Una maggior frequenza di consumo di alimenti fritti sarebbe associata, in una popolazione di donne in post-menopausa, ad un aumento del rischio di mortalità

Sun Y, Liu B, Snetselaar LG, Robinson JG, Wallace RB, Peterson LL, Bao W.
Br Med J 2019 Jan 23;364:k5420; [E-pub ahead of print]

08-02-2019

Gli alimenti fritti sono allettanti e gustosi; la frittura è infatti uno dei metodi di cottura più diffusi al mondo. Ma, durante il procedimento, gli alimenti perdono acqua e assorbono olio che, nel frattempo, soprattutto se utilizzato più volte, può avere subito trasformazioni strutturali anche importanti. Questa ricerca ha approfondito, in una popolazione di donne in post-menopausa, le ricadute sulla salute di un consumo frequente di pollo, pesce e molluschi fritti, tipici alimenti della tradizione culinaria statunitense che, in quella realtà, vengono inoltre consumati quasi sempre fuori casa.
La popolazione considerata è quella del Women’s Health Initiative, uno studio iniziato negli anni Novanta  e proseguito fino al febbraio 2017. Un periodo di osservazione considerevole su una popolazione molto ampia (106.966 donne), tale da permettere ai ricercatori di evidenziare un’associazione tra frequenza di consumo di alimenti fritti e aumento, seppur molto contenuto in termini relativi ed assoluti, e limitato alle donne che ne consumavano tutti i giorni, del rischio di mortalità, sia totale, sia cardiovascolare e per malattie tumorali.
Gli Autori sottolineano però che questi loro risultati non sono probabilmente generalizzabili, ricordando per esempio i dati spagnoli dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Study), dai quali non è emersa alcuna associazione tra consumo di alimenti fritti e rischio di mortalità. Per spiegare queste differenze, gli Autori dello studio statunitense sottolineano la diversità delle abitudini: negli USA, il consumo di cibi fritti è prevalentemente extra-casalingo, mentre nell’area mediterranea la frittura è utilizzata con frequenza anche in casa, utilizzando non la friggitrice (metodo “deep fried”, frittura ad alte temperature) ma le padelle, in cui la temperature del grasso è inferiore. Infine, per la frittura casalinga oggi l’olio viene utilizzato una sola volta; ciò che evidentemente non accade con le friggitrici utilizzate da ristorante e fast-food.
Infine, non deve essere sottovalutato un altro aspetto. Nella ricerca statunitense, il consumo di alimenti fritti risulta più frequente nelle donne con uno stile di vita scorretto: tendenzialmente sovrappeso o obese, fumatrici, sedentarie, nelle quali è la qualità complessiva della dieta a essere particolarmente bassa. Il consumo frequente di alimenti fritti potrebbe essere quindi un marker di un complesso di fattori potenzialmente negativi per la salute, più che un elemento negativo di per sè.

Association of fried food consumption with all cause, cardiovascular, and cancer mortality: prospective cohort study.

OBJECTIVE: To examine the prospective association of total and individual fried food consumption with all cause and cause specific mortality in women in the United States.
DESIGN: Prospective cohort study.
SETTING: Women's Health Initiative conducted in 40 clinical centers in the US.
PARTICIPANTS: 106 966 postmenopausal women aged 50-79 at study entry who were enrolled between September 1993 and 1998 in the Women's Health Initiative and followed until February 2017.
MAIN OUTCOME MEASURES: All cause mortality, cardiovascular mortality, and cancer mortality.
RESULTS: 31 558 deaths occurred during 1 914 691 person years of follow-up. For total fried food consumption, when comparing at least one serving per day with no consumption, the multivariable adjusted hazard ratio was 1.08 (95% confidence interval 1.01 to 1.16) for all cause mortality and 1.08 (0.96 to 1.22) for cardiovascular mortality. When comparing at least one serving per week of fried chicken with no consumption, the hazard ratio was 1.13 (1.07 to 1.19) for all cause mortality and 1.12 (1.02 to 1.23) for cardiovascular mortality. For fried fish/shellfish, the corresponding hazard ratios were 1.07 (1.03 to 1.12) for all cause mortality and 1.13 (1.04 to 1.22) for cardiovascular mortality. Total or individual fried food consumption was not generally associated with cancer mortality.
CONCLUSIONS: Frequent consumption of fried foods, especially fried chicken and fried fish/shellfish, was associated with a higher risk of all cause and cardiovascular mortality in women in the US.

Stampa

Condividi