Lo studio dell’associazione tra consumo di cioccolato e riduzione del rischio di malattia coronarica e ictus necessita di studi che distinguano il tipo di cioccolato assunto

Morze J, Schwedhelm C, Bencic A, Hoffmann G, Boeing H, Przybylowicz K, Schwingshackl L.
Eur J Nutr. 2019 Feb 25. [Epub ahead of print]

08-03-2019

Il contenuto di polifenoli del cacao non lavorato è superiore a quello presente in altri alimenti, come il vino rosso, le mele o il tè. Ai flavanoli (una delle famiglie di polifenoli contenuti nel cacao) si attribuiscono in particolare effetti antiossidanti, antinfiammatori e di miglioramento delle funzioni endoteliali, grazie a una maggiore biodisponibilità dell’ossido nitrico. Inoltre, il cacao contiene teobromina, che amplificherebbe l’effetto antipertensivo e di incremento del colesterolo HDL indotto dai polifenoli. Numerosi studi osservazionali di piccole dimensioni hanno in effetti messo in luce un effetto protettivo del consumo di cioccolato, compatibile con questi meccanismi, su alcune patologie cardiovascolari.
Questa revisione sistematica di 27 studi che hanno valutato la relazione tra consumo regolare di cioccolato e salute, conferma l’esistenza di alcune associazioni statistiche protettive nei confronti del rischio di malattia coronarica e di ictus. L’effetto protettivo si mette in luce per livelli di assunzione di cioccolato limitati, a partire dai 10 g/die, con riduzioni del rischio del 7-8%. Analogo l’effetto sul rischio di diabete (-8% per un consumo di 10 g/die di cioccolato) che si attenua però fino a scomparire per dosi più elevate.
Gli Autori tengono tuttavia a sottolineare che gran parte di questi studi è di modesta qualità, e non distingue, per esempio, tra cioccolato amaro (a maggior contenuto di polifenoli del cacao) e cioccolato al latte e neppure tra cioccolato e dolciumi contenenti cioccolato. Per questo evidenziano la necessità di condurre studi prospettici meglio disegnati, in cui i risultati siano chiaramente attribuibili a un tipo ben caratterizzato di alimento a base di cacao.

Glossario

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

Chocolate and risk of chronic disease: a systematic review and dose-response meta-analysis.

PURPOSE: Evidence for the association between chocolate intake and risk of chronic diseases is inconclusive. Therefore, we aimed to synthesize and evaluate the credibility of evidence on the dose-response association between chocolate consumption with risk of all-cause mortality, coronary heart disease (CHD), stroke, heart failure (HF), type 2 diabetes (T2D), colorectal cancer (CRC), and hypertension.
METHODS: Prospective studies were searched until July 2018 in PubMed, Embase, and Web of Science. Random-effects meta-analyses comparing highest versus lowest intake categories, linear, and non-linear dose-response analyses were conducted. The credibility of evidence was evaluated with the NutriGrade scoring-system.
RESULTS: Overall, 27 investigations were identified (n = 2 for all-cause mortality, n = 9 for CHD, n = 8 for stroke, n = 6 for HF, n = 6 for T2D, n = 2 for hypertension and CRC, respectively). No associations with HF (RR 0.99, 95% CI 0.94, 1.04) and T2D (RR 0.94, 95% CI 0.88, 1.01) per each 10 g/day increase in chocolate intake were observed in the linear dose-response meta-analyses. However, a small inverse association for each 10 g/daily increase could be shown for the risk of CHD (RR 0.96, 95% CI 0.93, 0.99), and stroke (RR 0.90, 95% CI 0.82, 0.98). The credibility of evidence was rated either very low (all-cause mortality, HF, T2D, CRC or hypertension) or low (CHD, stroke).
CONCLUSION: Chocolate consumption is not related to risk for several chronic diseases, but could have a small inverse association with CHD and stroke. Our findings are limited by very low or low credibility of evidence, highlighting important uncertainty for chocolate-disease associations.

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