Nessuna relazione tra livelli di assunzione di latte, fermentato e non, formaggi e burro e rischio di tumori, con l’eccezione nota del carcinoma prostatico

Nilsson LM, Winkvist A, Esberg A, Jansson JH, Wennberg P, Van Guelpen B, Johansson I.
Nutr Cancer. 2019 Jul 12:1-12. [Epub ahead of print]

05-09-2019

Il rapporto tra consumo di latte e derivati e rischio oncologico è da tempo al centro di un acceso dibattito. Questo studio è stato condotto in Svezia, dove vengono consumate quotidianamente quantità significative di latte e derivati; in questo Paese l’intolleranza al lattosio interessa soltanto il 10% della popolazione, che risulta quindi un campione ideale per valutare, nel tempo, l’impatto dell’assunzione regolare di prodotti lattiero caseari sul rischio oncologico.
A essere seguiti per una media di 19,9 anni sono stati 101.235 uomini e donne che sono stati coinvolti nella ricerca tra i 40 e i 60 anni, e di cui sono stati analizzati lo stile di vita e le abitudini alimentari in rapporto con lo stato di salute e, nello specifico, con lo sviluppo di tumori.
Innanzitutto, il burro e il latte non fermentato sono risultati essere i prodotti della categoria più consumati (rispettivamente 33% e 30% dei lattiero-caseari quotidiani), seguiti dai formaggi (23% del totale) e dai latti fermentati (14% del totale). Rapportando questi consumi al rischio oncologico, i ricercatori hanno rilevato nel sesso maschile l’assenza di associazione per quasi tutti i tipi di tumore, con l’eccezione (nota da tempo) del tumore prostatico, il cui rischio aumenterebbe del 10% nel quintile con maggiore consumo di formaggi (ma non degli altri latticini esaminati). Nelle donne, invece, il consumo di formaggi e di latte fermentato sembra associato a una riduzione del rischio oncologico in generale, anche se le cifre sono modeste e, nel caso del latte fermentato, manca la significatività statistica. Nessun effetto, nello specifico, è stato rilevato relativamente al rischio di cancro della mammella.
Nel complesso, le diagnosi di tumore nel corso dello studio hanno riguardato con maggiore frequenza i soggetti che, al momento del coinvolgimento nello studio, erano più anziani, meno scolarizzati, fumatori, tendenzialmente sedentari.
I ricercatori concludono che questo ampio studio prospettico non ha rilevato alcuna associazione, positiva o negativa, tra consumo quotidiano di latte e prodotti lattiero-caseari e rischio di tumori.

Dairy Products and Cancer Risk in a Northern Sweden Population

The role of dairy products in cancer is unclear. We assessed consumption of fermented milk, non-fermented milk, cheese, and butter, estimated from semi-quantitative food frequency questionnaires, in relation to prospective risk of breast, prostate, colorectal, smoking-, and obesity-related cancers in 101,235 subjects, including 12,552 cancer cases, in the population-based Northern Sweden Health and Disease Study. Most analyses (n = 20) rendered null results.
In men, we observed an increased prostate cancer risk among high-consumers of cheese (hazard ratio (HR) for highest vs. lowest quintile (Q5-Q1), 1.11; 95% CI, 0.97-1.27; Ptrend = 0.013).
In women, high-consumers of cheese had a decreased risk of overall cancer (HR Q5-Q1, 0.95; 95% CI, 0.88-1.04; Ptrend = 0.039), smoking-related (HR Q5-Q1, 0.84; 95% CI, 0.72-0.97; Ptrend ≤ 0.001), and colorectal cancers (HR Q5-Q1, 0.82; 95% CI, 0.63-1.07; Ptrend = 0.048).
Butter yielded a weak decreased obesity-related cancer risk in women (HR Q5-Q1, 0.91; 95% CI, 0.81-1.02; Ptrend = 0.049). Fermented milk yielded HRs below zero in women, but with no clear linear associations.
In conclusion, this study does not support any major adverse or beneficial effects of fermented milk, non-fermented milk, cheese, and butter in the diet from a cancer risk perspective.

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