Si confermano i benefici dell’apporto di pesce ad elevato contenuto di acidi grassi omega-3 a lunga catena EPA e DHA per le funzioni cognitive dei bambini

Teisen MN, Vuholm S, Niclasen J, Aristizabal-Henao JJ, Stark KD, Geertsen SS, Damsgaard CT, Lauritzen L.
Am J Clin Nutr. 2020;112(1):74-83. doi:10.1093/ajcn/nqaa050

27-07-2020

L’importanza dell’apporto di omega-3 a lunga catena (EPA o acido eicosapentaenoico e DHA o acido docosaesaenoico) con un consumo abituale di pesce (almeno 2 o 3 volte a settimana) per lo sviluppo psico cognitivo viene confermata da questo studio randomizzato controllato, che ha coinvolto circa 200 bambini e bambine danesi di 9 anni di età.
I bambini, suddivisi in due gruppi, hanno assunto almeno 300 g di pesce grasso alla settimana (con una quota lipidica superiore ai 6 g per 100 g, per un totale di 0,8-1 grammi al giorno di omega-3) (gruppo di intervento), o una quantità simile di carne di pollo biologica (gruppo di controllo) per 12 settimane.
La ricerca fa parte del più ampio FiSK Junior Study condotto in Danimarca con l’obiettivo di studiare gli effetti del consumo di pesce grasso, fonte alimentare di omega-3, sui marker di rischio cardiovascolare, sulla funzione cognitiva e sul comportamento socio-emotivo nei bambini in età scolare.
In questa analisi secondaria i bambini sono stati sottoposti prima e dopo l’intervento nutrizionale ad appositi test standardizzati per valutare l’attenzione, la memoria e i tempi di reazione alle domande; i genitori sono stati invece interrogati, tramite questionari specifici, sul comportamento e lo stato emotivo dei propri figli.
L’analisi dei dati ha mostrato che i bambini randomizzati per 12 settimane al consumo di 375 g alla settimana di pesce grasso, principalmente salmone, aringhe e sgombri, registravano punteggi più elevati ai test sulle funzioni cognitive rispetto al gruppo di controllo, e soprattutto a quello dedicato all’analisi dell’elaborazione visiva rapida. Questa tendenza, suggeriscono i ricercatori, è attribuibile agli elevati livelli ematici di omega-3 a lunga catena (acidi grassi già noti per la loro essenzialità nello sviluppo psico comportamentale) osservati nel gruppo randomizzato al consumo di pesce.
Per quanto riguarda il comportamento sociale e lo stato emotivo, sono state invece rilevate minime riduzioni non significative delle risposte ai test sull’esternalizzazione dei sentimenti, accompagnate da un miglioramento del benessere generale, nei bambini del gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, secondo gli autori, questa tendenza risultava influenzata per larga parte dalle aspettative dei genitori e non sembrava attribuibile al consumo di pesce in sé. La maggior parte degli effetti descritti erano sostanzialmente simili per maschi e femmine.
In conclusione, queste osservazioni, supportano l’importanza del consumo di pesce nella dieta settimanale, in accordo con le raccomandazioni delle principali linee guida nutrizionali,  e forniscono ulteriori elementi a supporto del ruolo che gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie omega-3 esercitano a livello delle funzioni cerebrale. Sono invece necessari, concludono gli autori, studi mirati per indagare gli effetti del consumo di pesce sul comportamento sociale ed emotivo dei bambini e poter evidenziare eventuali differenze di genere.

Effects of oily fish intake on cognitive and socioemotional function in healthy 8-9-year-old children: the FiSK Junior randomized trial.

BACKGROUND: Long-chain n-3 PUFAs (n-3 LCPUFAs) accrete in the brain during childhood and affect brain development. Randomized trials in children show inconsistent effects of n-3 LCPUFAs on cognitive and socioemotional function, and few have investigated effects of fish per se.
OBJECTIVES: We aimed to investigate the effects of oily fish consumption on overall and domain-specific cognitive and socioemotional scores and explore sex differences.
METHODS: Healthy 8-9-y-old children (n = 199) were randomly allocated to receive ∼300 g/wk oily fish or poultry (control) for 12 ± 2 wk. At baseline and endpoint, we assessed attention, processing speed, executive functions, memory, emotions, and behavior with a large battery of tests and questionnaires and analyzed erythrocyte fatty acid composition.
RESULTS: One hundred and ninety-seven (99%) children completed the trial. Children in the fish group consumed 375 (25th-75th percentile: 325-426) g/wk oily fish resulting in 2.3 (95% CI: 1.9, 2.6) fatty acid percentage points higher erythrocyte n-3 LCPUFA than in the poultry group. The overall cognitive performance score tended to improve by 0.17 (95% CI: -0.01, 0.35) points in children who received fish compared with poultry, supported by n-3 LCPUFA dose dependency. This was driven mainly by fewer errors [-1.9 (95% CI: -3.4, -0.3)] in an attention task and improved cognitive flexibility measured as faster reaction time [-51 ms (95% CI: -94, -7 ms)] in a complex relative to a simple task ("mixing cost"). The fish intervention furthermore reduced parent-rated Strength and Difficulties Questionnaire total difficulties by -0.89 (95% CI: -1.60, -0.18) points mainly due to a -0.63 (95% CI: -1.11, -0.16) points reduction in internalizing problems that was reflected in tendency to a decrease in the overall socioemotional problems score of -0.13 (95% CI: -0.26, 0.01) points. The overall effects were similar in boys and girls.
CONCLUSIONS: Oily fish dose-dependently improved cognitive function, especially attention and cognitive flexibility, and reduced socioemotional problems. The results support the importance of n-3 LCPUFAs for optimal brain function and fish intake recommendations in children.

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