Minor rischio di cardiopatia ischemica tra i consumatori di solo pesce e tra i vegetariani e vegani, tra i quali risulta invece aumentato il rischio di ictus

Tong TYN, Appleby PN, Bradbury KE, Perez-Cornago A, Travis RC, Clarke R, Key TJ.
BMJ 2019 Sep 4;366:l4897

20-09-2019

Lo studio EPIC-Oxford ha seguito per circa 18 anni 48.188 uomini e donne, tra i 20 e i 59 anni al momento dell’inclusione, suddividendoli tra consumatori di carne (oltre a pesce, latte e latticini e uova), consumatori di pesce ma non di carne e vegetariani (consumatori occasionali di latticini e uova, ma mai di carne o pesce) e vegani (che escludono dalla dieta carne, pesce, latte e latticini e uova).
L’associazione tra queste differenti abitudini alimentari e il rischio di malattie cardio e cerebrovascolari è stata esaminata tenendo conto anche del possibile effetto di altre variabili, come il rapporto tra peso e altezza (indice di massa corporea o BMI), l’attività fisica praticata, la condizione socioeconomica, l’abitudine al fumo e al consumo di alcol.
L’analisi dei dati raccolti ha messo in luce una riduzione del rischio di malattia ischemica cardiaca tra i consumatori di pesce pari al 13% rispetto al gruppo che dichiarava invece di consumare anche carne; la diminuzione raggiungeva il 22% tra i vegetariani (compresi i vegani).
Per quanto riguarda il rischio di ictus, il quadro si presenta invece diverso: tra i vegetariani e i vegani aumentava infatti significativamente il rischio di ictus totale ed emorragico rispetto ai consumatori di carne; questo aumento non si metteva invece in luce nel gruppo dei consumatori di pesce.
Gli eventi cerebrovascolari “attribuibili” alla dieta vegetariana e vegana sarebbero comunque pari a circa un terzo di quelli coronarici “evitati” dalla dieta stessa: 3 e 10, rispettivamente, per 1000 soggetti seguiti per 10 anni.
Secondo gli Autori dello studio, concorrerebbero alla riduzione del rischio coronarico tra vegetariani e vegani i benefici riconosciuti di un’alimentazione ad alto apporto di fibre, vitamine, minerali, polifenoli, acidi grassi polinsaturi del pesce; la protezione sarebbe tuttavia almeno in parte attribuibile anche alle caratteristiche complessive di questi soggetti, tra i quali il BMI è in genere inferiore rispetto ai consumatori di carne, così come i valori della pressione arteriosa e della colesterolemia totale, nonché la prevalenza di diabete: la riduzione del rischio coronarico si attenuava infatti quando, nel modello statistico, si teneva conto anche di questi parametri.
Per spiegare invece la maggiore incidenza di ictus totali ed emorragici tra vegetariani e vegani, i ricercatori sottolineano che in queste persone è evidente una riduzione dei livelli circolanti di alcuni nutrienti, come la vitamina B12, la vitamina D, di alcuni aminoacidi essenziali, degli acidi grassi polinsaturi omega-3: tutti fattori che contribuirebbero a determinare questa associazione non favorevole.
Gli Autori concludono suggerendo la conduzione di studi di pari ampiezza, ma che includano un maggior numero di non consumatori di carne e che possano analizzare separatamente il rapporto tra livelli di assunzione di ogni gruppo alimentare (distinguendo tra carne, pesce, latte e latticini, uova) e ricadute sulla salute (positive o negative).

Glossario

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Risks of ischaemic heart disease and stroke in meat eaters, fish eaters, and vegetarians over 18 years of follow-up: results from the prospective EPIC-Oxford study.

OBJECTIVE: To examine the associations of vegetarianism with risks of ischaemic heart disease and stroke.
DESIGN: Prospective cohort study.
SETTING: The EPIC-Oxford study, a cohort in the United Kingdom with a large proportion of non-meat eaters, recruited across the country between 1993 and 2001.
PARTICIPANTS: 48 188 participants with no history of ischaemic heart disease, stroke, or angina (or cardiovascular disease) were classified into three distinct diet groups: meat eaters (participants who consumed meat, regardless of whether they consumed fish, dairy, or eggs; n=24 428), fish eaters (consumed fish but no meat; n=7506), and vegetarians including vegans (n=16 254), based on dietary information collected at baseline, and subsequently around 2010 (n=28 364).
MAIN OUTCOME MEASURES: Incident cases of ischaemic heart disease and stroke (including ischaemic and haemorrhagic types) identified through record linkage until 2016.
RESULTS: Over 18.1 years of follow-up, 2820 cases of ischaemic heart disease and 1072 cases of total stroke (519 ischaemic stroke and 300 haemorrhagic stroke) were recorded. After adjusting for sociodemographic and lifestyle confounders, fish eaters and vegetarians had 13% (hazard ratio 0.87, 95% confidence interval 0.77 to 0.99) and 22% (0.78, 0.70 to 0.87) lower rates of ischaemic heart disease than meat eaters, respectively (P<0.001 for heterogeneity). This difference was equivalent to 10 fewer cases of ischaemic heart disease (95% confidence interval 6.7 to 13.1 fewer) in vegetarians than in meat eaters per 1000 population over 10 years. The associations for ischaemic heart disease were partly attenuated after adjustment for self-reported high blood cholesterol, high blood pressure, diabetes, and body mass index (hazard ratio 0.90, 95% confidence interval 0.81 to 1.00 in vegetarians with all adjustments). By contrast, vegetarians had 20% higher rates of total stroke (hazard ratio 1.20, 95% confidence interval 1.02 to 1.40) than meat eaters, equivalent to three more cases of total stroke (95% confidence interval 0.8 to 5.4 more) per 1000 population over 10 years, mostly due to a higher rate of haemorrhagic stroke. The associations for stroke did not attenuate after further adjustment of disease risk factors.
CONCLUSIONS: In this prospective cohort in the UK, fish eaters and vegetarians had lower rates of ischaemic heart disease than meat eaters, although vegetarians had higher rates of haemorrhagic and total stroke.

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