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L’origine, animale o vegetale, delle proteine non influisce sull'effetto di una dieta mirata al calo ponderale

18-09-2015

Hill AM, Harris Jackson KA, Roussell MA, West SG, Kris-Etherton PM.
Am J Clin Nutr. 2015 Sep 9. pii: ajcn104026. [Epub ahead of print]

Una dieta in cui la quota proteica sia superiore a quella raccomandata (cioè oltre il 15% del totale delle calorie quotidiane) è in genere finalizzata alla perdita ponderale. L’impatto sul risultato finale della fonte di proteine utilizzata, vale a dire alimenti di origine animale (carne magra e latticini) o vegetale (legumi con la prevalenza della soia, semi, cereali integrali, frutta secca a guscio) è ancora oggetto di ricerche. In questo studio, soggetti ad alto rischio cardiovascolare e metabolico, per la presenza di dislipidemia grave, ipertensione e obesità (sindrome metabolica), ma senza segni e sintomi di malattie cardiovascolari o diabete, sono stati divisi in tre gruppi sottoposti a diversi regimi dietetici isocalorici (circa 2100 calorie/dì): una dieta tipo DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension, mirata al controllo della pressione arteriosa) ricca in proteine di origine vegetale (18%, cioè 99,7 g/die di proteine), una DASH in cui la fonte proteica prevalente era animale (da carni magre) (18,4%, cioè 102,6 g/die di proteine) e una terza dieta al 27% di proteine, per due terzi di origine animale. Dopo 5 settimane, le tre diete sono state modificate, riducendone l’introito calorico (-500 calorie) con l’aggiunta di esercizio fisico costante, e mantenute per 6 settimane. Questo regime ha portato tutti i partecipanti a una perdita ponderale del 5% circa, indipendentemente dalla fonte alimentare delle proteine utilizzate nei tre regimi dietetici. Anche gli altri parametri correlati alla sindrome metabolica sono stati riequilibrati in modo simile, quindi indipendentemente dalla fonte proteica. Questi dati confermano innanzitutto l’efficacia del calo ponderale, ottenuto grazie all’associazione di dieta e attività fisica, nel controllo della sindrome metabolica. Inoltre suggeriscono l’assenza di differenze rilevanti in termini di perdita di peso sia tra le diverse fonti proteiche e sia tra diete normo e iperproteiche.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Sindrome metabolica

    La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

Type and amount of dietary protein in the treatment of metabolic syndrome: a randomized controlled trial.

BACKGROUND: Food-based dietary patterns emphasizing plant protein that were evaluated in the Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH) and OmniHeart trials are recommended for the treatment of metabolic syndrome (MetS). However, the contribution of plant protein to total protein in these diets is proportionally less than that of animal protein.
OBJECTIVE: This study compared 3 diets varying in type (animal vs. plant) and amount of protein on MetS criteria.
DESIGN: Sixty-two overweight adults with MetS consumed a healthy American diet for 2 wk before being randomly allocated to either a modified DASH diet rich in plant protein (18% protein, two-thirds plant sources, n = 9 males, 12 females), a modified DASH diet rich in animal protein (Beef in an Optimal Lean Diet: 18.4% protein, two-thirds animal sources, n = 9 males, 11 females), or a moderate-protein diet (Beef in an Optimal Lean Diet Plus Protein: 27% protein, two-thirds animal sources, n = 10 males, 11 females). Diets were compared across 3 phases of energy balance: 5 wk of controlled (all foods provided) weight maintenance (WM), 6 wk of controlled weight loss (minimum 500-kcal/d deficit) including exercise (WL), and 12 wk of prescribed, free-living weight loss (FL). The primary endpoint was change in MetS criteria.
RESULTS: All groups achieved ∼ 5% weight loss at the end of the WL phase and maintained it through FL, with no between-diet differences (WM vs. WL, FL, P < 0.0001; between diets, P = NS). All MetS criteria decreased independent of diet composition (main effect of phase, P < 0.01; between diets, P = NS). After WM, all groups had a MetS prevalence of 80-90% (HAD vs. WM, P = NS), which decreased to 50-60% after WL and was maintained through FL (HAD, WM vs WL, FL, P < 0.01).
CONCLUSIONS: Weight loss was the primary modifier of MetS resolution in our study population regardless of protein source or amount. Our findings demonstrate that heart-healthy weight loss dietary patterns that emphasize either animal or plant protein improve MetS criteria similarly.

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