale può essere metabolizzata a TMA e quindi a livello epatico a TMAO, un composto aterogeno).
Le conclusioni di questo studio hanno però sollevato qualche perplessità, soprattutto per la disomogeneità dei due gruppi di popolazione allo studio. La maggior parte dei forti consumatori di uova (2 o più al giorno) dichiarava anche un maggiore apporto calorico complessivo oltre che un’elevata assunzione di carni fresche e trasformate; inoltre, la maggior parte di loro era di sesso maschile, forte fumatore e afroamericano: fattori che, com’è noto, sono di per sé considerati di rischio cardiovascolare, e che possono essere specifici della popolazione statunitense, non trasferibili alla popolazione europea o italiana. Infine, è noto che l’assunzione di colesterolo alimentare non si traduce in tutti i soggetti in un aumento rilevante della colesterolemia: l’assetto genetico individuale (ed in particolare lo status di assorbitore o sintetizzatore di colesterolo) infatti, condiziona l’ampiezza di tale risposta.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Associations of Dietary Cholesterol or Egg Consumption With Incident Cardiovascular Disease and Mortality.

IMPORTANCE: Cholesterol is a common nutrient in the human diet and eggs are a major source of dietary cholesterol. Whether dietary cholesterol or egg consumption is associated with cardiovascular disease (CVD) and mortality remains controversial.
OBJECTIVE: To determine the associations of dietary cholesterol or egg consumption with incident CVD and all-cause mortality.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: Individual participant data were pooled from 6 prospective US cohorts using data collected between March 25, 1985, and August 31, 2016. Self-reported diet data were harmonized using a standardized protocol.
EXPOSURES: Dietary cholesterol (mg/day) or egg consumption (number/day).
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: Hazard ratio (HR) and absolute risk difference (ARD) over the entire follow-up for incident CVD (composite of fatal and nonfatal coronary heart disease, stroke, heart failure, and other CVD deaths) and all-cause mortality, adjusting for demographic, socioeconomic, and behavioral factors.
RESULTS: This analysis included 29 615 participants (mean [SD] age, 51.6 [13.5] years at baseline) of whom 13 299 (44.9%) were men and 9204 (31.1%) were black. During a median follow-up of 17.5 years (interquartile range, 13.0-21.7; maximum, 31.3), there were 5400 incident CVD events and 6132 all-cause deaths. The associations of dietary cholesterol or egg consumption with incident CVD and all-cause mortality were monotonic (all P values for nonlinear terms, .19-.83). Each additional 300 mg of dietary cholesterol consumed per day was significantly associated with higher risk of incident CVD (adjusted HR, 1.17 [95% CI, 1.09-1.26]; adjusted ARD, 3.24% [95% CI, 1.39%-5.08%]) and all-cause mortality (adjusted HR, 1.18 [95% CI, 1.10-1.26]; adjusted ARD, 4.43% [95% CI, 2.51%-6.36%]). Each additional half an egg consumed per day was significantly associated with higher risk of incident CVD (adjusted HR, 1.06 [95% CI, 1.03-1.10]; adjusted ARD, 1.11% [95% CI, 0.32%-1.89%]) and all-cause mortality (adjusted HR, 1.08 [95% CI, 1.04-1.11]; adjusted ARD, 1.93% [95% CI, 1.10%-2.76%]). The associations between egg consumption and incident CVD (adjusted HR, 0.99 [95% CI, 0.93-1.05]; adjusted ARD, -0.47% [95% CI, -1.83% to 0.88%]) and all-cause mortality (adjusted HR, 1.03 [95% CI, 0.97-1.09]; adjusted ARD, 0.71% [95% CI, -0.85% to 2.28%]) were no longer significant after adjusting for dietary cholesterol consumption.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: Among US adults, higher consumption of dietary cholesterol or eggs was significantly associated with higher risk of incident CVD and all-cause mortality in a dose-response manner. These results should be considered in the development of dietary guidelines and updates.

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