Per contenere l’aumento di peso fisiologico per età l’alimentazione migliore è basata sull’apporto prevalente di vegetali a maggior indice qualitativo

Satija A, Malik V, Rimm EB, Sacks F, Willett W, Hu FB.
Am J Clin Nutr 2019; [Epub ahead of print]

20-06-2019

I dati di tre classici studi di popolazione ampi e di lungo periodo, come i due Nurses’ Health Study e lo Health Professionals Follow-up Study, hanno permesso di confrontare, nel tempo, gli effetti di tre tipi di alimentazione basata sulla presenza di vegetali sul controllo dell’aumento di peso fisiologico con l’età. Questa analisi ha valutato l’andamento del peso di circa 106 mila donne e 21 mila uomini sani che, all’avvio degli studi, presentavano un BMI  superiore a 25.
L’intero campione è stato suddiviso in tre gruppi, in base al tipo di alimentazione dichiarata: maggior consumo complessivo di prodotti vegetali rispetto a quelli di derivazione animale,  consumo prevalente (non esclusivo) di prodotti vegetali di alta qualità nutrizionale (cereali integrali, frutta e verdura, frutta oleaginosa, legumi, oli vegetali, tè e caffè); consumo prevalente (non esclusivo) di prodotti vegetali di qualità nutrizionale inferiore (succhi a base di frutta, bevande zuccherate, cereali raffinati, patate e dolci).
Le variazioni ponderali sono state valutate a intervalli quadriennali, per un totale di sei valutazioni nei due Nurses’ Health Study e di cinque valutazioni nello Health Professionals Follow-up Study.
In media, tutti i soggetti hanno guadagnato peso nel corso del monitoraggio, ma con differenze tra i vari gruppi: rispetto alla media di tutti i soggetti coinvolti, chi ha aumentato l’apporto di vegetali di alta qualità nutrizionale, è andato incontro ad un aumento ponderale quadriennale ridotto rispetto a chi aveva scelto invece un’alimentazione a prevalenza di vegetali di qualità nutrizionale inferiore. Molto piccola (al limite del trascurabile) era invece la differenza ponderale tra i soggetti con prevalenza di alimenti vegetali rispetto agli animali.
Una possibile spiegazione di queste differenze, secondo gli Autori dell’analisi, può derivare dall’alto contenuto di fibre garantito dai vegetali qualitativamente migliori, che influisce su elementi fondamentali per il controllo del peso nel tempo, quali la promozione di un profilo metabolico più favorevole, un più precoce senso di sazietà, il mantenimento della funzionalità intestinale, la modulazione in senso positivo della composizione del microbiota.
In conclusione, da questa analisi emerge come un miglior controllo del peso nel tempo possa essere ottenuto senza drastiche variazioni delle abitudini alimentari (tra l’altro difficili da mantenere), ma attraverso una più oculata scelta degli alimenti che non escluda quelli di origine animale, ma li riduca, privilegiando nel contempo gli alimenti vegetali nutrizionalmente più favorevoli.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

Changes in intake of plant-based diets and weight change: results from 3 prospective cohort studies

BACKGROUND: Studies have found beneficial effects of plant-based diets on weight. However, not all plant foods are necessarily beneficial.
OBJECTIVES: The aim of this study was to examine associations of changes in intake of 3 variations of plant-based diet indices (overall, healthful, and unhealthful) with weight change over 4-y intervals spanning >20 y.
METHODS: Data from 3 ongoing prospective observational cohort studies in the United States were used, namely the Nurses’ Health Study (NHS), NHS2, and the Health Professionals Follow-up Study (HPFS), with 126,982 adult men and women. Self-reported diet data were collected every 4 y, and self-reported weight data were used to compute weight change every 4 y over >20 y of follow-up.
RESULTS: On average, participants gained a mean of 0.90 kg (HPFS) to 1.98 kg (NHS2) over 4-y intervals. Different types of plant-based diet indices were associated with different amounts of weight gain. After adjusting for several potential confounders, including concomitant changes in other lifestyle factors, a 1-SD increase in intake of an overall plant-based diet index was associated with 0.04 kg less weight gain over 4-y periods (95% CI: 0.05, 0.02 kg; P < 0.001). A 1-SD increase in intake of a healthful version of a plant-based diet index (emphasizing whole grains, fruits/vegetables, nuts/legumes, vegetable oils, tea/coffee) was associated with 0.68 kg less weight gain over 4-y periods (95% CI: 0.69, 0.66 kg; P < 0.001). Conversely, a 1-SD increase in an unhealthful version of a plant-based diet index (emphasizing refined grains, potato/fries, sweets, sweetened drinks/juices) was associated with 0.36 kg more weight gain (95% CI: 0.34, 0.37 kg, P < 0.001).
CONCLUSION: Plant-based diets, especially when rich in healthier plant foods, are associated with less weight gain over 4-y intervals. This supports current recommendations to increase intake of healthy plant foods, and reducing intake of less-healthy plant foods and animal foods, for improved health outcomes.

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