Si conferma l’associazione favorevole tra integratori a base di olio di pesce e mortalità totale e cardiovascolare

Li ZH, Zhong WF, Liu S, Kraus VB, Zhang YJ, Gao X, Lv YB, Shen D, Zhang XR, Zhang PD, Huang QM, Chen Q, Wu XB, Shi XM, Wang D, Mao C.
BMJ 2020 Mar 4;368:m456. doi: 10.1136/bmj.m456.

13-03-2020

Gli oli di pesce sono molto ricchi di acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie omega-3, il cui consumo, sulla base di molti studi di epidemiologia osservazionale e di alcuni studi farmacologici di intervento, è accreditato di effetti protettivi sul rischio cardiovascolare e, specificamente, sulla morte improvvisa. Alcuni studi più recenti hanno tuttavia prodotto risultati meno favorevoli, mettendo in discussione il reale ruolo preventivo di questi composti nella popolazione generale.
In questo studio gli autori hanno esaminato i livelli di consumo di integratori che contenevano oli di pesce in relazione all’incidenza di eventi cardiovascolari fatali e non fatali, nonché alla mortalità per tutte le cause, in oltre 400.000 uomini e donne, di età compresa tra i 40 e i 69 anni all’arruolamento, seguiti per una media di circa 12 anni. Ben il 30% di questi soggetti ha riportato un consumo abituale di integratori a base di olio di pesce, del quale tuttavia, per il formato dello studio, non è stato possibile analizzare le caratteristiche quantitative e/o qualitative. Oltre il 50% di chi consumava integratori a base di olio di pesce, inoltre, dichiarava di assumere anche integratori di vitamine o di minerali o altri supplementi dietetici, contro una quota attorno al 20% delle persone che invece non ne dichiaravano il consumo.
Nel periodo di osservazione, il consumo di integratori di olio di pesce è risultato associato a una riduzione del 13% della mortalità per tutte le cause, del 16% della mortalità cardiovascolare e del 7% dell’incidenza di eventi cardiovascolari (tutte le differenze erano significative sul piano statistico). L’associazione con una minore mortalità per tutte le cause era più marcata tra i soggetti di sesso maschile e tra gli ultrasessantenni, ma anche tra i fumatori e i diabetici. Per quanto riguarda invece il rischio di eventi cardiovascolari, fatali e non fatali, le differenze tra i vari sottogruppi erano invece minori e si osservava una protezione maggiore soltanto tra i soggetti ipertesi.
Da questo studio, in conclusione, emerge un’associazione tra il consumo abituale di integratori a base di olio di pesce e un ridotto rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause. Il consumo di questi integratori, che è risultato molto frequente in questa popolazione, si associava ad altri comportamenti (l’uso di altri integratori, per esempio) potenzialmente in grado di influenzare gli end-point di salute. Le associazioni riscontrate potrebbero quindi essere, in realtà, di natura non causale. Questi dati possono comunque essere utilmente combinati con quelli degli studi di intervento per meglio definire la potenziale utilità degli integratori a base di olio di pesce.

Glossario

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Associations of habitual fish oil supplementation with cardiovascular outcomes and all cause mortality: evidence from a large population based cohort study.

OBJECTIVES: To evaluate the associations of habitual fish oil supplementation with cardiovascular disease (CVD) and mortality in a large prospective cohort.
DESIGN: Population based, prospective cohort study.
SETTING: UK Biobank.
PARTICIPANTS: A total of 427 678 men and women aged between 40 and 69 who had no CVD or cancer at baseline were enrolled between 2006 and 2010 and followed up to the end of 2018.
MAIN EXPOSURE: All participants answered questions on the habitual use of supplements, including fish oil.
MAIN OUTCOME MEASURES: All cause mortality, CVD mortality, and CVD events.
RESULTS: At baseline, 133 438 (31.2%) of the 427 678 participants reported habitual use of fish oil supplements. The multivariable adjusted hazard ratios for habitual users of fish oil versus non-users were 0.87 (95% confidence interval 0.83 to 0.90) for all cause mortality, 0.84 (0.78 to 0.91) for CVD mortality, and 0.93 (0.90 to 0.96) for incident CVD events. For CVD events, the association seemed to be stronger among those with prevalent hypertension (P for interaction=0.005).
CONCLUSIONS: Habitual use of fish oil seems to be associated with a lower risk of all cause and CVD mortality and to provide a marginal benefit against CVD events among the general population.

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