L’efficacia di una dieta mirata al calo ponderale migliora se la suddivisione dell’apporto energetico ai pasti viene adeguata al cronotipo individuale

Galindo Muñoz JS, Gómez Gallego M, Díaz Soler I, Barberá Ortega MC, Martínez Cáceres CM, Hernández Morante JJ.
Clin Nut 2019 May 21; [Epub ahead of print]

20-06-2019

Per la prima volta, una ricerca ha confrontato, in persone sovrappeso o obese, gli effetti dell’assunzione di una dieta ipocalorica per tre mesi, nella quale la distribuzione di energia e nutrienti era adattata al ritmo fisiologico circadiano (cronotipo) individuale.
Duecentonove uomini e donne sovrappeso/obesi, di età compresa tra 18 e 65 anni, sono stati suddivisi in tre gruppi: il primo di controllo, il secondo che comprendeva i soggetti con un cronotipo mattiniero e il terzo che riuniva i soggetti con un cronotipo serale. Il cronotipo era definito utilizzando un breve questionario standardizzato.
In base al gruppo di appartenenza, i soggetti sono stati sottoposti a regimi dietetici a ridotto apporto energetico, differenti per quanto riguarda la suddivisione della quota calorica giornaliera nei 5 pasti.
Per il gruppo di controllo era previsto il consumo del 20% di energia durante la prima colazione, il 10% a metà mattina, il 35% delle calorie totali a pranzo, il 10% a merenda e il restante 25% a cena.
Nel gruppo a cronotipo mattutino, l’assunzione delle calorie era prevalentemente concentrata tra la sveglia e il pranzo: il 30% a colazione, il 10% come spuntino, il 35% a pranzo, il 5% a merenda e il 20% a cena. Nel gruppo a cronotipo serale, invece, la colazione forniva il 20% delle calorie totali, lo spuntino era limitato al 5%, mentre dal pranzo (35%) in poi l’apporto calorico aumentava, con il 10% della merenda e il 30% della cena.
A tutti era suggerito un programma settimanale di esercizio aerobico moderato: 30 minuti al giorno per 5 giorni a settimana. L’obbiettivo della dieta era una perdita ponderale di 0,5-1 kg a settimana.
Al termine delle 12 settimane di studio, si è osservato che l’adattamento della distribuzione calorica al cronotipo individuale migliorava moderatamente l’efficacia della dieta ipocalorica, aumentando il calo ponderale in termini sia assoluti (1 kg) e sia percentuali (1,4%). Migliori risultati si sono ottenuti anche a livello del girovita, con una perdita media di 9,2 cm nei due gruppi “crono”, rispetto agli 8,1 cm nel gruppo di controllo e della riduzione di massa grassa (-1,6 kg in media nei controlli, a fronte di -2,0 kg in media nei gruppi “crono”).
Dopo 12 mesi, la tendenza ad osservare risultati migliori nei gruppi “crono” era stata mantenuta, anche se con risultati meno evidenti rispetto a quanto rilevato subito dopo le 12 settimane di intervento.

Effect of a chronotype-adjusted diet on weight loss effectiveness: A randomized clinical trial

BACKGROUND & AIMS: The alteration of normal biological rhythms, also known as chronodisruption, may be associated with obesity development. For instance, those subject with preference for vespertinity seem to be prone to develop obesity. However, the current hypocaloric dietary treatment of obesity does not take into account these aspects. Therefore, the objective of this trial was to evaluate whether a diet adjusted to patient's chronotype is more effective that the current dietary recommendations.
METHODS: 209 subjects take part on a 3 month randomized, double-blind trial. 104 subjects followed a typical hypocaloric dietary treatment and the other 105 subjects undergone a diet with a daily caloric distribution adjusted to their chronotype. There were no sex or age differences between groups.
RESULTS: Baseline characteristics were similar in both groups. Dropout rate was also similar in both interventions (p=0.683). Although both groups improved their anthropometrical parameters, the chronotype-adjusted diet group achieved a statistically significant greater reduction in percentage of total body weight loss (%TWL), BMI and waist circumference than the control group (p < 0.010 in all contrasts). The effect on clinical parameters was less pronounced.
CONCLUSIONS: This randomized trial has demonstrated for the first time that in overweight/obese subjects, a chronotype-adjusted diet is more effective than the traditional hypocaloric dietary treatment, at least regarding the anthropometrical parameters. Further research will confirm if this intervention is also more effective in the long term.

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