Se consumato da uomini e donne non fumatori, il caffè eserciterebbe una certa protezione nei confronti delle calcificazioni coronariche

Miranda AM, Steluti J, Goulart AC, Benseñor IM, Lotufo PA, Marchioni DM.
J Am Heart Assoc. 2018 Mar 24;7(7). pii: e007155. doi: 10.1161/JAHA.117.007155

06-04-2018

In questo studio brasiliano, il consumo quotidiano di caffè (da una a più di tre tazze al giorno) è risultato, in entrambi i sessi, progressivamente e inversamente associato al grado di calcificazione delle pareti coronariche.
La ricerca ha coinvolto 4.426 impiegati statali, uomini e donne tra i 35 e i 74 anni, che sono stati sottoposti a tomografia computerizzata per la valutazione della deposizione di calcio a livello coronarico, un marker di aterosclerosi subclinica. Dagli stessi soggetti sono state ottenute informazioni sui consumi alimentari (compreso il consumo di caffè), sul tempo dedicato all’attività fisica, sull’abitudine al fumo e sull’assunzione di farmaci (antidiabetici, antipertensivi o ipocolesterolemizzanti).
Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che, anche nelle persone che presentano già un fattore di rischio conclamato (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia) il consumo di caffè correla con la protezione delle coronarie dalla malattia aterosclerotica. Questo effetto protettivo, però, non emerge nei fumatori e in chi, fumatore accanito per anni, ha poi smesso di fumare. I ricercatori ipotizzano che le sostanze nocive inalate con il fumo siano così potenti da soverchiare i benefici associati ai polifenoli assunti con la bevanda, ma è anche possibile che la stretta associazione, a livello di popolazione, tra fumo di sigaretta e consumo di caffè renda complesso analizzare separatamente il peso dei due fattori.
Nei non fumatori (e in chi ha fumato meno di 100 sigarette nell’arco della vita) la protezione esercitata dal caffè risulta progressivamente crescente al crescere dei consumi, e (in accordo con i risultati di molti studi epidemiologici che hanno correlato il consumo di caffè con il rischio di infarto) è massima a partire da tre tazze di caffè al giorno.

Glossario

  • Aterosclerosi

    Patologia delle arterie caratterizzata da depositi di grassi, infiammazione, fibrosi e calcificazione nella parete vascolare. Le placche aterosclerotiche sono le tipiche lesioni di questa patologia.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

Coffee Consumption and Coronary Artery Calcium Score: Cross-Sectional Results of ELSA-Brasil (Brazilian Longitudinal Study of Adult Health).

BACKGROUND: Available evidence for the relationship between coffee intake and subclinical atherosclerosis is limited and inconsistent. This study aimed to evaluate the association between coffee consumption and coronary artery calcium (CAC) in ELSA-Brasil (Brazilian Longitudinal Study of Adult Health).
METHODS AND RESULTS: This cross-sectional study is based on baseline data from participants of the ELSA-Brasil cohort. Only participants living in São Paulo, Brazil, who underwent a CAC measurement (n=4426) were included. Coffee consumption was collected using a food frequency questionnaire. CAC was detected with computed tomography and expressed as Agatston units. CAC was further categorized as an Agatson score ≥100 (CAC ≥100). In multiple logistic regression analysis considering intake of coffee and smoking status interaction, significant inverse associations were observed between coffee consumption (>3 cups/d) and CAC≥100 (odds ratio [OR]: 0.85 [95% confidence interval, 0.58-1.24] for ≤1 cup/d; OR: 0.73 [95% confidence interval, 0.51-1.05] for 1-3 cups/d; OR: 0.33 [95% confidence interval, 0.17-0.65] for >3 cups/d). Moreover, there was a statistically significant interaction effect for coffee consumption and smoking status (P=0.028 for interaction). After stratification by smoking status, the analysis revealed a lower OR of coronary calcification in never smokers drinking >3 cups/d (OR: 0.37 [95% confidence interval, 0.15-0.91]), whereas among current and former smokers, the intake of coffee was not significantly associated with coronary calcification.
CONCLUSIONS: Habitual consumption of >3 cups/d of coffee decreased odds of subclinical atherosclerosis among never smokers. The consumption of coffee could exert a potential beneficial effect against coronary calcification, particularly in nonsmokers.

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